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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49899/2023 del 14/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha annullato senza rinvio la sentenza del Tribunale di Napoli del 25/02/2015 e l'ordinanza della Corte di Appello di Napoli del 09/05/2022 nei confronti di Maese Ferdinando, perché il fatto non è previsto dalla legge come reato. Ha disposto la trasmissione degli atti al Prefetto di Napoli per gli eventuali provvedimenti amministrativi di competenza.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso contestava la condanna per guida senza patente (art. 116 cod. strada). Nel frattempo il d.lgs. 15 gennaio 2016, n. 8 (in vigore dal 6/2/2016) ha trasformato la contravvenzione di guida senza patente in illecito amministrativo. Di conseguenza si è configurata un'abolitio criminis: il fatto non è più previsto dalla legge come reato. La Corte ha considerato inoltre che la questione dell'abolitio criminis è pregiudiziale rispetto a quella della prescrizione e ha rilevato che, ai sensi degli artt. 8 e 9 del d.lgs. n. 8/2016, per i fatti commessi anteriormente all'entrata in vigore ma non ancora prescritti (fatto commesso il 5/12/2012) deve procedersi alla trasmissione degli atti all'autorità amministrativa competente (Prefetto).

Norme richiamate

  • art. 116 codice della strada

    contravvenzione di guida senza patente

    La fattispecie originariamente prevista come contravvenzione penale è stata considerata, alla luce del successivo d.lgs. n. 8/2016, non più reato.

  • d.lgs. 15 gennaio 2016, n. 8

    Ha trasformato la contravvenzione di guida senza patente in illecito amministrativo (depenalizzazione della fattispecie).

  • d.lgs. 15 gennaio 2016, n. 8

    Stabilisce la procedura per le violazioni commesse anteriormente all'entrata in vigore e non ancora prescritte, imponendo la trasmissione degli atti all'autorità amministrativa competente.

  • d.lgs. 15 gennaio 2016, n. 8

    Prevede le conseguenze procedurali della depenalizzazione in pendenza di procedimento, coordinandosi con l'art. 8 per la trasmissione degli atti.

  • codice penale

    Principio per cui, se il fatto non è più previsto come reato dalla legge, non sussiste il fondamento per la sanzione penale (abolitio criminis).

  • Giurisprudenza (Sez. U, n. 19601 del 28/02/2008, Niccoli)

    richiamata nella pronuncia

    Conferma che l'abolitio criminis è questione pregiudiziale rispetto alla prescrizione e deve essere valutata prima di qualsiasi accertamento sulla estinzione per prescrizione.

Massime di principio

  • Se una fattispecie penale viene successivamente depenalizzata (abolitio criminis), le condanne penali relative devono essere annullate perché il fatto non è più previsto come reato.
  • L'abolitio criminis è questione pregiudiziale rispetto alla prescrizione: va trattata prima di qualsiasi valutazione sulla estinzione del reato per prescrizione.
  • Quando la depenalizzazione trasforma il reato in illecito amministrativo, se il fatto non è prescritto alla data di entrata in vigore della nuova normativa gli atti devono essere trasmessi all'autorità amministrativa competente (es. Prefetto) per l'irrogazione della sanzione amministrativa.
  • L'annullamento senza rinvio si impone quando la sussistenza del reato è definitivamente soppressa dalla legge sopravvenuta e non vi è necessità di ulteriori accertamenti di merito.
  • In situazioni analoghe è fondamentale verificare la data del fatto e la prescrizione alla data di entrata in vigore della norma sopravvenuta per determinare se debbano applicarsi provvedimenti penali, amministrativi o nessuno dei due.

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