Cassazione Penale, Sentenza n. 43668/2024 del 28/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione in Cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame del 28/05/2024. Il Procuratore della Repubblica censurava la decisione per presunta contraddittorietà e illogicità della motivazione e per erronea applicazione della norma sull'aggravante di agevolazione mafiosa (art. 416-bis.1 c.p.), ritenendo sussistenti gravi indizi anche per la partecipazione all'associazione mafiosa. Rosa Megna deduceva violazioni di norme processuali (art. 192, 273, 627 c.p.p.) e contestava la qualificazione della fattispecie come trasferimento fraudolento di valori (art. 512-bis c.p.) nonché il travisamento della prova; sosteneva che gli elementi raccolti dimostravano la titolarità o l'autonomia dell'attività a lei riconducibile e non una partecipazione finalizzata all'elusione delle misure patrimoniali del padre.
La decisione
La Corte di Cassazione ha esaminato entrambi i ricorsi. Ha ritenuto infondato il ricorso proposto dalla Megna Rosa (ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse correttamente affrontato le questioni indicate dalla sentenza rescindente, valutando la provenienza delle risorse e l'elemento psicologico dell'indagata) e ha dichiarato inammissibile/manifestamente infondato il ricorso del Procuratore della Repubblica, ritenendo che le critiche del P.M. proponessero in realtà una diversa valutazione dei fatti e delle intercettazioni non consentita in sede di legittimità. Conseguentemente è stato confermato il giudizio del Tribunale del riesame che aveva riconosciuto la gravità indiziaria solo in relazione al reato di trasferimento fraudolento di valori (art. 512-bis) escludendo l'aggravante mafiosa e aveva revocato la misura cautelare domiciliare per mancanza di esigenze cautelari attuali.
Norme richiamate
Riferimento alla fattispecie di associazione di tipo mafioso; la Corte valuta la sussistenza dei gravi indizi per tale reato ma conferma che, nella decisione impugnata, tale sussistenza non è stata dimostrata a carico dell'indagata
Aggravante per reati commessi con il ruolo o l'agevolazione di un'associazione mafiosa; la Corte ha condiviso l'esclusione dell'aggravante nel caso concreto perché il Tribunale ha ritenuto che l'acquisto/gestione del ristorante non fosse dimostrato come funzionale agli interessi strutturali della consorteria
Trasferimento fraudolento di valori; la Corte ha ritenuto sussistente la gravità indiziaria rispetto a tale reato per la gestione occulta del ristorante, pur escludendo l'aggravante mafiosa
Regola relativa al requisito della gravità indiziaria per misure cautelari: la Corte ricorda che può sindacare in Cassazione la valutazione dei gravi indizi solo nei limiti della verifica di congruenza e logicità della motivazione di merito
art. 405, comma primo-bis cod. proc. pen.
Norma richiamata per spiegare l'interesse dell'indagata ad impugnare la gravità indiziaria anche in caso di remissione in libertà, perché la decisione di legittimità condiziona l'eventuale azione penale del P.M.
art. 611, comma 1-bis cod. proc. pen.
Norma processuale sulla richiesta di trattazione orale, richiamata procedimentalmente nel corso dell'udienza
Norma procedurale (richiamata nella censura): la Corte ha valutato se il Tribunale del riesame si fosse uniformato ai principi della sentenza di annullamento con rinvio e ha ritenuto che il giudice di merito abbia colmato le lacune motivazionali
Norma procedurale citata nella doglianza difensiva; la sentenza non ravvisa un'applicazione illegittima di detta norma nel trattamento delle prove/intercettazioni
Massime di principio
- In sede di Cassazione il sindacato sulla gravità indiziaria è limitato al controllo di congruenza, completezza e logicità della motivazione del giudice di merito; non è consentito riconsiderare liberamente la valutazione probatoria o interpretare diversamente le intercettazioni, salvo travisamento della prova o difformità decisiva del testo
- Per configurare l'aggravante di agevolazione mafiosa occorre che l'acquisizione o gestione di un bene sia dimostrata come funzionale e strumentale all'azione dell'associazione: investimenti o interventi occasionali di terzi affiliati possono non essere sufficienti
- La mera gestione occulta di un'attività, sebbene idonea a fondare il reato di trasferimento fraudolento di valori, non autorizza automaticamente a ricondurre l'operazione alla consorteria mafiosa senza elementi probatori che colleghino l'affare agli scopi associativi
- Le conversazioni intercettate devono essere valutate nel loro contesto complessivo; chi impugna la valutazione di merito deve allegare elementi che dimostrino una difformità materiale o un travisamento del contenuto captureso
- La temporalità degli atti (es. fatti risalenti a anni prima) è rilevante al fine di valutare le esigenze cautelari attuali, in particolare il pericolo di reiterazione; ciò può giustificare la revoca o la non conferma della misura cautelare
- La difesa, per neutralizzare la gravità indiziaria, deve indicare elementi concreti e decisivi idonei a scalfire la valenza indiziaria delle intercettazioni o altri atti, non limitandosi a richiamarne il mero contenuto
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