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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35641/2022 del 22/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di condanna per appropriazione indebita aggravata (veicolo Fiat Ducato) e simulazione di reato; dedotte plurime censure tra cui: violazione del principio di correlazione fra accusa e sentenza (sarebbe stata condannata anche per la sottrazione del contenuto del veicolo non espressamente contestato), vizio della motivazione e insufficienza delle prove in relazione agli elementi materiali e soggettivi dell'appropriazione indebita, carenza di elementi per la simulazione di reato, difetto di gravità precisione e concordanza degli indizi, illegittimità della costituzione di parte civile per mancanza di prova della rappresentanza, mancanza di prova del danno e quindi illegittimità della condanna al risarcimento e delle spese, errato rifiuto della causa di non punibilità per particolare tenuità e mancato riconoscimento delle attenuanti generiche eccessività della pena.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha confermato la sentenza di merito. E' stata quindi confermata la condanna di Chittaro a 1 anno e 5 mesi di reclusione, con sospensione condizionale della pena, la condanna al risarcimento dei danni in favore della Termoidraulica Cormonese da liquidarsi in sede civile (con provvisionale di euro 5.000,00) e la rifusione delle spese per la costituzione e difesa della parte civile. La Corte ha ritenuto infondati i motivi relativi alla presunta ultra petita (confermando che la sottrazione del contenente implica la sottrazione del contenuto e che l'imputato ha potuto difendersi su tale aspetto), ha escluso vizi manifesti di motivazione che possano essere sindacati in Cassazione, ha ritenuto coerente la ricostruzione indiziaria basata, tra l'altro, sul possesso delle chiavi e sulle incongruenze dichiarative dell'imputato, ha ritenuto legittima la costituzione della parte civile (società di persone rappresentata dall'accomandatario), ha rigettato la richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità in ragione dell'entità del profitto e del danno, e ha negato l'attribuzione delle attenuanti generiche. Per effetto dell'inammissibilità è stata inoltre pronunciata condanna alle spese processuali e ordinato il versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 521 cod. proc. pen.

    Principio di correlazione tra accusa e sentenza: la Corte ha ritenuto che non vi sia mutamento radicale del fatto quando permane un nucleo comune (la condotta di sottrazione del contenitore implica la sottrazione del contenuto) e che l'imputato abbia avuto concreta possibilità di difendersi.

  • art. 646 cod. pen.

    Norma sull'appropriazione indebita: applicata alla sottrazione del veicolo e, per connessione causale, al danno derivante dalla perdita degli strumenti/attrezzature ivi contenuti.

  • art. 367 cod. pen.

    Simulazione di reato: la Corte ha ritenuto che la denuncia di furto presentata fosse simulata, desumendo la simulazione dalla ricostruzione della appropriazione e dalle incongruenze probatorie.

  • art. 111 Cost.

    Principi del giusto processo e del diritto di difesa: richiamati dalla difesa ma valutati dalla Corte alla luce del principio di correlazione; la Corte ha ritenuto che tali garanzie non siano lese dato che il nucleo dell'imputazione è rimasto chiaro e difendibile.

  • art. 6 CEDU (diritto a un equo processo)

    Richiamato dalla difesa in tema di informazione sulla imputazione; la Corte ha ritenuto che il diritto non sia stato violato perché l'imputato ha potuto esercitare la difesa sul fatto così come ricostruito.

  • art. 78 cod. proc. pen.

    Requisiti per la costituzione di parte civile: la Corte ha ritenuto legittima la costituzione della società di persone da parte del rappresentante (accomandatario) senza necessità della visura camerale nel caso concreto.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Causa di non punibilità per particolare tenuità: esclusa dalla Corte di merito per la non esiguità del profitto/danno derivante dalla disponibilità del veicolo e del valore degli attrezzi.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena e valutazione delle attenuanti generiche: la Corte ha ritenuto legittimo non riconoscere le generiche in presenza di comportamento processuale non collaborativo e di profitto/danno ritenuti significativi.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Conseguenze dell'inammissibilità del ricorso: condanna del ricorrente alle spese e determinazione di una somma alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In Cassazione non è possibile riformare valutazioni di fatto o ricostruzioni probatorie dei giudici di merito salvo che emerga un'illogicità manifesta e decisiva della motivazione.
  • Il principio di correlazione tra imputazione e sentenza non è violato se permane un 'nucleo comune' del fatto; la sottrazione del contenitore può legittimamente comportare l'attribuzione della sottrazione del contenuto quando tale rapporto sia normalmente prevedibile e il difensore abbia potuto discutere la questione in dibattimento.
  • La simulazione di reato può essere ricostruita per implicazione dalle risultanze che dimostrano l'appropriazione, se la denuncia è coerentemente riconducibile a un atto volto a dissimulare la responsabilità.
  • Il possesso di elementi materiali probatori (es. chiavi), unite a incongruenze dichiarative e altre risultanze, possono costituire indizi gravi, precisi e concordanti per una condanna anche in assenza di prova diretta.
  • Contestazioni formali sulla legittimazione della parte civile devono essere tempestivamente dedotte in sede di merito; la Cassazione sindaca la correttezza della valutazione compiuta dai giudici riguardo alla rappresentanza quando basata su elementi credibili (es. forma giuridica della società).
  • Le decisioni sul riconoscimento della particolare tenuità del fatto e sulla concessione delle attenuanti generiche sono assai discretionali: rilevano profitto/danno e il comportamento processuale dell'imputato e difficilmente si superano in sede di legittimità senza evidente errore di diritto.

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