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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45644/2024 del 12/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente impugna l'ordinanza del Tribunale del riesame che, annullando il decreto di convalida del sequestro probatorio emesso dal Pubblico Ministero per carenza motivazionale, ha però disposto la restituzione soltanto della somma di denaro contante (euro 2.065,00) e non anche degli appunti sequestrati nella borsa dell'indagata. Il ricorso denuncia vizi di motivazione e violazione di legge processuale nella parte in cui il riesame mantiene il vincolo reale su parte del compendio sequestrato senza fornire alcuna motivazione

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio sia il decreto di convalida del sequestro emesso dal Pubblico Ministero sia l'ordinanza del Tribunale del riesame nella parte in cui non ha disposto la restituzione di tutti i beni sequestrati. La Corte ha affermato che la totale carenza di motivazione circa la finalità probatoria del sequestro impone la restituzione integrale degli oggetti sequestrati (compreso il quaderno di appunti) e ha escluso la legittimità di una preventiva estrazione di copia da parte degli organi inquirenti quale surrogato della restituzione, trattandosi di atto ablatorio autonomo che richiede motivazione specifica

Norme richiamate

Massime di principio

  • La mera indicazione del titolo di reato nel decreto di sequestro non basta: il provvedimento deve motivare specificamente la necessità del vincolo reale in rapporto alla finalità probatoria
  • In caso di annullamento del sequestro per carenza assoluta di motivazione, deve essere disposta la restituzione integrale dei beni sequestrati; non è legittimo mantenere il vincolo su parte del compendio senza motivazione
  • L'estrazione di copie (digitali o cartacee) dall'oggetto sequestrato non può sostituire la restituzione dell'originale salvo che vi sia un atto ablatorio autonomo e motivato: trattenere copie può comportare una perdita effettiva per il titolare dell'informazione e richiede specifica base giuridica
  • Quando la motivazione del provvedimento cautelare è del tutto carente, la Corte di cassazione può annullare senza rinvio sia il decreto di convalida che il provvedimento del riesame
  • In situazioni simili il difensore dovrebbe sollevare l'assenza o l'insufficienza della motivazione in ordine alla pertinenza e alla rilevanza probatoria degli oggetti sequestrati e chiedere la restituzione integrale, opponendosi all'estrazione di copia non preventivamente autorizzata mediante atto motivato

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