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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44673/2023 del 07/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso straordinario ex art. 625-bis cpv. 2 c.p.p. per errore di fatto: la Corte aveva, nella motivazione, ritenuto carente la motivazione circa la responsabilità soggettiva connessa alla disponibilità di armi da parte dell'associazione (ossia l'aggravante di cui all'art. 74, comma 4, d.P.R. 309/1990) e aveva affermato che la sentenza di merito dovesse essere annullata con rinvio anche per tale motivo; tuttavia, per un errore materiale nel dispositivo, l'annullamento è stato esteso soltanto all'aggravante di cui all'art. 74, comma 3, omettendo la parte relativa al comma 4. Si chiedeva dunque che il dispositivo venisse corretto in conformità a quanto già motivato.

La decisione

La Corte ha dichiarato ammissibile e fondato il ricorso straordinario. Ha rilevato che si tratta di un errore materiale tra motivazione e dispositivo e ha disposto la correzione ex art. 625-bis (anche d'ufficio, per il correlato caso di Favasuli). Ha quindi modificato il dispositivo della sentenza n. 31875/2023 del 4 luglio 2023 sostituendo la locuzione "alla aggravante di cui all'art. 74, comma 3" con "alle aggravanti di cui all'art. 74, commi 3 e 4" nei confronti di Morabito Giovanni e Favasuli Salvatore, rimandando gli atti in cancelleria per le prescrizioni consequenziali.

Norme richiamate

  • d.P.R. 309/1990 (Testo unico stupefacenti), art. 73

    Norma di riferimento per i reati di detenzione e traffico di sostanze stupefacenti; contestata nel quadro della condanna per i reati a carico del ricorrente.

  • d.P.R. 309/1990 (Testo unico stupefacenti), art. 74

    Prevede circostanze aggravanti legate all'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti: il comma 3 riguarda il numero dei partecipanti/altre circostanze associative; il comma 4 concerne, in particolare, l'eventuale armamento/dispobilità di armi da parte del sodalizio. La Corte ha ritenuto che la motivazione fosse carente rispetto al riconoscimento dell'aggravante di cui al comma 4, pertanto ha annullato con rinvio anche tale valutazione.

  • codice di procedura penale, art. 625-bis

    art. 625-bis, commi 2, 3 e 4

    Prevede il ricorso straordinario per omessa o erronea indicazione di fatti o errori materiali nella sentenza della Cassazione; la Corte ha ritenuto il rimedio ammissibile entro il termine di 180 giorni e ha applicato le disposizioni che consentono la correzione del dispositivo quando la motivazione contenga l'accoglimento della doglianza poi non riportato nel dispositivo (correzione anche d'ufficio ai sensi del comma 3).

Massime di principio

  • Se la motivazione della sentenza riconosceva una carenza di prova o di motivazione su una specifica aggravante ma il dispositivo non recepisce tale valutazione, può trattarsi di un errore materiale correggibile con il rimedio straordinario previsto dall'art. 625-bis c.p.p.
  • Il ricorso ex art. 625-bis deve essere proposto entro 180 giorni dal deposito della sentenza e può ottenere la rettifica del dispositivo per conformarlo alla motivazione già espressa dalla Corte.
  • Quando la Corte rileva insufficiente motivazione circa la responsabilità soggettiva in relazione a un'aggravante (es. disponibilità di armi o qualificazione dell'associazione come "armata"), quell'aggravante deve essere disapplicata o la sentenza annullata con rinvio rispetto a quel profilo.
  • La correzione può essere estesa d'ufficio anche ad altri imputati se la motivazione originaria ha trattato analogamente la questione ma il dispositivo li ha omessi per errore materiale.
  • È importante distinguere tra errori materiali (rettificabili) e questioni di merito o di fatto sostanziali (che richiedono un nuovo esame): la presenza di un chiaro passaggio motivazionale che dispone per l'annullamento agevola la rettifica del dispositivo.

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