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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39516/2025 del 09/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che rigettava la richiesta di revoca o, in subordine, di sostituzione della misura degli arresti domiciliari. Il difensore ha denunciato illogicità, incompletezza e contraddittorietà della motivazione del Tribunale, contestando la valutazione delle intercettazioni, il rilievo attribuito al controllo quotidiano dei borsoni custoditi presso l'abitazione del padre, l'interpretazione dei rumori intercettati del 25/02/2023, la mancata considerazione della situazione personale del ricorrente (convivenza con il padre dopo la separazione dei genitori e relativo condizionamento) e le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Salvatore Iannello, che non avrebbero provato il suo coinvolgimento nell'associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: il motivo proposto è risultato diverso da quelli consentiti dalla legge e, comunque, manifestamente infondato. La Corte ha ritenuto che le censure costituissero in sostanza la riedizione della valutazione di merito già compiuta dal Tribunale e che la diversa lettura degli elementi di fatto non sia consentita in sede di legittimità. Si è confermata l'esistenza della gravità indiziaria, fondata su intercettazioni e su elementi come la custodia/occultamento e la partecipazione alla ricerca dei 60 kg di sostanza. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento in favore della cassa delle ammende di euro 3.000.

Norme richiamate

  • art. 310 cod. proc. pen.

    Riferimento alla norma che disciplina l'appello previsto dall'art. 310 c.p.p.; la Corte ha ritenuto che le censure proposte riproponessero valutazioni di merito non sindacabili in Cassazione.

  • art. 74 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma che qualifica i reati connessi al traffico di sostanze stupefacenti; la gravità indiziaria è stata ritenuta sussistente con riferimento a questo titolo di reato.

  • art. 415-bis cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'interrogatorio dell'indagato; il ricorrente ha reso dichiarazioni ex art. 415-bis che sono state valutate dal Tribunale ma non ritenute sufficienti a escludere la gravità indiziaria.

  • art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma che prevede l'obbligo di condanna alle spese per il ricorrente in caso di inammissibilità del ricorso; applicata dalla Corte per addebitare le spese al ricorrente.

  • Sentenza Corte costituzionale 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata in ordine alla determinazione equitativa della somma dovuta alla cassa delle ammende e alla valutazione della colpa nella presentazione del ricorso; la Corte ha ritenuto non sussistente la colpa grave tale da escludere l'equo determinamento.

Massime di principio

  • La Corte di cassazione non riesamina i fatti: una diversa valutazione delle risultanze di merito compete al giudice di merito e, se il ricorso si limita a chiedere una diversa lettura dei fatti, sarà respinto per inammissibilità.
  • Per impugnare misure cautelari in sede di legittimità è necessario fondare il ricorso su motivi di legge specificamente consentiti; le censure generiche sulla motivazione o la richiesta di riconsiderare le prove difficilmente superano il filtro di ammissibilità.
  • Le intercettazioni e le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia possono costituire fondamento della gravità indiziaria se ritenute coerenti e riscontrate da altri elementi; la mera assenza di riscontri formali non esclude automaticamente la rilevanza degli elementi indiziari.
  • Argomentazioni basate su circostanze personali (es. convivenza forzata, condizionamento dal familiare) devono essere documentate e inserite nel quadro complessivo della difesa nel merito del processo, poiché in sede di legittimità hanno valore limitato se non consentono di dimostrare un vizio di diritto nella decisione impugnata.
  • Se si intende contestare la motivazione, è necessario dimostrare la manifesta illogicità, la contraddittorietà o l'illogicità manifesta della decisione, non semplicemente proporre una diversa interpretazione plausibile dei fatti.

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