Sentenza del 11/03/2020 n. 748 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Impugnazione di un avviso di rettifica dell'accertamento doganale che chiedeva il pagamento di IVA e interessi a seguito di revisione dell'accertamento relativa a importazioni effettuate da E. S.r.l. La società B. S. S.r.l. contestava: 1) nullità per violazione dell'art. 12, comma 7, della Legge n. 212/2000 (mancato rispetto del termine dilatorio di 60 giorni tra verbale di revisione e atto impositivo); 2) assoluto difetto di motivazione dell'avviso; 3) infondatezza della pretesa tributaria, sostenendo di essere indicata solo quale titolare del conto di debito e non responsabile dei maggiori diritti in quanto lo sdoganamento era stato curato dallo spedizioniere.
La decisione
Il giudizio si è svolto in più gradi. La CTP di Milano respinse il ricorso. La CTR accolse l'appello della società annullando l'avviso per violazione dell'art. 12, comma 7, L. 212/2000 (mancato rispetto dei 60 giorni), richiamando anche principi della Corte di Giustizia. L'Agenzia ricorse in Cassazione che, accogliendo il ricorso dell'Amministrazione, cassò la sentenza della CTR ritenendo applicabile la disciplina speciale doganale (art. 11 d.lgs. 374/90) e non lo statuto del contribuente nella versione richiamata dalla CTR, rimettendo la causa alla CTR per riesame delle questioni sopravvenute. In sede di rinvio la Commissione, esaminati i motivi rimasti (difetto di motivazione e merito), respinse il ricorso per riassunzione: ritenne la motivazione sufficiente per relationem (richiamo agli atti e documenti allegati) e fondato il rilievo di responsabilità solidale della B. S. S.r.l., in quanto il soggetto risultava indicato nella casella 50 della bolletta doganale e aveva sottoscritto l'impegno in solido, pertanto la società è stata condannata alle spese.
Norme richiamate
art. 8, comma 1, lett. c) DPR n. 633/1972
Norma che legittima l'uso della lettera d'intento per operazioni esenti IVA all'importazione; nel caso, l'importatore E. S.r.l. aveva prodotto lettera d'intento per non applicare l'IVA in dogana.
Reg. (CEE) n. 2913/1992 (Codice Doganale Comunitario) art. 5
Richiamato per la tipologia di rappresentanza (rappresentanza diretta/indiretta) utilizzata nello sdoganamento.
DPR n. 43/1973 (TULD) art. 40, comma 2
Richiamato in relazione alle modalità di espletamento delle formalità doganali e alla rappresentanza degli operatori.
art. 12, comma 7, Legge n. 212/2000 (Statuto del contribuente)
Prevede l'obbligo per l'Ufficio di attendere normalmente 60 giorni tra la consegna del verbale di verifica e la notifica dell'avviso di accertamento per consentire le osservazioni del contribuente; la CTR aveva applicato questa norma per annullare l'atto, ma la Cassazione ha ritenuto prevalente la disciplina speciale doganale per i casi di revisione dell'accertamento.
art. 11, d.lgs. 8 novembre 1990 n. 374
Disciplina speciale delle revisioni di accertamento in materia doganale: prevede la comunicazione e la procedura di rettifica, nonché la facoltà per l'operatore di contestare l'avviso di rettifica e instaurare specifici procedimenti amministrativi. La Cassazione ha ritenuto che questa disciplina sia specialmente rilevante e possa rendere inapplicabile l'art. 12, comma 7, dello Statuto del contribuente nel contesto doganale ratione temporis.
art. 213 del Codice Doganale Comunitario (ratione temporis)
quando per una medesima obbligazione doganale esistono più debitori, essi sono tenuti al pagamento dell'obbligazione in solido
Interpretazione della Commissione: la presenza nella casella 50 del DAU e l'impegno sottoscritto configurano un'obbligazione solidale del soggetto indicato, rendendolo responsabile anche per maggiori diritti accertati successivamente.
Reg. (CEE) n. 2913/1992 art. 244 e art. 245 (richiamati dalla giurisprudenza)
Rinvii del CDC alle norme procedurali nazionali in materia di ricorsi e sospensioni; la Corte di Giustizia ha interpretato che la normativa nazionale può prevedere rimedi amministrativi senza sospensione automatica dell'esecuzione, compatibilmente con principi UE.
Corte di Giustizia UE, causa C-276/16 (P. I.)
Il diritto di ogni persona di essere ascoltata prima dell'adozione di qualsiasi decisione che possa incidere in modo negativo sui suoi interessi deve essere interpretato nel senso che i diritti della difesa del destinatario di un avviso di rettifica dell'accertamento, adottato dall'autorità doganale in mancanza di una previa audizione dell'interessato, non sono violati se la normativa nazionale che consente all'interessato di contestare tale atto nell'ambito di un ricorso amministrativo si limita a prevedere la possibilità di chiedere la sospensione dell'esecuzione di tale atto fino alla sua eventuale riforma...
Principio secondo cui i diritti della difesa nel contesto doganale possono essere garantiti anche mediante rimedi amministrativi successivi e non necessariamente da una audizione preventiva, purché proporzionati e compatibili con l'interesse pubblico al recupero delle entrate.
Art. 7, comma 1, Legge n. 212/2000 (richiamato in tema di motivazione per relationem)
Consentita la motivazione per relationem degli atti impositivi quando i documenti richiamati sono già nella piena conoscenza del contribuente; la Commissione ha ritenuto valida la motivazione dell'avviso richiamando atti e documenti noti o allegati.
Massime di principio
- Nei procedimenti derivanti da revisioni di accertamenti doganali prevale la disciplina speciale (art. 11 d.lgs. 374/90) su alcune garanzie procedurali generali; l'assenza di un'audizione preventiva non determina automaticamente l'annullamento dell'atto se esistono rimedi amministrativi efficaci e proporzionati.
- L'art. 12, comma 7, della L. 212/2000 (termine di 60 giorni) è vincolante per le verifiche fiscali ordinarie, ma in ambito doganale occorre verificare la specialità normativa e la cronologia normativa applicabile ratione temporis prima di basare su tale norma un'annullabilità dell'atto.
- La compilazione e la sottoscrizione del campo 50 del DAU e di impegni in solido vincolano il soggetto indicato: chi sottoscrive un impegno all'interno del documento doganale può essere ritenuto solidalmente obbligato per i diritti doganali, compresa l'IVA successivamente accertata.
- La motivazione 'per relationem' è ammissibile se i documenti richiamati sono allegati o già noti al contribuente; per contestare efficacemente un atto motivato per relationem è utile dimostrare l'assenza di conoscenza o l'inesattezza degli atti richiamati.
- La giurisprudenza comunitaria consente limitazioni procedurali nel settore doganale per preservare interessi pubblici (recupero rapido delle entrate), ma tali limitazioni devono essere proporzionate e accompagnate da rimedi effettivi. Chi contesta un avviso doganale deve valutare sia le doglianze procedurali sia la prova documentale sostanziale.
- In caso di pagamento spontaneo in pendenza di giudizio, se l'atto viene annullato in via definitiva le somme vanno restituite con gli interessi; tuttavia, la strategia difensiva dovrebbe anche valutare la possibilità di ricorso amministrativo specifico previsto dalla disciplina doganale prima dell'impugnazione giurisdizionale.
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