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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17587/2024 del 03/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte di Appello di Roma per il proseguimento del giudizio. Ha stabilito che andava applicato, ratione temporis, il comma 1-bis dell'art. 585 c.p.p. e che il termine per proporre impugnazione era di 45 giorni, per cui l'atto dell'08/05/2023 è stato dichiarato tempestivo.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile per tardività l'appello proposto dal difensore d'ufficio dell'imputato avverso la sentenza di condanna per furto. Il ricorrente contestava l'erronea applicazione dell'art. 585 c.p.p. non avendo la Corte di appello considerato l'entrata in vigore del comma 1-bis (Riforma Cartabia) che aumenta di 15 giorni i termini di impugnazione per il difensore dell'imputato giudicato in assenza; nel caso concreto il termine utile doveva essere calcolato in 45 giorni (30 giorni per la fattispecie con motivazione depositata entro 15 giorni, più 15 giorni ex comma 1-bis), e l'appello depositato l'08/05/2023 era quindi tempestivo.

Norme richiamate

  • art. 585 cod. proc. pen. comma 1

    Disposizione che fissa i termini ordinari per l'impugnazione (nella fattispecie applicata la lett. b) con termine di 30 giorni quando la motivazione è depositata entro 15 giorni). La Corte di appello aveva usato questo termine senza applicare l'aumento previsto dal comma 1-bis.

  • art. 585 cod. proc. pen. comma 1-bis

    "I termini previsti dal comma 1 sono aumentati di quindici giorni per l'impugnazione del difensore dell'imputato giudicato in assenza"

    Norma introdotta dal d.lgs. n.150/2022 (Riforma Cartabia) che, ratione temporis, si applica alle sentenze di appello emesse dopo la sua entrata in vigore e che incrementa di 15 giorni i termini di impugnazione per il difensore dell'imputato giudicato in assenza; la Corte di cassazione ha ritenuto che dovesse essere applicata nel caso concreto.

  • art. 544 cod. proc. pen. comma 2

    Regola il termine per il deposito della motivazione; se la motivazione è depositata entro il quindicesimo giorno dalla pronuncia, il termine di impugnazione decorre dalla scadenza di quel termine. Nel caso, la motivazione era depositata entro il termine breve e quindi il termine di 30 giorni iniziava dalla scadenza del periodo previsto per il deposito.

  • art. 624-bis cod. pen. comma 2 e art. 625 n. 8-bis cod. pen.

    Norme penali richiamate nella sentenza di primo grado per la qualificazione del reato (furto). Sono state menzionate come fondamento della condanna oggetto dell'appello, ma la decisione della Cassazione riguardava esclusivamente la questione processuale del termine d'impugnazione.

  • d.lgs. 150/2022 (art. 33 co.1 lett. f) - "Riforma Cartabia"

    Ha introdotto, tra le altre modifiche processuali, il comma 1-bis dell'art. 585 c.p.p.; la Corte di cassazione ha dato applicazione a tale riforma ratione temporis.

Massime di principio

  • Se l'imputato è stato giudicato in assenza, al difensore spettano 15 giorni in più sui termini ordinari di impugnazione previsti dall'art. 585 c.p.p.; il conteggio va quindi effettuato sommando l'aumento ai termini previsti dalla lettera applicabile del comma 1.
  • Quando la motivazione è depositata entro il quindicesimo giorno dalla pronuncia (art. 544 co.2), il termine per impugnare decorre dalla scadenza di quel termine: bisogna calcolare il termine ordinario a partire dalla fine del periodo per il deposito della motivazione.
  • In caso di chiara violazione di legge nel calcolo del termine di impugnazione (es. mancata applicazione del comma 1-bis), la Corte di cassazione può annullare il provvedimento impugnato senza rinvio e disporre la restituzione degli atti alla corte di merito per il prosieguo.
  • È essenziale, per la tempestività, tenere presente la decorrenza effettiva del termine (non solo la data della pronuncia): conservare certificazioni di deposito/messaggio telematico per dimostrare la tempestività dell'atto.
  • Prima di dichiarare un appello inammissibile per tardività, la corte di merito deve valutare l'applicabilità delle modifiche normative intervenute ratione temporis (es. riforme procedurali) che possano incidere sui termini.

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