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Cassazione Civile, Ordinanza n. 15145/2024 del 29/05/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (banca)

La controversia

La controversia nasce da un'espropriazione presso terzi promossa contro l'ente debitore originario e conclusa con ordinanza di assegnazione di crediti in favore del creditore procedente. Per dare esecuzione all'ordinanza, la banca terza pignorata emetteva due assegni circolari per importi determinati, poi rimasti non riscossi per lungo tempo e successivamente ritrovati. Decorso il termine triennale di prescrizione dell'assegno circolare, la provvista era confluita nel fondo previsto dalla legge n. 266 del 2005. Il successore del beneficiario conveniva la banca chiedendo la consegna dei titoli o, in alternativa, il pagamento degli importi corrispondenti, oltre al risarcimento danni. In cassazione denunciava violazione delle norme sull'espropriazione presso terzi, sul giudizio di assegnazione, sulle prove e sull'interesse ad agire, sostenendo da un lato che al beneficiario dell'assegno non riscosso spetterebbe comunque il recupero della provvista dal fondo, e dall'altro che, quale creditore assegnatario, avrebbe diritto a ottenere dalla banca il pagamento della somma assegnata e non ancora effettivamente incassata; aggiungeva che l'unico legittimato al rimborso della provvista riversata nel fondo sarebbe la banca emittente e non il debitore esecutato originario.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso, confermando il dispositivo della sentenza di merito, ma correggendone la motivazione. Ha escluso che il beneficiario degli assegni, una volta maturata la prescrizione triennale del titolo, possa agire contro la banca emittente per la riemissione degli assegni o per il pagamento della provvista, perché il rapporto cartolare è definitivamente estinto. Ha inoltre ritenuto che, rispetto alla domanda proposta, fosse inconferente stabilire chi fosse il soggetto legittimato a chiedere il rimborso al fondo istituito dalla legge n. 266 del 2005. Infine, ha affermato che l'ordinanza di assegnazione ex art. 553 c.p.c. è già titolo esecutivo contro il terzo pignorato, sicché il creditore assegnatario è di regola privo di interesse ad agire in cognizione per ottenere un ulteriore titolo di condanna, salvo alleghi uno specifico bisogno di tutela cognitiva, che nella specie non era stato dedotto. Il ricorso incidentale condizionato della banca è stato dichiarato assorbito; la ricorrente principale è stata condannata alle spese e all'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

Massime di principio

  • La prescrizione dell'assegno circolare estingue il rapporto cartolare tra beneficiario ed emittente, con conseguente venir meno di ogni azione del beneficiario verso la banca per riemissione del titolo o pagamento della relativa provvista.
  • La sorte della provvista confluita nel fondo previsto dalla legge per gli assegni prescritti attiene al rapporto tra banca emittente e soggetto che ha richiesto l'emissione del titolo, e non attribuisce al beneficiario ormai privo di diritti cartolari un interesse giuridicamente qualificato a far valere tale vicenda.
  • L'ordinanza di assegnazione resa nell'espropriazione presso terzi costituisce titolo esecutivo in favore dell'assegnatario contro il terzo pignorato; pertanto, la domanda di condanna in cognizione è, di regola, inammissibile o infondata per difetto di interesse quando la stessa utilità è già conseguibile in via esecutiva.
  • Per proporre un'azione di condanna nonostante l'esistenza di un titolo esecutivo, la parte deve allegare e dimostrare uno specifico e concreto bisogno di tutela cognitiva ulteriore, idoneo a rendere apprezzabile l'utilità del nuovo titolo rispetto a quello già disponibile.
  • Quando il dispositivo della decisione di merito è conforme a diritto, la Corte di cassazione può correggerne la motivazione senza cassare la sentenza.

Come è indicizzato

MaterieEspropriazione presso terziTitolo esecutivoGiurisdizione
RamiEsecuzioniProcesso civileBancario e finanziario
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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