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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 19357/2024 del 15/07/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione degli avvisi di accertamento relativi all'anno 2006 che hanno recuperato a tassazione utili extracontabili della Service Consulting s.r.l., in conseguenza del disconoscimento di costi indicati in fatture ritenute generiche, inesistenti o non inerenti. Costa, ex socio, contestava: 1) violazione dell'art. 12 L. n. 212/2000 per mancanza di 'motivi di innesco' e mancata comunicazione di esigenze investigative; 2) inesistenza di elementi certi ai sensi dell'art. 41‑bis DPR 600/1973 per l'accertamento di maggior reddito; 3) violazione dell'onere della prova (art. 39 DPR 600/1973 e artt. 90 e 109 TUIR, richiamando art. 2967 c.c.) relativamente all'esistenza delle singole operazioni fatturate; 4) illegittima attribuzione pro quota degli utili al socio senza elementi idonei a fondare la presunzione (art. 2729 c.c.); 5) omessa motivazione della sentenza impugnata (art. 36 d.lgs. 546/1992); 6) mancata motivazione dell'irrogazione delle sanzioni (art. 7, 16 e 17 d.lgs. 472/1997).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di Costa. Ha ritenuto che gli avvisi siano stati regolarmente notificati alla società e tempestivamente impugnati da questa, divenendo in gran parte definitivi; di conseguenza il socio non può riproporre in proprio doglianze già decise a carico della società, salvo che agisca nel interesse della stessa o sia suo successore processuale (circostanza non verificata). Quanto alla presunzione di attribuzione degli utili extracontabili nelle società a ristretta base partecipativa, la Corte ha confermato la legittimità del meccanismo presuntivo: una volta accertati utili extracontabili e data la ristretta base sociale, opera la presunzione di attribuzione ai soci che resta comunque superabile dal socio mediante prova contraria (accantonamento o reinvestimento dei maggiori ricavi o prova di estraneità alla gestione), prova che nel caso di specie non è stata fornita. La Corte ha inoltre ritenuto infondate le censure sui requisiti probatori e sulla motivazione delle sanzioni (le sanzioni contestate con l'atto di accertamento risultano motivate per relationem). Spese a carico del ricorrente e condanna al pagamento di contributo unificato ove dovuto.

Norme richiamate

  • Legge n. 212/2000 (Statuto del contribuente), art. 12

    Contestazione del ricorrente sulla mancanza di 'motivi di innesco' e di comunicazione delle esigenze investigative è stata respinta: la regolarità della notifica e l'impugnazione tempestiva della società rendono inapplicabile o non decisiva la censura nel caso concreto.

  • D.P.R. n. 600/1973, art. 41‑bis

    La Corte ha ritenuto che l'Ufficio abbia avuto elementi sufficienti per la ripresa fiscale; la norma sugli 'elementi certi' non è stata ritenuta violata, anche in presenza di disconoscimento di costi che ha portato all'accertamento di utili extracontabili.

  • D.P.R. n. 600/1973, art. 39, comma 1, lett. b)

    art. 39, comma 1, lett. b)

    Sul piano dell'onere della prova, la Corte ha ritenuto assolto l'onere probatorio dell'Ufficio tramite il meccanismo presuntivo applicabile alle società a ristretta base partecipativa; il socio doveva fornire prova contraria e non lo ha fatto.

  • TUIR (D.P.R. n. 917/1986), artt. 90 e 109

    Richiamati in relazione alla disciplina dei redditi di partecipazione e dell'imponibile: la ricostruzione del maggior reddito societario e la sua possibile attribuzione ai soci sono conformi alla normativa fiscale e alla giurisprudenza consolidata.

  • Codice Civile, art. 2697

    Principio generale sull'onere della prova: la Corte ha applicato il principio insieme alle presunzioni legittime, ritenendo che l'Ufficio abbia fornito prova adeguata e il contribuente non abbia efficacemente ribaltato l'onere probatorio.

  • Codice Civile, art. 2729

    I requisiti della presunzione sono stati ritenuti sussistenti nella società a ristretta base partecipativa: la ristrettezza della compagine sociale costituisce fatto noto che giustifica la presunzione di conoscenza e partecipazione degli amministratori/soci agli affari sociali.

  • Codice Civile, art. 2967

    Richiamato in relazione alla distinzione tra fatti costitutivi ed eccezioni e all'onere probatorio; la Corte ha escluso che l'onere probatorio sia stato trasferito impropriamente.

  • D.lgs. n. 472/1997, artt. 7, 16 e 17

    Sulla motivazione delle sanzioni la Corte ha affermato che quando le sanzioni sono irrogate unitamente all'atto di accertamento la motivazione è assolta per relationem; il giudice non è tenuto a fornire motivazione aggiuntiva se la pretesa fiscale è adeguatamente motivata.

  • D.lgs. n. 546/1992, art. 36, comma 2, n. 4

    Richiesta di motivazione della sentenza: la Corte ha ritenuto inammissibile la censura per omesso esame perché il ricorrente non ha indicato un fatto storico concreto il cui esame fosse stato omesso; le deduzioni giuridiche generiche non soddisfano i requisiti dell'articolo.

  • Codice di Procedura Civile, art. 110

    Richiamato per la figura del successore processuale: la Corte ha escluso che Costa potesse essere considerato successore ex lege della società nel periodo rilevante.

  • Codice di Procedura Civile, art. 295

    Regola sulla sospensione del processo in presenza di giudizi separati: applicabile al giudizio tributario ma non rilevante qui perché i giudizi (società e socio) erano stati riuniti e decisi dallo stesso giudice.

  • Legge n. 130/2022 (modifica art. 7 d.lgs. 546/1992)

    legge n. 130/2022, art. 6 (che modifica art. 7 d.lgs. 546/1992)

    La Corte ha ritenuto che la riforma non abbia introdotto un onere probatorio più gravoso rispetto ai principi già vigenti; le presunzioni giudiziarie consolidate restano compatibili con le modifiche legislative.

  • D.P.R. n. 115/2002, art. 13, comma 1‑quater

    Richiamato in relazione all'obbligo di versamento del contributo unificato in caso di condanna alle spese: la Corte ha disposto l'annotazione della sussistenza dei presupposti per il versamento, se dovuto.

  • Codice di Procedura Civile, art. 378

    Menziere di memorie e deleghe: la memoria depositata ai sensi dell'art. 378 è stata acquisita ma non ha modificato l'esito, non avendo fornito elementi decisivi a favore del ricorrente.

Massime di principio

  • Se gli avvisi di accertamento sono stati regolarmente notificati alla società e questa li ha tempestivamente impugnati senza che il relativo capo diventi successivamente annullato, il socio non può ri-proporre in proprio le stesse doglianze già decise a carico della società, salvo svolgere l'azione nel concreto interesse della società o risultare successore processuale.
  • Nelle società a ristretta base partecipativa è legittima la presunzione di attribuzione pro‑quota agli soci degli utili extracontabili accertati in capo alla società; spettano poi al socio l'onere e la possibilità di fornire prova contraria (per es. che i maggiori ricavi sono stati accantonati o reinvestiti o che il socio è estraneo alla gestione).
  • La pendenza di giudizi collegati impone la sospensione del procedimento solo se i giudizi sono separati e non riuniti: se società e socio sono giudicati riuniti davanti allo stesso giudice non è necessaria la sospensione in attesa del giudicato sull'accertamento sociale.
  • Le presunzioni probatorie consolidate restano operative anche dopo la riforma processuale del 2022; la riforma non ha eliminato la possibilità per il giudice di fondare la decisione su valutazioni presuntive purché rispettino i parametri di gravità, precisione e concordanza.
  • Quando sanzioni e imposte sono contestate con il medesimo atto di accertamento, la motivazione delle sanzioni è assolta per relationem e il giudice non è obbligato ad aggiungere una motivazione autonoma se la pretesa fiscale è adeguatamente motivata.
  • Le censure per omesso esame di fatto in Cassazione richiedono l'indicazione puntuale del fatto storico omesso, dei mezzi di prova da cui emerge e della sua decisività; deduzioni giuridiche generiche o contestazioni non ancorate a un fatto specifico sono inammissibili.

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