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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48916/2022 del 22/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Milano che non aveva convalidato l'arresto in flagranza operato nei confronti di Loucif Smail per un tentativo di impossessarsi di un pacco Amazon nella portineria di un condominio. Il Tribunale aveva ricondotto la condotta agli artt. 56 e 624 c.p. ritenendo la portineria non riconducibile alla nozione di pertinenza di privata dimora prevista dall'art. 624-bis c.p., con la conseguenza che mancavano i presupposti per l'arresto obbligatorio in flagranza ai sensi dell'art. 380 c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Pubblico Ministero, ritenendo che il Tribunale avesse errato nella qualificazione del fatto. La Corte ha richiamato l'orientamento secondo cui la portineria di un condominio rientra nelle pertinenze della privata dimora e, dunque, la condotta integra il furto in abitazione ex art. 624-bis c.p.; ne consegue che sussisteva la possibilità/obbligo dell'arresto in flagranza ai sensi dell'art. 380 c.p.p. L'ordinanza impugnata è stata annullata senza rinvio.

Norme richiamate

  • art. 56 c.p. (tentativo)

    Il tribunale aveva originariamente ricondotto la condotta al tentativo di reato, ma la Cassazione ha ritenuto che la qualificazione corretta fosse furto in abitazione (art. 624-bis), non mera applicazione dell'art. 56

  • art. 624 c.p. (furto)

    Riferimento generale al reato di furto; la questione centrale è stata però se il fatto rientrasse nella specifica previsione di cui all'art. 624-bis

  • art. 624-bis c.p. (furto in abitazione e sue pertinenze)

    La Corte ha interpretato la norma in senso estensivo rispetto alla portineria condominiale, ritenendola pertinenza della privata dimora e quindi ricadente nella tutela rafforzata prevista dall'art. 624-bis

  • art. 380 c.p.p. (arresto in flagranza)

    Sussisteva, secondo la Cassazione, l'ipotesi prevista per l'arresto obbligatorio in flagranza (lett. e-bis o corrispondente), dato che il fatto costituiva furto in abitazione/pertinenza

  • art. 391, co. 4, c.p.p. (competenza della Cassazione sull'ordinanza di convalida)

    art. 391, comma 4, cod. proc. pen.

    La Corte ha confermato la sua competenza a verificare la correttezza della qualificazione giuridica effettuata dal giudice di merito nella fase di convalida

Massime di principio

  • Nel giudizio di convalida dell'arresto il giudice deve valutare ex ante la sussistenza degli elementi che legittimano l'adozione della misura, senza farsi influenzare da indagini successive.
  • In sede di convalida il giudice ha il potere di attribuire al fatto una qualificazione giuridica diversa da quella prospettata dal PM, ma solo ai fini della verifica se l'arresto fosse ammissibile nella fattispecie.
  • La portineria di un condominio può essere considerata pertinenza di privata dimora ai sensi dell'art. 624-bis c.p.; pertanto i furti commessi in tali luoghi possono integrare il reato di furto in abitazione con le relative conseguenze procedurali.
  • Se dalla corretta qualificazione del fatto risulta che l'arresto era legittimo e la questione riguarda una fase ormai perimata (direttissima/convalida), la Corte di Cassazione può annullare l'ordinanza del giudice di merito senza rinvio.
  • La valutazione della ragionevolezza dell'uso dei poteri da parte della polizia giudiziaria è centrale nella convalida: il giudice deve motivare adeguatamente se ritiene che tale uso non fosse ragionevole.

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