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Cassazione Civile, Ordinanza n. 25949/2022 del 02/09/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia riguarda il diniego/riesame dell'agevolazione "prima casa" per immobile ritenuto di lusso. La Commissione tributaria regionale aveva riformato la decisione di primo grado favorevole all'Ufficio, ritenendo che, nel calcolo della superficie dell'abitazione ai fini dell'applicazione dell'aliquota agevolata e della verifica del carattere non lussuoso, dovessero essere esclusi alcuni ambienti sulla base del concetto di abitabilità/agibilità previsto dalla disciplina edilizia. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione con un unico motivo ex art. 360, n. 3, c.p.c., denunciando violazione dell'art. 6 d.m. 2 agosto 1969 e dell'art. 1, nota II-bis, della tariffa parte prima allegata al d.P.R. n. 131/1986. Ha sostenuto che la CTR avesse erroneamente fatto riferimento ai requisiti di abitabilità/agibilità del d.P.R. n. 380/2001, invece di applicare i criteri propri del d.m. 2 agosto 1969, che impongono di considerare la superficie utile dell'unità immobiliare ai fini dell'individuazione dell'abitazione di lusso. La contribuente ha resistito e ha anche depositato memoria.

La decisione

La Corte ha respinto l'eccezione di inammissibilità del ricorso, ritenendo che la censura investisse effettivamente un problema di interpretazione della norma applicabile e non una mera richiesta di riesame del fatto. Nel merito ha accolto il ricorso, affermando che, nelle agevolazioni "prima casa", la superficie utile va determinata in base all'utilizzabilità degli ambienti e non alla loro abitabilità/agibilità. Ha richiamato la propria giurisprudenza secondo cui, nel computo della superficie utile rilevante per escludere l'immobile dal beneficio, non si deve ridurre il parametro alla sola superficie abitabile, ma si deve considerare tutta la superficie dell'unità immobiliare diversa da balconi, terrazze, cantine, soffitte, scale e posto macchina, includendo anche i soppalchi. Poiché la CTR si era discostata da tali principi, la sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Commissione tributaria regionale per la Sicilia, sezione distaccata di Catania, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 360, n. 3, c.p.c.

    La censura è stata ritenuta ammissibile perché diretta a contestare l'interpretazione della norma applicabile, non un mero riesame del fatto.

  • art. 6 d.m. 2 agosto 1969

    Ai fini dell'individuazione dell'abitazione di lusso e dell'esclusione dell'agevolazione prima casa, la superficie utile va determinata avendo riguardo all'utilizzabilità degli ambienti e non alla sola abitabilità/agibilità.

  • art. 1, nota II-bis, della tariffa parte prima allegata al d.P.R. n. 131/1986

    La disposizione sulle agevolazioni prima casa va applicata coordinandola con i criteri del d.m. 2 agosto 1969 per verificare se l'immobile sia di lusso e dunque escluso dal beneficio.

  • d.P.R. n. 380/2001

    La disciplina edilizia sull'abitabilità/agibilità non è il parametro decisivo per il calcolo della superficie utile ai fini fiscali dell'agevolazione prima casa.

Massime di principio

  • In tema di agevolazioni prima casa, il requisito dell'abitabilità o agibilità degli ambienti non coincide con il criterio fiscale della superficie utile rilevante per stabilire se l'immobile sia di lusso.
  • Ai fini dell'esclusione del beneficio per abitazione di lusso, deve considerarsi l'utilizzabilità effettiva degli ambienti, computando tutta la superficie dell'unità immobiliare salvo gli spazi espressamente esclusi dalla disciplina applicabile.
  • Nel giudizio di legittimità, è ammissibile la censura ex art. 360, n. 3, c.p.c. quando il ricorrente deduce un'erronea interpretazione della norma e non si limita a chiedere una rivalutazione del fatto.
  • La superficie utile rilevante ai fini del d.m. 2 agosto 1969 non può essere restrittivamente identificata con la sola superficie abitabile.

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