Ordinanza n. 1650/2026 - Napoli, Sezione 8
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, della determina n. 203 del 17 dicembre 2025, del Comune di Cellole, avente ad oggetto acquisizione al patrimonio comunale dell’area di sedime di manufatti abusivi.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: determina comunale di acquisizione al patrimonio comunale dell’area di sedime di manufatti abusivi
Esito
Favorevole al ricorrente (comproprietari)
Prevale il privato
La controversia
Le ricorrenti hanno impugnato la determina comunale n. 203 del 17 dicembre 2025, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. Il Comune aveva disposto l’acquisizione dell’immobile abusivo e della relativa area di sedime al patrimonio comunale sulla base di una precedente ordinanza di demolizione, nonostante, successivamente, fosse stata presentata un’istanza di condono edilizio. Dopo la definizione del procedimento di condono con provvedimento di rigetto, il Comune non aveva adottato una nuova ordinanza di demolizione. È stato inoltre dedotto, e ritenuto rilevante dal Collegio, che l’ordinanza di demolizione non era stata notificata a tutti i comproprietari del bene abusivo, requisito necessario ai fini della successiva acquisizione gratuita dell’opera e dell’area di sedime.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda cautelare ritenendo sussistente il fumus boni iuris. In particolare, ha rilevato che, dopo la presentazione dell’istanza di condono e la successiva definizione del relativo procedimento con provvedimento di rigetto, il Comune avrebbe dovuto rinnovare la valutazione dell’illecito edilizio mediante l’adozione di una nuova ordinanza di demolizione, prima di procedere all’acquisizione. Il Collegio ha inoltre richiamato il consolidato orientamento secondo cui l’ordinanza di demolizione deve essere notificata a tutti i comproprietari dell’immobile abusivo affinché possa legittimamente seguire l’acquisizione gratuita dell’opera e dell’area di sedime al patrimonio comunale. Per l’effetto, ha sospeso la determina impugnata e fissato l’udienza pubblica di merito al 20 maggio 2027. Il Comune è stato condannato alle spese della fase cautelare, liquidate in euro 1.500, oltre accessori di legge.
Norme richiamate
Disciplina la tutela cautelare collegiale; sulla base di tale disposizione il TAR ha accolto l’istanza e sospeso l’efficacia dell’atto impugnato.
La disciplina dell’acquisizione gratuita dell’opera abusiva e dell’area di sedime presuppone il corretto svolgimento della precedente fase repressiva, inclusa la notificazione dell’ordinanza di demolizione ai comproprietari.
legge n. 724/24
È richiamata nel testo quale base normativa dell’istanza di condono presentata dopo l’ordinanza di demolizione.
Massime di principio
- Quando, dopo l’adozione di un’ordinanza di demolizione, viene presentata un’istanza di condono edilizio e il relativo procedimento si conclude con il rigetto, l’amministrazione deve pronunciarsi nuovamente sull’illecito edilizio mediante una nuova ordinanza di demolizione prima di procedere all’acquisizione gratuita dell’immobile abusivo e dell’area di sedime al patrimonio comunale.
- Ai fini della successiva acquisizione gratuita dell’opera abusiva e dell’area di sedime, l’ordinanza di demolizione deve essere notificata a tutti i comproprietari del bene, poiché la mancata notificazione nei confronti di uno di essi incide sulla legittimità dell’acquisizione.
- La sospensione cautelare dell’atto amministrativo può essere disposta quando gli elementi relativi alla necessità di rinnovare l’ordinanza repressiva dopo il rigetto del condono e alla mancata notificazione a tutti i comproprietari evidenziano un fumus boni iuris.
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