Cassazione Penale, Sentenza n. 9762/2022 del 22/03/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugna l'ordinanza che ha confermato il sequestro preventivo d'urgenza di un autocarro e del carico di rifiuti, sostenendo violazione di legge e vizio di motivazione. Ha dedotto che il provvedimento sarebbe basato su congetture, che la difesa non poteva contestare le valutazioni penali perché la ricorrente è terza estranea al reato (proprietaria del mezzo) e che la documentazione prodotta (pagamento di una contravvenzione relativa alla mancata revisione) dimostrerebbe la sua convinzione che il mezzo non potesse circolare e quindi la sua buona fede e ignoranza dell'uso illecito del veicolo da parte del marito e del conducente.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ricordato che avverso l'ordinanza di riesame sui sequestri la Cassazione può intervenire principalmente per violazione di legge (inclusa totale mancanza di motivazione), non per semplici censure di logicità o congruità della motivazione. Ha ritenuto che i giudici del riesame avessero adeguatamente motivato l'esistenza del fumus del reato e del periculum in mora, nonché la rilevanza della confisca obbligatoria prevista per il trasporto illecito di rifiuti (art. 259, comma 2 d.lgs. 152/2006). Inoltre la Corte ha confermato che la ricorrente non ha assolto l'onere probatorio di dimostrare la propria buona fede e l'ignoranza incolpevole circa l'uso illecito del mezzo. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la ricorrente condannata alle spese e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
D.Lgs. 152/2006, art. 256, comma 1, lett. a)
Norma che incrimina il trasporto illecito di rifiuti; utilizzata per qualificare il fatto contestato (fumus del reato) a carico di chi materialmente trasportava i rifiuti.
D.Lgs. 152/2006, art. 259, comma 2
Prevede la confisca obbligatoria del mezzo utilizzato per il trasporto in assenza di valido titolo abilitativo; la Corte ha richiamato tale previsione per giustificare l'idoneità del sequestro reale e l'onere probatorio a carico del terzo proprietario per dimostrare la buona fede.
D.L. n. 137/2020, art. 23, comma 8
Norma richiamata in procedura per la trattazione del ricorso (indicazione formale della disciplina procedurale applicata al caso).
Codice di procedura penale, art. 606, lett. e)
Richiamato nei limiti del controllo della Cassazione: la Corte osserva che il ricorso avverso ordinanze di riesame sui sequestri è limitato a questioni di violazione di legge e non può essere fondato su semplici censure di illogicità manifesta della motivazione richiamata dall'art. 606, lett. e) quando si tratta di mera incongruenza valutativa.
Massime di principio
- Avverso l'ordinanza di riesame su provvedimenti di sequestro (probatorio o preventivo) la Cassazione interviene principalmente per violazione di legge o per totale mancanza di motivazione; censure meramente logiche o di adeguatezza della motivazione sono difficilmente ammesse.
- Nel caso di confisca obbligatoria prevista per il trasporto illecito di rifiuti (art. 259 d.lgs. 152/2006), il terzo proprietario che si dichiara estraneo ha l'onere di provare la propria buona fede e l'ignoranza incolpevole circa l'uso illecito del mezzo.
- La mera produzione di documentazione amministrativa o di atti (es. verbale di contravvenzione) non ha automaticamente valore decisivo a favore del terzo; il giudice può valutarne la rilevanza e attribuire loro valore neutro se non dimostrano in modo concreto l'ignoranza incolpevole.
- Per opporsi efficacemente a un sequestro di un mezzo utilizzato per reati ambientali, il proprietario/terzo deve fornire elementi chiari e probatori sulla inesistenza del collegamento tra il suo comportamento e l'utilizzo illecito (es. impossibilità oggettiva d'uso, comprovata delega d'uso lecita o misure effettive di controllo sul veicolo).
- Le impugnazioni in Cassazione relative a misure reali di natura cautelare richiedono attenzione alla distinzione tra vizio di motivazione suscettibile di incidere sulla legge (es. mancanza totale di motivazione) e critiche valutative che la Corte suprema, di regola, non rivede.
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