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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13618/2024 del 03/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso proponeva due motivi: 1) violazione di legge per mancata riqualificazione del furto in tentato furto, sostenendo che la refurtiva era rimasta nella sfera di vigilanza del proprietario (posto nel bagagliaio dell'auto fermata nell'area condominiale dal portiere) e quindi l'autonoma effettiva disponibilità non si sarebbe concretizzata; 2) violazione di legge per l'applicazione della recidiva, denunciando un'applicazione automatica senza adeguata valutazione della maggior pericolosità e riprovevolezza dell'imputato

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il primo motivo meramente reiterativo di argomentazioni già proposte in appello e, in ogni caso, manifestamente infondato in quanto la Corte territoriale ha accertato che la refurtiva era stata caricata sull'auto prima dell'intervento del portiere, configurando la consumazione del reato (autonoma disponibilità della refurtiva). Il secondo motivo è stato considerato manifestamente infondato perché la Corte d'appello ha valutato concretamente i precedenti (cinque condanne, due specifiche, fatti nel quinquennio) e motivato la sussistenza della recidiva con riferimento ai parametri dell'art. 133 c.p. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 624-bis cod. pen.

    Norma del reato contestato (furto in concorso): la Corte ha confermato l'applicabilità della fattispecie ritenendo avvenuta la consumazione del furto per l'autonoma disponibilità della refurtiva

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    art. 173 disp. att. c.p.p.

    Regola sulla forma ridotta dell'enunciazione dei motivi di ricorso in cassazione; il ricorso è stato redatto nei limiti richiesti dalla disposizione

  • art. 23 comma 8, d.l. 127 del 2020

    art. 23 co. 8 D.L. 127/2020

    Norma che consente la trattazione del ricorso senza intervento delle parti; applicata per la trattazione del ricorso davanti alla Cassazione

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena e parametri per valutare la maggiore colpevolezza/pericolosità in caso di recidiva; utilizzata dalla Corte d'appello come parametro per giustificare l'aumento per recidiva

  • art. 616 cod. proc. pen.

    art. 616 c.p.p. (come modificato dalla L. 23/06/2017 n. 103)

    Disposizione che consente la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e al versamento a favore della Cassa delle ammende in caso di ricorso infondato/inammissibile

  • Sez. U, n. 52117 del 17/07/2014 (Prevete)

    Giurisprudenza richiamata per il principio secondo cui l'intervento tempestivo del soggetto passivo o della vigilanza durante l'azione impedisce la consumazione del furto lasciandolo allo stadio del tentativo; la Corte ha ritenuto che tale circostanza non ricorresse nel caso concreto

  • Sez. 5, n. 33605 del 17/06/2022 (T.)

    Precedente richiamato per il principio che il furto si consuma quando il bene passa sotto il dominio esclusivo dell'agente anche per breve tempo, rendendo irrilevanti la durata del possesso o la possibilità di pronto recupero

  • Sez. 4, n. 11683 del 27/11/2018 (Arena)

    Precedente analogo: la consumazione del furto sussiste se l'agente ottiene autonoma disponibilità dei beni anche se poi viene fermato nell'area condominiale

  • Sez. U, n. 35738 del 27/05/2010 (Calibè)

    Giurisprudenza sull'onere del giudice di merito di verificare concretamente, non automaticamente, la sussistenza della recidiva e della maggiore pericolosità in base a molteplici parametri

Massime di principio

  • Consumo vs tentativo di furto: il reato di furto è consumato quando l'agente ottiene l'autonoma ed effettiva disponibilità della cosa sottratta; la mera possibilità di pronto recupero da parte della vittima o la permanenza temporanea nell'area privata non esclude automaticamente la consumazione
  • Intervento della vigilanza o del soggetto passivo: soltanto un intervento tempestivo e diretto durante la fase di sottrazione, tale da impedire l'acquisizione autonoma della res furtiva, può integrare il tentativo anziché la consumazione
  • Valutazione della recidiva: il giudice deve compiere una valutazione concreta e motivata (natura e tempo dei precedenti, omogeneità, margine di offensività, eventuale occasionalità) prima di applicare l'aumento per recidiva; non è ammessa un'applicazione meramente formale
  • Inammissibilità per reiterazione: la Cassazione può dichiarare inammissibile un motivo che sia meramente reiterativo di argomentazioni già svolte nei gradi di merito
  • Rischi per il ricorrente: un ricorso infondato o inammissibile può comportare condanna alle spese e l'obbligo di versare somme alla Cassa delle ammende ex art. 616 c.p.p.

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