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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37198/2025 del 14/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso l'ordinanza che ha dichiarato inammissibile la richiesta di riesame del sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente disposto su beni formalmente intestati alla moglie. L'indagato deduceva di essere legittimato a impugnare in quanto i beni erano nella sua effettiva disponibilità (beni intestati alla convivente/prestanome), contestava il fumus commissi delicti e il periculum in mora, denunciava la sproporzione del valore dei beni rispetto al reddito del nucleo familiare e sosteneva che acquisti e finanziamenti erano avvenuti con redditi leciti antecedenti ai fatti contestati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha affermato che l'indagato non titolare formalmente del bene è comunque legittimato a proporre il riesame se allega un interesse concreto e attuale correlato agli effetti della rimozione del sequestro sulla sua posizione. Nel caso di confisca allargata (per equivalente) ex art. 240‑bis cod. pen. uno dei presupposti è proprio la disponibilità del bene anche per interposta persona: la formale intestazione a terzi non esclude la riferibilità del bene all'indagato che ne sia l'effettivo dominus. Pertanto la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Palermo ai sensi dell'art. 324, comma 5, cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 321, comma 2 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per qualificare la misura cautelare reale impugnata come sequestro preventivo finalizzato alla confisca

  • art. 240‑bis cod. pen.

    confisca per equivalente / confisca allargata

    Stabilisce la confisca allargata anche quando i beni sono intestati a terzi se riconducibili alla disponibilità dell'autore del reato; da ciò deriva che il bene formalmente intestato a terzi può essere considerato riferibile all'indagato

  • art. 291‑quater d.P.R. 43/1973 (ora art. 86, legge n.141/2024)

    associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati

    Norma penale che rappresenta la contestazione sostanziale nel procedimento; rilevante perché la confisca è stata disposta in relazione a tale reato

  • art. 322 e art. 322‑bis cod. proc. pen.

    impugnazioni cautelari reali / riesame

    Richiamate per fondare la legittimazione procedurale alla richiesta di riesame delle misure reali

  • art. 568, comma 4 e art. 591, comma 1, lett. a) cod. proc. pen.

    requisito dell'interesse ad impugnare

    Stabiliscono che oltre alla legittimazione occorre un interesse concreto e attuale all'impugnazione, correlato agli effetti diretti del provvedimento impugnato

  • art. 325 cod. proc. pen.

    facoltà dell'imputato di proporre ricorso per cassazione

    Attribuisce all'imputato (e per estensione all'indagato nei limiti di legge) la possibilità di proporre ricorso per cassazione

  • art. 61 cod. proc. pen.

    estensione diritti e garanzie dell'imputato all'indagato

    Consente l'estensione di diritti/garanzie dell'imputato all'indagato, a supporto della legittimazione dell'indagato a impugnare

  • art. 324, comma 5 cod. proc. pen.

    rinvio per nuovo giudizio

    Norma richiamata per il rinvio della decisione al Tribunale competente dopo annullamento dell'ordinanza impugnata

  • Giurisprudenza: Sezioni Unite (richiamata, es. Calvarese)

    Sezioni Unite 25/09/2025 (menzionata)

    Le Sezioni Unite hanno chiarito che la persona sottoposta a indagini può proporre richiesta di riesame del sequestro se allega un interesse concreto e attuale correlato agli effetti della rimozione del sequestro sulla sua posizione

  • Giurisprudenza: precedenti di merito (es. Sez. 1 n.6779/2019, Sez.3 n.3602/2019)

    Costante giurisprudenza che richiede all'impugnante di indicare le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che giustificano il rapporto con il bene sequestrato e l'idoneità alla restituzione

Massime di principio

  • Un indagato può impugnare un sequestro dispost o su beni intestati a terzi se dimostra un interesse concreto e attuale collegato agli effetti della rimozione del sequestro sulla sua posizione
  • Nelle ipotesi di confisca per equivalente (art. 240‑bis), la formale intestazione a terzi non esclude la riferibilità del bene all'indagato quando questi ne abbia l'effettiva disponibilità (prestanome o convivente)
  • Per essere ammessa, l'impugnazione deve indicare fatti e ragioni che dimostrino la relazione dell'impugnante con il bene e la concreta possibilità di ottenerne la restituzione se il sequestro venisse rimosso
  • La distinzione tra legittimazione (facoltà riconosciuta dalla norma) e interesse (pregiudizio concreto eliminabile con l'impugnazione) è fondamentale: entrambe i requisiti devono sussistere alla data della decisione
  • In sede di riesame il ricorrente può contestare sia il fumus commissi delicti sia il periculum in mora, nonché allegare elementi relativi alla liceità della provenienza dei beni e alla eventuale sproporzione con i redditi
  • Se il giudice del riesame nega ingiustamente l'interesse dell'indagato, la misura può essere annullata in cassazione e il procedimento rinviato per un nuovo esame

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