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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18710/2023 del 04/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso denunciava: (1) la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131-bis c.p., perché la condotta era occasionale e di esiguità del danno/pericolo; (2) il vizio di motivazione per omissione di pronuncia sulla richiesta, formulata dalla difesa in appello, di sostituzione della pena detentiva breve con la pena pecuniaria ai sensi dell'art. 53 legge 689/1981.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato solo rispetto al secondo motivo: ha annullato la sentenza impugnata limitatamente all'omessa motivazione sulla richiesta di sostituzione della pena e ha disposto il rinvio ad altra Sezione della Corte di Appello di Palermo per nuovo giudizio su quel punto. Quanto al primo motivo relativo all'art. 131-bis c.p. la Cassazione lo ha dichiarato manifestamente infondato (inammissibile nel resto). Il dispositivo ha inoltre dichiarato il resto del ricorso inammissibile e la decisione irrevocabile salvo il punto annullato.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    La norma sulla non punibilità per particolare tenuità richiede una valutazione complessiva di modalitaà della condotta, grado di colpevolezza ed entità del danno/pericolo; la Corte ha ritenuto che la presenza di precedenti e la qualificazione per recidiva qualificata erano idonee a escludere il carattere occasionale e la tenuità.

  • art. 133 cod. pen.

    Richiama i criteri di valutazione (modalità della condotta, grado di colpevolezza, entità del danno/pericolo) che devono essere considerati nel giudizio di tenuità.

  • art. 53 legge 24 novembre 1981, n. 689

    Prevede la possibilità di sostituire la pena detentiva breve con una pena pecuniaria; la Corte di appello doveva esaminare e motivare espressamente sulla richiesta difensiva: l'omissione di risposta costituisce vizio di motivazione annullabile in Cassazione.

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Stabilisce l'obbligo di motivazione della sentenza d'appello: la mancata risposta alle doglianze rilevanti dell'appellante configura nullità per difetto assoluto di motivazione.

  • art. 23, comma 8, DL 137/2020

    Richiamato solo in relazione alla trasmissione della requisitoria scritta da parte della Procura Generale; non inciso direttamente sulla decisione sostanziale.

  • art. 530 cod. proc. pen.

    Norma sul giudizio di non luogo a provare o assoluzione per insussistenza del fatto/elemento soggettivo: citata fra le censure sollevate in appello dalla difesa, ma non accolta dalla Cassazione.

Massime di principio

  • La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) richiede una valutazione complessiva e motivata delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza e dell'entità del danno o del pericolo; precedenti penali e ricorrenza di comportamenti analoghi possono far escludere la caratteristica di occasionalità.
  • La richiesta di sostituzione della pena detentiva breve con pena pecuniaria (art. 53 legge 689/1981) deve essere esaminata e motivata esplicitamente dal giudice d'appello: l'omessa motivazione su tale punto costituisce vizio formale idoneo all'annullamento parziale e al rinvio.
  • In appello il giudice non può limitarsi a riprodurre la motivazione di primo grado senza rispondere alle doglianze specifiche della difesa; il mancato confronto con i motivi concorrenti viola l'obbligo di motivazione previsto dall'art. 125 c.p.p.
  • La valutazione della sussistenza delle condizioni per le sanzioni sostitutive della pena detentiva breve è in linea di principio fattuale e non sindacabile in Cassazione se adeguatamente motivata; ciò che giustifica l'annullamento è l'assenza di motivazione o una motivazione manifestamente illogica.
  • Nel difendere l'applicazione dell'art. 131-bis, è fondamentale documentare l'eccezionalità e l'occasionalità della condotta, l'esiguità del danno e un basso grado di colpevolezza, anticipando e contrastando eventuali rilievi relativi a precedenti penali.

Testo integrale

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