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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32257/2025 del 29/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per violazione di legge (art. 606, comma 1, lett. b) c.p.p.) in relazione all'art. 81, secondo comma, c.p.: il ricorrente censura il calcolo della pena operato dal giudice dell'esecuzione per effetto del riconoscimento della continuazione tra più sentenze. In particolare si contesta che, dopo aver individuato la pena base per il reato più grave (estorsione aggravata continuata) in anni 8, mesi 1 e giorni 10, lo stesso incremento per il reato associativo sia stato indicato pari a 8 anni, ossia pari alla pena base, senza che il provvedimento motivi specificamente la misura degli aumenti come richiede la giurisprudenza, violando il principio secondo cui l'aumento per continuazione deve essere di "modesta entità" rispetto al reato più grave e richiedendo un distinto calcolo e motivazione per ciascun reato satellite.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato limitatamente alla determinazione degli aumenti per la continuazione. Ha rilevato che, sebbene la Corte di Assise d'appello avesse indicato i singoli aumenti, non ha motivato la misura degli stessi, e in particolare non ha giustificato perché l'aumento relativo al reato associativo fosse pari alla pena del reato più grave. Perciò la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata nella parte relativa agli aumenti per continuazione e ha disposto il rinvio alla Corte di Assise d'appello di Catania per un nuovo giudizio sul punto. Le altre determinazioni dell'ordinanza restano in vita.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Norma che indica i motivi di ricorso per cassazione; qui invocata nella lettera b) per la denuncia di violazione di legge nella determinazione della pena.

  • art. 81 cod. pen., secondo comma

    Disposizione sulla continuazione: richiede che, riconosciuta la continuazione tra più reati, il giudice determini la pena complessiva applicando un aumento alla pena del reato più grave; l'interpretazione della Corte richiede inoltre che gli aumenti siano proporzionati e motivati distintamente per ciascun reato satellite.

  • art. 416 bis cod. pen.

    Norma sul delitto associativo (associazione mafiosa) presente nel fascicolo e considerata come uno dei reati satellite per i quali è stato calcolato un aumento della pena.

  • Sez. U., n. 47127 del 24/06/2021 (Pizzone) - giurisprudenza

    Principio richiamato dalla Corte: il giudice, nel calcolare la pena per il reato continuato, deve individuare il reato più grave, stabilire la pena base e calcolare e motivare distintamente l'aumento di pena per ciascun reato satellite; il grado di motivazione richiesto è correlato all'entità degli aumenti e serve a verificare la proporzione tra le pene e a escludere un surrettizio cumulo materiale.

Massime di principio

  • Il giudice dell'esecuzione deve prima individuare il reato più grave e determinare la pena base, poi calcolare separatamente l'aumento per ciascun reato in continuazione e motivare la misura di ciascun aumento.
  • Gli aumenti per continuazione devono essere di "modesta entità" rispetto alla pena del reato più grave; aumenti pari o molto vicini alla pena base richiedono motivazioni specifiche e particolarmente circostanziate.
  • La motivazione deve consentire la verifica del rispetto del principio di proporzionalità e dei limiti dell'art. 81 c.p.: mancanza di motivazione o motivazione insufficiente comporta annullamento parziale e rinvio.
  • Per il difensore, è utile contestare la determinazione degli aumenti quando manca il calcolo distinto o quando l'aumento appare sproporzionato; per il giudice è consigliabile esporre il computo numerico e le ragioni per ciascun incremento.
  • La Cassazione tende a distinguere tra elencazione meccanica delle pene e vero calcolo motivato: la mera ripetizione di importi senza spiegare la loro ragionevolezza rispetto al fatto principale è insufficiente.

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