Cassazione Civile, Sentenza n. 30779/2025 del 23/11/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Ministero contestava la sentenza di merito che aveva riconosciuto a Ileana Baglioni il risarcimento per illegittima reiterazione di contratti a termine (circa 27 anni). Il Ministero sosteneva che la procedura straordinaria di immissione in ruolo prevista dall'art. 1‑bis del d.l. n. 126/2019 e attuata con D.M. n. 9/2024 costituisse una misura idonea a sanare l'illegittima precarizzazione (quindi escludendo o diminuendo il ristoro), che dovesse applicarsi un termine di prescrizione quinquennale e che, ai fini della quantificazione del danno, dovesse operare la riduzione prevista dall'art. 28, co. 2 del d.lgs. n. 81/2015.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso del Ministero. Ha confermato che la procedura straordinaria prevista dall'art. 1‑bis e attuata con D.M. n. 9/2024 è selettiva (prova orale, valutazione titoli, prove di lingua/tecnologie) e dunque non idonea a "cancellare" l'illecito derivante dalla reiterazione abusiva di contratti a termine. Ha ribadito il principio consolidato secondo cui la stabilizzazione è sanante solo se offre, "ex ante", una ragionevole certezza di immissione in ruolo senza valutazione di merito (automatismi o blande selezioni basate su priorità/ graduatorie). Ha inoltre confermato che il termine di prescrizione è decennale e decorre dall'ultimo contratto a tempo determinato; e ha ritenuto corretta la quantificazione del ristoro (dodici mensilità) ritenendo inapplicabile la riduzione della metà prevista dall'art. 28 d.lgs. 81/2015 in quanto mancavano le condizioni (assunzione automatica tramite graduatorie previste da contratti collettivi) per la sua applicazione.
Norme richiamate
art. 1‑bis del d.l. n. 126/2019 (conv. in l. n. 159/2019) e successive modifiche
La procedura straordinaria prevista da questa norma e attuata con D.M. n. 9/2024, essendo caratterizzata da prova selettiva (orale, valutazione titoli, prova lingua/tecnologie), non costituisce misura automatica/idonea a sanare l'illegittima reiterazione dei contratti a termine.
D.M. n. 9/2024
Ha regolato la procedura straordinaria con modalità selettive; la Corte ha ritenuto che tali modalità escludono effetto sanante rispetto al danno da precarizzazione.
Direttiva 1999/70/CE, clausola 5
Richiamata come quadro eurounitario: la clausola impone che misure di stabilizzazione siano effettive; procedure che offrono solo una "chance" non soddisfano la funzione sanzionatoria richiesta.
d.lgs. n. 165/2001 (art. 36 e successive modifiche)
Riferimento alla disciplina del pubblico impiego e alla recente previsione di parametri indennitari; la Corte ha però richiamato la giurisprudenza consolidata sul danno eurounitario e sulla misura del ristoro.
d.lgs. n. 81/2015 (art. 28, co. 2)
La riduzione alla metà del limite indennitario trova applicazione solo se la stabilizzazione avviene tramite contratti collettivi che prevedono assunzione automatica da specifiche graduatorie; non applicabile se la stabilizzazione è selettiva.
legge n. 186/2003
Norma che disciplina l'inquadramento del personale docente di religione (quote 70/30 e contratti annuali); il regime normativo è parte del contesto valutato dalla Corte per la tipicità della reiterazione contrattuale.
art. 32, co. 5, legge n. 183/2010 (richiamato come parametro liquidatorio)
Pur abrogato in parte, la giurisprudenza ha utilizzato i criteri di tale disposizione come parametro di riferimento per la liquidazione del danno da precarizzazione; la Corte ha confermato che la quantificazione attiene al giudice del merito.
Codice civile (artt. 1173, 1218, 2043)
Richiamati nei motivi del ricorso in tema di obblighi contrattuali e responsabilità civile; la Corte non ha ravvisato violazioni che infirmassero la decisione di merito.
Massime di principio
- Il danno "eurounitario" da reiterazione abusiva di contratti a termine si presume quando la durata complessiva supera parametri di riferimento (36 mesi) e dà diritto a ristoro; il termine di prescrizione per l'azione risarcitoria è decennale e decorre dall'ultimo contratto.
- L'immissione in ruolo può sanare l'illegittima precarizzazione solo se offre, "ex ante", una ragionevole certezza di stabilizzazione senza valutazione di merito (automatismi o blande selezioni basate su priorità e graduatorie); procedure selettive che comportano prove valutative rappresentano solo una "chance" e non hanno effetto riparatorio.
- La qualificazione formale di una procedura come "straordinaria" o riservata non è sufficiente: rileva la struttura concreta (selezione vs. automatismo). Occorre verificare modalità di accesso, criteri di valutazione, e se l'assunzione sia causalmente e direttamente collegata all'abuso.
- La riduzione dell'indennità prevista da norme come l'art. 28 d.lgs. 81/2015 si applica solo quando la stabilizzazione avviene tramite meccanismi oggettivi e automatici previsti da contratti collettivi (assunzione da graduatorie); se la stabilizzazione è selettiva, la norma non opera.
- La liquidazione del ristoro è rimessa al giudice di merito che valuta la durata del rapporto, la dimensione del datore di lavoro e la gravità della violazione entro i parametri legislativi; le critiche alla misura concreta sono riversabili in sede di merito, non di cassazione.
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