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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 30661/2025 del 21/11/2025

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente contestava il mancato rinnovo/il deconvenzionamento del suo incarico dirigenziale/di direzione della U.O.C. di Neurochirurgia presso l'ASL di Pescara, chiedendo che l'Università fosse condannata a ripristinare le condizioni per lo svolgimento dell'attività assistenziale e a mantenere l'efficacia annuale della qualifica superiore (periodo 01/11/2021-31/10/2022), nonché il risarcimento dei danni per presunte omissioni dell'Università nel tutelare la struttura e impedire il deconvenzionamento deciso dall'ASL.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso confermando le decisioni del Tribunale e della Corte d'Appello. I giudici hanno ritenuto che non sussista un diritto soggettivo incontestabile del professore (soprattutto di seconda fascia) a ottenere o mantenere il convenzionamento/apicalità presso l'ASL; le scelte organizzative e di struttura dell'ASL (accorpamenti, conversione di U.O.C. a direzione ospedaliera, attribuzione della posizione apicale a un dirigente sanitario) rientrano nella potestà organizzativa aziendale e l'Università non poteva imporre all'ASL la conservazione dello status quo. È stato altresì valutato che l'Università si era attivata nei limiti delle proprie facoltà negoziali per cercare soluzioni alternative. Nessun inadempimento contrattuale dell'Ateneo è stato accertato, dunque nessun diritto al ristoro o al reintegro è stato riconosciuto al ricorrente; condanna alle spese a carico del ricorrente.

Norme richiamate

  • d.lgs. 21/12/1999 n. 517

    Stabilisce che l'attribuzione e la revoca degli incarichi di direzione per strutture complesse è del direttore generale d'intesa con il rettore; ne deriva l'assenza di un diritto assoluto del docente al mantenimento dell'incarico e la natura non vincolante delle scelte dell'università rispetto alla decisione dell'azienda sanitaria

  • D.P.R. 11/07/1980 n. 382

    Richiamato per il quadro normativo sul convenzionamento; conferma che l'inserimento dei docenti nelle strutture aziendali avviene con provvedimento aziendale e soggiace a criteri organizzativi della ASL

  • Legge 23/12/1978 n. 833

    Richiamata in riferimento alla disciplina generale delle attività assistenziali integrate fra università e SSN; funziona da cornice normativa sulla materia del convenzionamento

  • d.lgs. 30/12/1992 n. 502

    Richiamato come parte del quadro che regola i rapporti organizzativi e le nomine nell'ambito delle strutture sanitarie integrate; supporta la tesi che la nomina apicale è aziendale d'intesa con il rettore

  • Legge 4/11/2005 n. 230

    Sancisce l'inscindibilità delle funzioni didattiche e assistenziali per docenti di materie cliniche, ma tale inscindibilità opera nei limiti della disponibilità di posti e delle modalità concordate con la Regione

  • Legge 30/12/2010 n. 240

    Impone l'obbligo statutario per le università di prevedere la garanzia dell'inscindibilità delle funzioni assistenziali per docenti clinici, pur senza modificare la necessaria collaborazione con le ASL e i limiti derivanti dall'organizzazione sanitaria

  • Convenzione attuativa Regione/ASL/Università

    Convenzione del 24/7/2006 e Protocollo d'Intesa Regione Abruzzo - Università (Delib. G.R. n. 250/09/05/2017)

    Sono atti programmatici e attuativi che fotografano la situazione e regolano i rapporti; tuttavia prevedono margini di revisione/concertazione (es. Commissione paritetica) e non impediscono, di per sé, modifiche organizzative aziendali conseguenti a mutamenti del PSR o esigenze di funzionalità

  • CCNL 08/06/2000

    art. 27, comma 1, lett. a)

    Usato per qualificare il tipo di incarico conferito al docente (incarico di Dirigente Medico Universitario) e per inquadrare i rapporti retributivi/contrattuali collegati al convenzionamento

  • Codice civile

    artt. 2087, 2103, 2059, nonché norme generali su obbligazioni (es. artt. 1173, 1175, 1176, 1321, 1336, 1375)

    Richiamate nelle censure del ricorrente (es. responsabilità, onere della prova, risarcimento danni, obblighi di buona fede), ma i giudici hanno ritenuto che non sussistesse un inadempimento dell'Università idoneo a fondare un danno risarcibile nel caso specifico

  • Norme processuali e di giurisdizione

    Cass. Sez. Un., richiamate pronunce e ordinanza n. 5566/2023

    Confermano la competenza del giudice ordinario nelle controversie attinenti a rapporti di lavoro con aziende del SSN e precisano che l'iter di conferimento dell'incarico apicale non ha natura concorsuale vincolante per il DG aziendale

Massime di principio

  • Non esiste un diritto assoluto del docente universitario a essere convenzionato o a mantenere automaticamente un incarico apicale: l'attribuzione/spostamento delle apicalità e la consistenza delle UU.OO. dipendono dalle scelte organizzative dell'ASL, d'intesa con l'università, e dalla disponibilità di posti in organico
  • La nomina del responsabile di unità operativa complessa è competenza del direttore generale dell'azienda, d'intesa con il rettore: l'intesa non vincola in modo totale il DG, che mantiene una valutazione fiduciaria e gestionale
  • Le convenzioni, i protocolli e le delibere che elencano strutture a direzione universitaria hanno natura programmatica e possono essere modificati in funzione di esigenze organizzative, PSR o vincoli di bilancio, previo confronto tra le parti secondo le previsioni stesse
  • L'Università non può imporre all'ASL modifiche dell'assetto organizzativo aziendale né pretendere il ripristino forzoso dello "status quo"; l'eventuale tutela per il docente non è l'attribuzione dell'incarico ma, se del caso, il risarcimento del danno provato derivante da specifiche omissioni colpose dell'amministrazione
  • Per i professori di seconda fascia non è normalmente previsto un diritto automatico ad incarichi apicali; i diritti assistenziali restano subordinati alla disponibilità di posti e alle determinazioni aziendali
  • Chi contesti comportamenti omissivi dell'Università dovrà dimostrare concretamente l'esistenza di un obbligo specifico e violato dall'Ateneo e il nesso causale con il danno; la soglia probatoria è elevata quando le scelte sono riconducibili alla potestà organizzativa della ASL

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