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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30554/2022 del 02/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello di Milano sostenendo, in sintesi: per Diego Frigerio, (i) insufficiente e viziata motivazione circa la sua consapevolezza dell'inesistenza dei crediti compensati e travisamento delle intercettazioni; (ii) errore nella determinazione della pena non avendo considerato la natura istantanea di alcune condotte e l'irrilevanza penale di alcune compensazioni sotto la soglia; (iii) erronea qualificazione del ruolo di amministratore di fatto (MDC e Fiscal Focus) e ingiustificata confisca di somme. Per Andrea Pagliaroli, unico motivo: vizio di motivazione e travisamento della prova, con errata interpretazione di conversazioni intercettate (in particolare la n. 258 del 21/03/2016) e mancata indicazione di elementi probatori significativi che dimostrino la sua consapevolezza della falsità dei crediti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che i motivi di gravame siano, in gran parte, critiche del valutamento probatorio operate dai giudici di merito e petizioni alternative non idonee a evidenziare un concreto vizio di motivazione o di diritto. Per Frigerio la Corte ha confermato il ruolo apicale nella gestione del sistema fraudolento, la conoscenza delle criticità emergenti dalle intercettazioni e l'approdo di utilità personali e distrazioni di denaro, ritenendo congrua la determinazione della pena e legittima la confisca (art. 12-bis d.lgs. 74/2000). Per Pagliaroli la Corte ha richiamato altre captazioni che ne provavano il ruolo di procacciatore di clienti e la percezione di provvigioni. Entrambi sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle Ammende; nulla a carico del giudizio alle parti civili per le spese del presente grado.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Usato per la responsabilità per concorso nei reati contestati; la Corte ha ritenuto provato il concorso materiale e morale degli imputati nelle condotte del progetto criminoso.

  • art. 10-quater d.lgs. 74/2000

    Norma sulle compensazioni indebite di crediti tributari; la Corte ha valutato la rilevanza penale per l'arco temporale contestato e l'aggregazione delle condotte ai fini della pena.

  • art. 12-bis d.lgs. 74/2000

    Disposizione sulla confisca per reati tributari: la Corte ha affermato che la confisca può essere disposta nei confronti di uno o più autori e non è limitata all'arricchimento personale ma alla corresponsabilità nel reato.

  • art. 640 cod. pen.

    Fattispecie di truffa: la sentenza ha ritenuto provate truffe funzionali al meccanismo delle compensazioni fittizie.

  • artt. 216 e 223 legge fallimentare

    Norme riferite a cagionamento del fallimento e bancarotta fraudolenta: applicate con riferimento alla MDC s.r.l. e al ruolo ascritto a Frigerio nella distrazione di somme e gestione dolosa.

  • art. 13 d.lgs. 74/2000

    Aggravante richiamata dalla Corte nell'ambito della determinazione della pena per la gravità e l'entità delle operazioni fraudolente.

  • art. 48 cod. pen.

    Richiamato dalla difesa per sostenere l'irrilevanza di responsabilità di taluni soggetti; la Corte non ha ritenuto fondata questa doglianza rispetto al ruolo documentato dei ricorrenti.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che prevede la condanna alle spese per ricorso inammissibile: applicata alla statuizione sulle spese e alla sanzione pecuniaria a carico dei ricorrenti.

  • art. 81, comma 2 cod. pen.

    Rinvocato in tema di responsabilità per reato commesso da più persone e della pena per il concorso; la Corte ha valutato la continuità e la quantificazione dell'aumento per continuazione.

  • disposizioni emergenziali (art. 23, comma 8 d.l. n.137/2020 conv. l.176/2020 e artt. 1 e 7 d.l. n.105/2021)

    Richiamate nelle conclusioni del Pubblico Ministero in relazione alla procedura, per chiedere l'inammissibilità dei ricorsi; utilizzate come riferimento procedurale nel giudizio di legittimità.

Massime di principio

  • Le critiche meramente inerenti alla valutazione della prova operata dai giudici di merito (reinterpretazioni alternative delle intercettazioni o della consistenza probatoria) difficilmente ottengono accoglimento in Cassazione se non è indicato un vizio di diritto o di logicità della motivazione.
  • Per i reati legati a complessi schemi di evasione tributaria e simulazione di crediti, le intercettazioni, la documentazione contabile e gli elementi che attestano l'arricchimento o la distrazione di somme possono legittimamente fondare la prova della consapevolezza e del ruolo organizzativo dell'imputato.
  • La determinazione della pena per condotte ripetute o continuative può legittimamente comprendere un aumento omnicomprensivo per continuazione quando l'imputazione riguarda un arco temporale esteso e un numero elevato di atti o importi complessivamente rilevanti.
  • La confisca ex art. 12-bis d.lgs. 74/2000 può essere disposta anche se l'arricchimento non è esclusivamente personale, atteso che la finalità è la reazione al sistema criminoso e alla corresponsabilità degli autori; le doglianze sulla composizione della somma confisca devono essere tempestivamente e specificamente dedotte in sede di merito.
  • In sede di ricorso in Cassazione è essenziale circostanziare i motivi (non essere generici) e indicare esattamente quali risultanze sono viziati e perché; l'omessa indicazione di quali atti o elementi sarebbero esclusi o valutati erroneamente comporta spesso l'inammissibilità.
  • Quando si contesta la natura istantanea o abituale di un reato ai fini della pena, è necessario dimostrare concretamente (con riferimenti temporali e documentali) la diversa percezione degli eventi rispetto a quanto già valutato dai giudici di merito.

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