Cassazione Penale, Sentenza n. 24090/2024 del 18/06/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I difensori hanno impugnato la sentenza di appello per vizi di motivazione e manifesta illogicità, contestando che l'avvicinamento dell'imputato all'edificio dove era custodita la droga sia stato illegittimamente interpretato come prova della sua detenzione della sostanza. Hanno chiesto la riapertura dell'istruttoria per escutere un teste (Garda/Edoardo) circa il fatto se l'imputato avesse citofonato alla madre, hanno contestato l'attribuzione della titolarità della detenzione (sostenendo ipotesi di codetenzione con Xhafaj Pelivan non contestata nel capo di imputazione) e hanno chiesto la riconfigurazione del fatto ai sensi dell'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990 per la mancata valutazione della non occasionalità.
La decisione
La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato la valutazione logico-probatoria dei giudici di merito, che hanno fondato la responsabilità su una concatenazione di indizi univoci e concordanti: l'arrivo dell'imputato su un'auto in uso a Xhafaj Pelivan, il possesso delle chiavi (fornite dalla proprietà e di una seconda serratura) che consentivano l'accesso all'appartamento dove era custodita la droga, la fuga alla vista dei carabinieri e l'arresto successivo a bordo di un'auto con Xhafaj. La Corte ha ritenuto legittima la decisione di non rinnovare l'istruttoria in appello (istituto eccezionale) e ha applicato il consolidato principio secondo cui la detenzione è anche disponibilità di fatto della sostanza; dunque la consegna delle chiavi ha concretato la disponibilità e la detenzione. Ha inoltre ritenuto corretta l'esclusione della qualificazione ex art. 73, comma 5, DPR 309/1990 sulla base di elementi ponderali, principio attivo e modalità che denotano non occasionalità e il fatto che il locale fosse adibito a deposito/preparazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 192, comma 2, cod. proc. pen.
Il sindacato in Cassazione sulla prova indiziaria deve limitarsi al controllo logico-giuridico della motivazione del giudice di merito, senza rivalutare la gravità, la precisione e la concordanza degli indizi.
art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990
La Corte ha valutato e escluso l'applicazione della qualificazione aggravata prevista dall'art. 73, comma 5, ritenendo che i giudici di merito abbiano correttamente considerato il dato ponderale, il principio attivo e le modalità dell'attività tali da esprimere non occasionalità.
principio giurisprudenziale sulla "detenzione" di sostanze stupefacenti
La detenzione non richiede contatto fisico immediato con la droga: è sufficiente la piena disponibilità della stessa, realizzata anche tramite la titolarità delle chiavi o il controllo del luogo in cui è custodita.
principio sulla rinnovazione dell'istruttoria in appello (Sez. U, n. 12602 del 17/12/2015, Ricci)
La rinnovazione dell'istruttoria in appello è eccezionale e ammessa solo se il giudice non può decidere allo stato degli atti; la Corte ha ritenuto che non sussistessero tali presupposti.
Massime di principio
- In materia di stupefacenti, la disponibilità materiale della sostanza può essere provata anche senza contatto diretto se l'imputato ha effettivo potere di accesso al luogo (es. possesso delle chiavi).
- La Cassazione non riconsidera i fatti ma verifica la coerenza logico-giuridica della motivazione: le deduzioni difensive che chiedono la rivalutazione delle prove sono difficilmente accolte se i giudici di merito hanno motivato in modo congruo.
- La richiesta di rinnovazione dell'istruttoria in appello è un rimedio straordinario: va prospettata con elementi che rendano impossibile decidere senza nuovi atti, altrimenti può essere legittimamente respinta.
- Per ottenere la riconfigurazione ai sensi dell'art. 73, comma 5, DPR 309/90, è necessario fornire elementi concreti di professionalità/abitualità o di organizzazione dell'attività di spaccio (quantitativi, purezza, luogo adibito a deposito, modalità di preparazione); la sola presenza di droga non basta.
- La supposizione di una codetenzione richiede contestazione e prova specifica nel capo di imputazione: ipotesi non dedotte o non provate non impediscono l'attribuzione della detenzione a chi dimostri la disponibilità effettiva.
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