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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1939/2023 del 18/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma della condanna per detenzione, in concorso, di 103 g di cocaina e 1 g di hashish (art. 73 d.P.R. 309/1990). Maroiu censura il diniego delle circostanze attenuanti generiche per presunta valutazione erronea del casellario (il certificato indicherebbe incensuratezza) e omessa valutazione di elementi favorevoli; inoltre il ricorso è tardivo. Ghindar deduce: (i) mancata e insufficiente motivazione sulle dichiarazioni spontanee del coimputato e travisamento delle sue dichiarazioni e del verbale di sequestro (tra cui la qualificazione di una polvere come "sostanza da taglio" invece che bicarbonato); (ii) illogicità nel ritenere il suo concorso nonostante la sua presunta inconsapevolezza e il comportamento meramente passivo (sostenendo che abbia solo gettato la busta sotto la macchina sotto pressione del coimputato); (iii) vizio nella negazione delle attenuanti generiche, ritenendolo "poco collaborativo" senza elementi di fuga, resistenza o oltraggio.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Per Maroiu: il ricorso è tardivo (sentenza depositata 14/04/2022 con motivazione entro 90 giorni; termine impugnazione scaduto il 25/06/2022; ricorso depositato il 27/06/2022) e, nel merito, generico/aspecifico (l'incensuratezza non è decisiva di per sé ai fini delle generiche e il ricorrente non indica elementi positivi omessi). Per Ghindar: i primi due motivi sono generici, aspecifici e reiterativi; la Corte ha ritenuto corretta la motivazione di merito che ha desunto la consapevolezza del contenuto della busta dalla sua trasparenza e dall'occlusione del ricorrente alla vista degli operanti (tentativo di occultamento), nonché dalla prova di attività di spaccio riscontrata nell'abitazione (strumenti di confezionamento, pesatura e taglio). La negazione delle attenuanti generiche è stata ritenuta motivata e non manifestamente illogica. Conseguentemente sono confermate le statuizioni di condanna e i ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990

    Norma sostanziale che punisce la detenzione illecita di sostanze stupefacenti; applicata per la condanna dei ricorrenti per la detenzione, in concorso, di cocaina e hashish.

  • art. 62-bis, comma terzo, cod. pen.

    Sul criterio di valutazione delle circostanze attenuanti generiche: lo stato di incensuratezza non determina automaticamente il riconoscimento delle generiche; occorre valutare complessivamente elementi positivi che il ricorrente deve indicare e che il giudice deve considerare.

  • art. 110 cod. pen.

    Disciplina del concorso di persone nel reato: il concorso richiede un contributo consapevole al fatto criminoso, che può manifestarsi anche in comportamenti che agevolino o garantiscano una certa sicurezza all'autore principale; ciò giustifica la ricostruzione del concorso quando vi siano elementi che denotino collaborazione o consapevolezza.

  • art. 133 cod. pen.

    Regola la valutazione delle circostanze attenuanti: il giudizio del giudice del merito è essenzialmente di fatto e, se motivato e non contraddittorio, è insindacabile in sede di legittimità.

  • art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. L. 18 dicembre 2020, n. 176)

    Previsione procedurale che permette la trattazione scritta del procedimento in Cassazione; applicata per procedere senza discussione orale in assenza di richiesta.

  • Cass. Sez. 4, n. 34754 del 20/11/2020 (Abbate)

    Giurisprudenza richiamata per la distinzione tra mera connivenza non punibile e concorso nel reato di stupefacenti: la connivenza è passività; il concorso richiede contributo consapevole, anche implicito.

  • Cass. Sez. 5, n. 43952 del 13/04/2017 (Pettinelli)

    Conferma che il giudizio sulle attenuanti generiche è di fatto e la sua motivazione, se non contraddittoria e se richiama gli elementi decisivi, è insindacabile in Cassazione.

Massime di principio

  • I termini processuali per il deposito del ricorso in Cassazione sono perentori: il mancato rispetto della scadenza determina inammissibilità.
  • Le censure generiche e aspecifiche, che non indicano elementi nuovi o specifici omessi dal giudice di merito, sono dichiarate inammissibili; il ricorrente deve puntualizzare gli elementi positivi che ritiene non valutati.
  • Nella materia degli stupefacenti la distinzione tra mera presenza/passività e concorso si valuta sulla base della consapevolezza e del contributo: atti diretti ad agevolare, occultare o garantire lo spaccio possono essere considerati contributi consapevoli al reato.
  • La trasparenza/visibilità del contenuto di un involucro e i comportamenti di occultamento alla vista degli operatori possono legittimamente fondare il convincimento sulla consapevolezza del possessore circa la natura della sostanza.
  • La qualificazione di materiali trovati (es. polveri, sostanze da taglio) va valutata in sede di merito; accuse difensive su tale punto devono essere provate e specificamente contestate per essere riconsiderate in Cassazione.
  • La decisione del giudice di merito circa la concessione o il diniego delle attenuanti generiche è un apprezzamento di fatto: se è adeguatamente motivata e non contraddittoria, la Corte di legittimità non la sostituisce con una propria valutazione.

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