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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31790/2022 del 29/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Riccardo Renzi impugna la sentenza della Corte d'appello di Ancona (04/12/2020) che, in parziale riforma della sentenza di primo grado, lo aveva riconosciuto responsabile della violazione dell'art. 186, commi 1, 2 lett. c), 2-bis e 2-sexies, d.lgs. 30 aprile 1992 n. 285 (guida in stato di ebbrezza con conseguenze), rideterminandone la pena. Il ricorso di cassazione deduce tre censure: 1) vizio di motivazione circa la sussistenza dello stato di ebbrezza, data la distanza temporale tra la guida e il prelievo del tasso alcolemico; 2) mancato accertamento del nesso di causalità tra l'alterazione alcolica e l'incidente; 3) intervenuta prescrizione del reato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rilevato d'ufficio l'intervenuta estinzione del reato per prescrizione ai sensi dell'art. 129 cod. proc. pen., avendo raggiunto il termine massimo quinquennale computato con le sospensioni e proroghe richiamate (rinvii per gravame e disposizioni emergenziali). Essendo intervenuta la causa estintiva successivamente alla sentenza impugnata, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte d'appello perché il reato è estinto per prescrizione. Non si è proceduto all'esame nel merito delle doglianze relative a prova dello stato di ebbrezza e nesso causale, e non sono state ritenute sussistenti le condizioni per una sentenza assolutoria di merito ex art. 129, comma 2. Disposta la trasmissione di copia al Prefetto di Fermo.

Norme richiamate

  • d.lgs. 30 aprile 1992 n. 285, art. 186

    comma 1, comma 2, lett. c), comma 2-bis e comma 2-sexies

    Norma penale incriminatrice relativa alla guida in stato di ebbrezza e alle sue fattispecie aggravate; la sentenza impugnata applicava tali disposizioni per la condanna in primo e secondo grado

  • cod. proc. pen., art. 129

    Art. 129 consente alla Corte di Cassazione di rilevare d'ufficio l'intervenuta causa estintiva del reato e di dichiarare la non punibilità quando la prescrizione si sia verificata successivamente; il comma 2 disciplina l'ipotesi di assoluzione di merito quando emergono evidenze tali da imporla, condizione che nel caso di specie non sussisteva

  • Decreto del Primo Presidente n. 84 dell'8 giugno 2016

    Richiamato per motivare la motivazione semplificata e l'applicazione di principi già consolidati nella trattazione del ricorso

Massime di principio

  • Se la prescrizione del reato matura nel corso del giudizio di impugnazione e della relativa pendenza in Cassazione, la Corte può rilevarla d'ufficio e dichiarare l'estinzione del reato senza esaminare i profili di merito.
  • L'intervenuta causa estintiva del reato rende irrilevante, in Cassazione, la verifica di eventuali nullità o vizi di motivazione della sentenza impugnata, poiché l'applicazione immediata della causa estintiva prevale sull'eventuale rinvio al giudice di merito.
  • La pronuncia di assoluzione di merito ex art. 129, comma 2 cod. proc. pen. è eccezionale: occorrono fatti o elementi di evidente valore assolutorio tali da imporre l'assoluzione quale presa d'atto; in mancanza, si procede all'annullamento per prescrizione.
  • In azioni per guida in stato di ebbrezza, questioni tecniche come il tempo tra la guida e il rilevamento del tasso alcolemico e il nesso causale con l'incidente sono rilevanti ai fini di responsabilità, ma perdono efficacia se la prescrizione estingue il reato prima del definitivo accertamento di merito.
  • Per la difesa è fondamentale calcolare con precisione i termini di prescrizione, tenendo conto di sospensioni, rinvii e norme emergenziali (es. proroghe per pandemia), perché la maturazione della prescrizione può determinare l'estinzione del reato anche quando permangono questioni probatorie controparte.

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