Cassazione Penale, Sentenza n. 42878/2022 del 10/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza di appello con quattro motivi: 1) violazione dell'art. 521 c.p.p. per aver la Corte d'appello autonomamente ravvisato l'aggravante della destrezza nel capo D) pur non essendo espressamente contestata in quel capo; 2) vizio di motivazione per aver riconosciuto aggravanti diverse (nei capi D) e L)) pur avendo, a detta del ricorrente, descritto identica la condotta; 3) violazione di legge in relazione all'art. 641 c.p. (capo M)), sostenendo che il giudice ha individuato il momento consumativo nel momento della contrazione dell'obbligazione anziché nel momento dell'effettivo inadempimento; 4) vizio di motivazione per mancata pronuncia analitica sui singoli rilievi di gravame, con generica adesione alla decisione di primo grado senza confronto puntuale con le specifiche eccezioni difensive.
La decisione
La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha rigettato o considerato manifestamente infondati i singoli motivi: 1) il primo motivo è infondato perché la fattispecie descritta nel capo D) conteneva, nella materialità dei fatti, tutti gli elementi idonei a integrare l'aggravante della destrezza; la Corte ha applicato la giurisprudenza che ammette la 'contestazione in fatto' delle circostanze aggravanti quando i comportamenti descritti ne consentono la concretizzazione e il diritto di difesa non è pregiudicato; 2) il secondo motivo è infondato perché i fatti dei capi D) e L) risultano descritti in modo diverso e la valutazione dell'aggravante va fatta sulla motivazione del singolo capo e non per confronto con altri capi; 3) il terzo motivo è infondato: il reato di insolvenza fraudolenta si consuma nell'inadempimento ma, alla luce degli elementi acquisiti e delle dichiarazioni nel loro insieme, la Corte ha ritenuto coerente la ricostruzione; l'eventuale errore è non decisivo ai sensi dell'art. 619, comma 1, c.p.p.; 4) il quarto motivo è inammissibile per assoluta mancanza di specificità, essendovi invece una motivazione complessiva e puntuale che integra anche la decisione di primo grado. Esito pratico: ricorso dichiarato inammissibile, ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma a titolo di contributo (testo sentenza: condanna al pagamento della somma indicata nella parte dispositiva).
Norme richiamate
Norma che definisce il reato di furto; nella sentenza è richiamata come titolo di reato principale nelle ipotesi contestate.
art. 625, primo comma, n. 4 cod. pen.
art. 625, primo comma, n. 4 c.p.
Aggravante del furto per uso della destrezza; la Corte ha ritenuto integrata la circostanza aggravante sulla base della descrizione fattuale del capo d'imputazione e della condotta dell'imputato.
Norma sull'appropriazione indebita/insolvenza fraudolenta: la Corte ha richiamato il principio che il momento consumativo per l'insolvenza fraudolenta è l'inadempimento, valutando però il complesso delle condotte e delle dichiarazioni.
Norma sul contenuto della sentenza d'appello e sui limiti di nuovo giudizio: il ricorrente contestava che la Corte d'appello avesse 'autonomamente' ravvisato l'aggravante, ma la Corte di legittimità ha ritenuto corretta la valorizzazione dei fatti già descritti nell'imputazione (contestazione in fatto).
art. 619, comma 1 cod. proc. pen.
Previsione sulla non decisività di certi errori di motivazione; la Corte ha ritenuto che un errore sulla collocazione temporale non fosse decisivo per l'esito della vicenda.
Sez. U, n. 34090 del 27/04/2017 (Quarticelli)
Sez. U, n. 34090/2017, dep. 2018
Giurisprudenza richiamata per definire i confini dell'aggravante della destrezza: non basta approfittare di una situazione non provocata, occorre una condotta caratterizzata da abilità, astuzia o avvedutezza idonea a eludere la sorveglianza.
Sez. 2, n. 15999 del 18/12/2019 (Saracino)
Sez. 2, n. 15999/2019, dep. 2020
Giurisprudenza che ammette la 'contestazione in fatto' delle circostanze aggravanti quando i comportamenti descritti nell'imputazione, valorizzati nella loro materialità, riportano gli elementi costitutivi dell'aggravante e consentono l'esercizio della difesa.
Sez. U, n. 40354 del 18/07/2013 (Sciuscio)
Richiamata in relazione alla nozione di mezzo fraudolento quale aggravante del furto: occorre una condotta dotata di marcata efficienza offensiva e insidiosità, idonea a sorprendere il detentore.
Sez. 2, n. 37909 del 28/10/2020 (Sorrentino)
Giurisprudenza richiamata sul momento consumativo dell'insolvenza fraudolenta: il reato si consuma nell'inadempimento, che è l'ultima fase dell'iter criminoso e va accertata con riferimento alla disciplina civilistica.
Massime di principio
- L'aggravante della destrezza può essere valorizzata anche se non espressamente indicata nel capo di imputazione quando la descrizione fattuale contiene, nella materialità dei comportamenti, gli elementi costitutivi dell'aggravante (c.d. contestazione in fatto); ciò è legittimo purché il diritto di difesa non sia pregiudicato.
- La valutazione delle circostanze aggravanti deve fondarsi sulla motivazione resa per ciascun capo e non su confronti incrociati con altri capi: similarità apparente delle condotte non impedisce valutazioni distinte se la descrizione fattuale differisce nei particolari rilevanti.
- Per il reato di insolvenza fraudolenta il momento consumativo è l'inadempimento; tuttavia, nella ricostruzione del fatto è possibile considerare l'insieme delle condotte e delle dichiarazioni per stabilire il momento in cui si è perfezionato il reato.
- I ricorsi generici o privi di specificità sulle doglianze di motivazione sono esposti al rischio di inammissibilità: è necessario indicare in modo puntuale le critiche alle argomentazioni del giudice di merito.
- Errori di qualificazione temporale o di formulazione della motivazione possono essere dichiarati non decisivi se il complesso probatorio e le argomentazioni residuali consentono comunque di ritenere fondato il giudizio (art. 619 c.p.p.).
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 10 nov 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 42605/2022 del 10/11/2022
- Sentenza penale · 10 nov 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 42606/2022 del 10/11/2022
- Sentenza penale · 10 nov 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 42607/2022 del 10/11/2022
- Sentenza penale · 10 nov 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 42608/2022 del 10/11/2022
- Sentenza penale · 10 nov 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 42609/2022 del 10/11/2022
- Sentenza penale · 10 nov 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 42610/2022 del 10/11/2022
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →