Salta al contenuto
ordinanza_penale

Cassazione Penale, Ordinanza n. 22320/2026 del 17/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La decisione riguarda un imputato condannato dal Tribunale di Udine alla pena complessiva di euro 5.200 di ammenda per due violazioni in materia di gestione dei rifiuti, accertate presso lo stabilimento industriale dell'impresa in Manzano in date diverse. L'impugnazione, inizialmente proposta come appello e convertita in ricorso per cassazione, contestava con il primo e il secondo motivo il giudizio di colpevolezza, sostenendo in sostanza una lettura alternativa delle risultanze probatorie e mettendo in discussione la ricostruzione dei fatti operata dal giudice di merito. La Corte rileva però che la difesa non denuncia reali vizi di legittimità, ma propone una diversa valutazione delle prove, insistendo sui temi del fatto e della responsabilità già esaminati dal giudice monocratico, il quale aveva valorizzato gli accertamenti del N.O.E. di Udine, i rilevanti quantitativi di rifiuti accumulati e la loro prolungata permanenza nei locali dell'impresa.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondati i motivi, perché diretti soltanto a sollecitare una rivalutazione del compendio probatorio e a contrapporre una diversa interpretazione dei fatti rispetto a quella, logicamente e compiutamente motivata, resa dal tribunale. In conseguenza della declaratoria di inammissibilità, ha posto a carico del ricorrente le spese processuali e il versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 256, comma 2, d.lgs. n. 152/2006

    Norma incriminatrice richiamata quale base della condanna per una condotta in materia di gestione illecita di rifiuti; la Corte non ne approfondisce l'interpretazione, limitandosi a rilevare che il giudice di merito ha motivato la configurabilità del reato.

  • art. 256, comma 1, lett. a), d.lgs. n. 152/2006

    Norma incriminatrice richiamata quale ulteriore titolo di responsabilità per fatti di gestione illecita di rifiuti; anche in questo caso la Corte non svolge un'analisi autonoma della fattispecie, ma reputa sufficiente la motivazione del giudice di merito.

  • art. 616 c.p.p.

    Alla declaratoria di inammissibilità consegue l'obbligo per il ricorrente di pagare le spese del procedimento e una somma in favore della Cassa delle ammende, quantificata equitativamente in euro 3.000.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito ottenere una nuova valutazione del materiale probatorio o una diversa ricostruzione del fatto, quando la sentenza impugnata sia sorretta da motivazione razionale e completa.
  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando i motivi, pur formalmente dedotti come censure di legittimità, mirano in realtà a contrapporre una lettura alternativa delle prove a quella accolta dal giudice di merito.
  • La motivazione del giudice di merito è sufficiente a resistere al controllo di legittimità se dà conto degli accertamenti svolti, dei dati fattuali rilevanti e del percorso logico che conduce alla configurazione del reato.
  • La declaratoria di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e, salvo i casi esclusi dalla legge, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.
  • In materia di gestione dei rifiuti, ai fini della tenuta della condanna in cassazione è decisivo che il giudice di merito abbia valorizzato in modo coerente elementi fattuali come quantità dei rifiuti accumulati e durata della loro permanenza presso il sito aziendale.

Come è indicizzato

MaterieGestione rifiutiImpugnazioni
RamiReati ambientaliProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.