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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6362/2025 del 17/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato di cui all'art. 646 c.p. è estinto per remissione della querela, avendo la remissione e la sua accettazione ritualmente documentate e il ricorso essere tempestivo. Le spese del procedimento sono state poste a carico del querelato Claudio Lepore ai sensi dell'art. 340, comma 4, c.p.p.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Claudio Lepore impugnava in Cassazione la conferma della condanna (2 anni e 2 mesi di reclusione e 1.000 euro di multa) per il reato di appropriazione indebita. Il ricorso era affidato a due motivi ritenuti inammissibili o manifestamente infondati. Successivamente le persone offese, tramite procura all'avv. Ruggero Tomasi, hanno rimosso la querela il 31/12/2024 davanti a un agente di polizia giudiziaria e l'imputato ha accettato la remissione il 02/01/2025; con memoria il difensore ha chiesto la dichiarazione di estinzione del reato in forza della remissione della querela.

Norme richiamate

  • art. 646 cod. pen.

    indica il reato contestato; è un reato perseguibile a querela della persona offesa nel caso di specie

  • art. 152 c.p.

    secondo la giurisprudenza delle Sezioni Unite la remissione della querela va rilevata fino alla condanna irrevocabile in senso formale, ossia fino a termine più ampio previsto dall'art. 152 c.p.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    richiama la possibilità di proscioglimento nel merito; la Corte ha osservato che dalla decisione impugnata non risultavano elementi per un proscioglimento ai sensi di tale norma

  • art. 620 cod. proc. pen.

    norma che consente l'annullamento senza rinvio per sopravvenuta estinzione del reato; applicata dalla Corte per dichiarare estinto il reato

  • art. 340 cod. proc. pen.

    disciplinando le spese, stabilisce che se non è diversamente convenuto le spese processuali sono a carico del querelato; applicata per addebitare le spese a Lepore

Massime di principio

  • La remissione della querela intervenuta in pendenza di ricorso per cassazione e ritualmente accettata estingue il reato e deve essere rilevata d'ufficio dal giudice di legittimità, purché il ricorso sia stato tempestivamente proposto
  • La remissione paralizza la perseguibilità del reato e, per questo effetto, prevale su questioni di inammissibilità del ricorso salvo il caso di remissione tardiva
  • Per essere efficace la remissione deve essere formale e documentata (atto davanti a agente di polizia giudiziaria o altro ufficiale competente) e deve essere accettata dall'imputato quando richiesto
  • In caso di estinzione del reato per remissione, la Corte di Cassazione può annullare senza rinvio la sentenza impugnata ai sensi dell'art. 620 c.p.p.
  • Se non è diversamente concordato nell'atto di remissione, le spese processuali sono a carico del querelato ai sensi dell'art. 340, comma 4, c.p.p.
  • Prima di proporre o difendere un ricorso è essenziale verificare la tempestività e la sussistenza di una remissione formale della querela, perché questa può comunque determinare l'estinzione del reato anche se il ricorso contiene motivi ritenuti inammissibili

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