Cassazione Penale, Sentenza n. 13366/2024 del 03/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I difensori hanno dedotto vizi di violazione di legge e della motivazione con riguardo alla revoca della sospensione condizionale della pena, impugnando la sentenza della Corte di appello di Firenze del 1 marzo 2022 che aveva dichiarato Nwokoro colpevole del capo b), ritenuta la continuazione e rideterminata la pena; inoltre la Corte territoriale aveva revocato la sospensione condizionale della pena concessa a entrambi gli imputati.
La decisione
Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile per tardività: la sentenza di appello, emessa il 1 marzo 2022, aveva la motivazione depositata entro il termine dei 60 giorni (depositata il 26 aprile 2022), e il termine per proporre ricorso per cassazione è quindi risultato di 45 giorni, scaduto il 14 giugno 2022. Il ricorso è stato depositato il 21 dicembre 2022 e dunque è tardivo. La Corte ha inoltre precisato che la correzione di un errore materiale (il cognome di Apaokweze) non riapre i termini di impugnazione della sentenza, potendo il soggetto impugnare solo il provvedimento di correzione. Per questi motivi i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili e i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende, ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
art. 616 cod. proc. pen.
La norma è stata applicata per condannare i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle Ammende, determinata in via equitativa.
Giurisprudenza citata: Sez. 3, Sentenza n. 13006 del 18/12/2014 (Mazza), Rv. 262995 - 01
Sez. 3, Sentenza n. 13006 del 18/12/2014, dep. 2015, Mazza, Rv. 262995 - 01
Richiamato il principio secondo cui l'ordinanza di correzione di un errore materiale in una sentenza di condanna non riapre i termini di impugnazione della stessa, potendo legittimare l'imputato solo a proporre ricorso per cassazione avverso il provvedimento di correzione.
Massime di principio
- La tempestività del ricorso per cassazione è essenziale: va verificata la data di deposito della motivazione della sentenza e i termini decorrenti da quella data, perché la tardività comporta inammissibilità del ricorso.
- La correzione di un errore materiale (es. cognome) nella sentenza non riapre i termini ordinari di impugnazione della sentenza stessa; contro la correzione si può proporre ricorso specifico, ma non riavviare il termine per impugnare la sostanza della sentenza.
- In caso di ricorso dichiarato inammissibile per tardività, il giudice può condannare i ricorrenti alle spese processuali e a una somma a favore della Cassa delle Ammende, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., salvo ragioni di colpa esimente.
- Prima di proporre ricorso è fondamentale controllare tutte le notifiche e la correttezza formale della sentenza depositata (incluso il deposito della motivazione e la correzione di eventuali errori materiali) per non incorrere in decadenze procedurali.
- Se si ritiene che una correzione materiale sia illegittima o che abbia effetti sulla regolarità della notificazione, il rimedio corretto è impugnare il provvedimento di correzione, non utilizzare tale correzione come motivo per riaprire termini già scaduti.
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