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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 19358/2024 del 15/07/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Controversia relativa a un immobile alberghiero connessa a un contratto di leasing finanziario, a un contratto di locazione/affitto d'azienda e a una cessione dei canoni a titolo di garanzia. Release (poi Banco BPM) aveva chiesto a Voihotels il pagamento di canoni per il periodo 1° gennaio-31 maggio 2015 (oltre danni), sostenendo di essere titolare dei crediti in forza della cessione del 2 dicembre 2011; Voihotels ha contestato la legittimità della pretesa deducendo che il leasing era cessato il 31 dicembre 2014 e che la cessione aveva mera funzione di garanzia, estinguendosi con l'estinzione dell'obbligazione garantita. Il Tribunale aveva riconosciuto un'indennità per occupazione; la Corte d'appello aveva aumentato la somma dovuta sulla base della cessione dei canoni; la Corte di Cassazione è chiamata a decidere se Release potesse pretendere i cinque mesi residui in forza della cessione a garanzia e se fossero ammesse domande o eccezioni decise "a sorpresa" in appello.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il primo motivo del ricorso principale, ma ha accolto il secondo motivo proposto da Voihotels, ritenendo che la cessione dei canoni a titolo di garanzia retrocede al cedente qualora si estingua l'obbligazione garantita. Ne consegue che, cessato il leasing il 31 dicembre 2014 e non essendovi inadempimento dedotto, Release non poteva esigere da Voihotels i canoni relativi ai cinque mesi successivi (gennaio-maggio 2015). La Corte ha altresì dichiarato inammissibile il ricorso incidentale di Release sulle domande di risarcimento danni. La sentenza impugnata della Corte d'appello è cassata in relazione e il giudizio è rinviato alla Corte d'appello di Torino, in diversa composizione, per nuovo esame conforme alle indicazioni della decisione; il secondo motivo del ricorso principale è accolto, il terzo e il quarto sono assorbiti.

Norme richiamate

  • art. 1595 cod. civ.

    La norma è applicabile alla sublocazione (e consente l'azione diretta del locatore nei confronti del subconduttore solo in specifiche ipotesi). La Corte ha ritenuto che non fosse applicabile al caso di cessione/affitto d'azienda posto che qui non si trattava di sublocazione ma di collegamento negoziale tra contratti distinti (locazione finanziaria vs affitto di azienda).

  • art. 1591 cod. civ.

    Riguarda l'indennità per occupazione sine titulo; la Corte d'appello aveva ritenuto originariamente che la detenzione non fosse sine titulo perché l'affitto di azienda aveva durata distinta dal leasing principale.

  • art. 1590 cod. civ.

    Riguarda gli obblighi di manutenzione del conduttore; la Corte territoriale ha considerato la ripartizione delle obbligazioni contrattuali e ha escluso che l'onere delle facciate gravasse sull'affittuaria, in base alle pattuizioni contrattuali.

  • art. 2561 cod. civ.

    Applicabile all'affitto di azienda (per richiamo dell'art.2562); disciplina la valutazione delle differenze di inventario alla cessazione del rapporto e la regolazione in denaro tra le parti, con conseguente individuazione delle posizioni creditorie tra affittante e affittuario.

  • art. 2562 cod. civ.

    Richiamato per l'applicazione dell'art.2561 al contratto di affitto di azienda.

  • art. 36 legge 27 luglio 1978 n. 392

    Prevede la coobbligazione del conduttore cedente qualora il cessionario si renda inadempiente; la Corte ha richiamato tale norma per spiegare i limiti di responsabilità tra le parti nella catena contrattuale.

  • art. 346 cod. proc. civ.

    Stabilisce l'obbligo di riproporre in appello le domande e i mezzi di prova; la Corte ha ritenuto che Release avesse riproposto espressamente la domanda subordinata fondata sulla cessione dei crediti, rispettando l'art.346.

  • art. 345 cod. proc. civ.

    Consente al giudice d'appello di rilevare d'ufficio questioni che risultino già esaminate in primo grado; la Corte ha richiamato la giurisprudenza delle Sezioni Unite sul tema della devoluzione in appello e del rapporto con l'onere di deduzione delle questioni.

  • art. 101 cod. proc. civ.

    Tutela il diritto al contraddittorio e impedisce decisioni "a sorpresa"; la Corte ha ritenuto che non vi fosse sorpresa perché la domanda di Release era stata riproposta in appello e Voihotels aveva avuto il contraddittorio necessario.

  • art. 112 cod. proc. civ.

    Regola i limiti della statuizione in ordine alle domande; la Corte ha ritenuto che non si fosse verificata ultrapetizione essendo la causa petendi relativa alla cessione stata proposta in appello.

  • art. 360 cod. proc. civ.

    Indica i motivi di cassazione; la Corte ha deciso sulla base di tali motivi (es. vizio di motivazione e violazioni di norme di diritto sostanziale e processuale) accogliendo il secondo motivo di ricorso.

  • art. 329 cod. proc. civ.

    Riguarda il giudicato interno: la Corte ha richiamato la giurisprudenza che distingue i casi in cui l'eccezione debba essere riproposta in appello e quelli in cui il giudice d'appello può rilevarla d'ufficio.

Massime di principio

  • La cessione di un credito a titolo di garanzia è dotata di causa variabile: se l'obbligazione garantita si estingue, il credito retrocede al cedente (effetto analogo a condizione risolutiva), perciò il cessionario non può esigere somme relative a obbligazioni ormai estinte.
  • L'art.1595 c.c. (azione diretta del locatore sul subconduttore) si applica alla sublocazione e non può essere automaticamente esteso a fattispecie di cessione del contratto o ad affitti d'azienda che mantengono una propria individualità giuridica.
  • La distinzione tra locazione dell'immobile e affitto di azienda è rilevante: nell'affitto d'azienda l'immobile è un elemento del complesso produttivo e le regole sulla responsabilità tra locatore, conduttore e affittuario possono variare rispetto al regime della semplice locazione/sublocazione.
  • In appello le domande e i mezzi di prova devono essere riproposti in modo specifico (art.346 c.p.c.); tuttavia, non vi è sorpresa se la questione era già oggetto di contesa e il contraddittorio si è svolto: l'art.101 c.p.c. tutela contro le decisioni "a sorpresa" ma non impedisce decisioni sulla domanda effettivamente riproposta.
  • L'eccezione di pagamento, pur essendo fatto estintivo, può essere rilevata anche d'ufficio in certe condizioni, ma la sua ammissibilità dipende dal momento processuale e dalla struttura delle eccezioni svolte in primo grado e in appello.
  • Le decisioni di merito che accolgono una domanda su diverso titolo giuridico rispetto a quello del primo grado non costituiscono di per sé ultrapetizione se la causa petendi è stata riproposta e il contraddittorio ha avuto luogo; eventuali errori in tale accoglimento riguardano il merito e possono essere censurati con motivi di diritto.
  • Quando vi sia una pluralità di contratti con parti diverse (proprietario/locatore finanziario, locatore ceduto, affittuario dell'azienda), è essenziale distinguere le posizioni soggettive: il proprietario/cessionario dei crediti può agire solo nei limiti della funzione effettivamente trasferita dal negozio di cessione (es. garanzia vs trasferimento definitivo).
  • Se la Corte di legittimità accoglie un motivo di cassazione che incide sulla regolazione economica della sentenza, il giudice di rinvio deve riesaminare il merito alla luce dei principi indicati e può rideterminare le conseguenze economiche (competenze, spese, contributo unificato).

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