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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20228/2022 del 24/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale di Ragusa che ha confermato il decreto di sequestro preventivo degli immobili disposto dal GIP. La ricorrente deduceva violazione dell'art. 321 c.p.p. per carenza del fumus commissi delicti in relazione agli artt. 110, 491 e 489 c.p.; lamentava altresì insufficiente motivazione e che il Tribunale avrebbe dato eccessiva rilevanza alla consulenza del pubblico ministero (che negava la paternità della sottoscrizione della testatrice) trascurando la consulenza difensiva e la posizione difensiva (tra cui la prova attestante assenza di decadimento mentale della presunta testatrice). In sostanza si contestava che, avendo consulenze grafiche discordanti, mancasse un concreto quadro indiziario idoneo al sequestro.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato e non rientrante nei casi di legittima impugnazione. Ha ritenuto che il Tribunale avesse esaminato il compendio probatorio nel suo insieme, avendo considerato sia gli elementi offerti dall'accusa sia le contestazioni della difesa, e avesse adeguatamente motivato le ragioni per ritenere il fumus commissi delicti. Eventuali vizi di motivazione non potevano essere sindacati in Cassazione con il rito previsto. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Richiamata quale norma che disciplina il riesame; contestata decisione impugnata era frutto del riesame ex art. 324.

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Interpretata nel senso che il ricorso per cassazione avverso ordinanze in tema di misure cautelari reali è ammesso soltanto per violazione di legge; di conseguenza sono inammissibili rimedi che deducano solo vizi di motivazione non riconducibili a violazione di legge.

  • art. 321 c.p.p.

    Richiamato nel profilo del fumus commissi delicti: il ricorso sosteneva violazione di tale norma per presunta carenza di elementi indiziari; la Corte ha osservato che il giudice deve valutare il fumus in concreto e che nel caso di specie il Tribunale ha svolto un esame complessivo e motivato.

  • art. 273 c.p.p.

    Citato per distinguere il fumus dal più alto livello probatorio dei gravi indizi di colpevolezza: il fumus non richiede i gravi indizi ex art. 273, ma comunque necessita di concreti e persuasivi elementi di fatto.

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Riferito al limite di enunciazione dei motivi di ricorso (il ricorso conteneva un unico motivo enunciato nei limiti di tale norma).

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicata per condannare la ricorrente al pagamento delle spese processuali e per irrogare la sanzione di euro 3.000 alla Cassa delle ammende, per l'evidente inammissibilità del ricorso e i profili di colpa connessi.

  • artt. 110, 491 e 489 cod. pen.

    Indicate come le fattispecie penali per le quali è stato disposto il sequestro (concorso, falsificazione/uso di testamento olografo); la presenza di tali ipotesi era la base della misura reale impugnata.

Massime di principio

  • Avverso ordinanze che dispongono misure cautelari reali il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di legge: doglianze di mera insufficiente motivazione o contrasto probatorio sono inammissibili in cassazione.
  • Per disporre un sequestro preventivo il giudice deve rilevare il fumus commissi delicti mediante elementi concreti e persuasivi, valutando il materiale probatorio complessivamente e tenendo conto delle argomentazioni difensive; non è però necessario raggiungere il livello dei gravi indizi ex art. 273 c.p.p.
  • Il contrasto tra consulenze tecniche (periti/consulenti) non determina automaticamente l'assenza di fumus: il giudice del riesame può scegliere l'apprezzamento che ritiene più congruo purché motivi il perché ritenga un compendio probatorio più convincente.
  • La semplice preferenza per una consulenza di PM o perizia non è per sé vizio se il giudice espone le ragioni dell'adesione e mostra di avere considerato le risultanze difensive.
  • I vizi di motivazione, salvo che configurino una vera e propria violazione di legge, non sono sindacabili in cassazione e devono essere dedotti nei mezzi di impugnazione ordinari o contestati per violazione normativa specifica.
  • Ricorsi manifestamente infondati possono comportare condanna alle spese e sanzioni alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.: valutare la fondatezza prima di ricorrere.

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