Cassazione Penale, Sentenza n. 5451/2023 del 08/02/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza del 13/04/2022 che gli ha applicato, mediante patteggiamento, la pena concordata di 3 mesi di reclusione per il delitto previsto dall'art. 5 del d.lgs. n. 74/2000, aumentata a titolo di continuazione con precedente condanna; ha altresì applicato le pene accessorie di cui all'art. 12 d.lgs. n. 74/2000 e ha disposto la confisca per equivalente per l'importo dell'imposta evasa pari a €126.755,00. I motivi del ricorso sono: (1) errata applicazione degli artt. 81, comma secondo, cod. pen., 125, 444, 445 cod. proc. pen., e art. 12 d.lgs. 74/2000, nonché carenza di motivazione sulle pene accessorie; (2) violazione/errata applicazione degli artt. 125 cod. proc. pen., 5 e 12-bis d.lgs. 74/2000 e vizi di motivazione in ordine alla confisca per equivalente (omessa considerazione delle argomentazioni difensive e presunta errata quantificazione dell'imposta evasa).
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che: il ricorrente aveva già subito una precedente condanna con applicazione della pena concordata di 2 anni e 6 mesi (GUP Milano), perciò la nuova pena, posta in continuazione, determina una valutazione complessiva che supera il limite dei 2 anni rilevante per le pene accessorie; l'applicazione delle pene accessorie ex art. 12 d.lgs. 74/2000 è corretta (applicate nella durata minima) e non sussiste interesse a contestare la motivazione; la confisca per equivalente era obbligatoria ex art. 12-bis d.lgs. 74/2000 in conseguenza del reato "accettato" con il rito; non è possibile, con il rito dell'accordo, riesaminare nel merito la responsabilità o i fatti accettati; per l'inammissibilità è stata anche disposta la condanna alle spese processuali e il pagamento di €3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende ex art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
Norma che disciplina il reato tributario per cui l'imputato ha patteggiato; nel testo la norma è richiamata come titolo del reato accettato dall'imputato
art. 12, d.lgs. n. 74 del 2000
Prevede le pene accessorie applicabili ai reati tributari; la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione delle pene accessorie nella loro durata minima in presenza di continuazione con pregressa condanna
art. 12-bis, d.lgs. n. 74 del 2000
Dispone la confisca per equivalente pari all'imposta evasa; la decisione ha considerato la confisca obbligatoria in conseguenza del reato accettato con il patteggiamento e l'ha quantificata nell'importo indicato dall'imputazione
art. 81, comma secondo, cod. pen.
Regola la continuazione tra più reati ai fini della determinazione della pena complessiva; qui è stata utilizzata per valutare la pena complessiva (precedente + nuova) e superare il limite dei 2 anni
Norma sul giudizio abbreviato/ patteggiamento (applicazione della pena su richiesta dell'imputato); il rito comporta l'accettazione dei fatti come rubricati e limita la possibilità di contestarli
art. 445, comma 1, cod. proc. pen.
Contiene il divieto/ limite al riconoscimento del rito speciale per talune soglie di pena; la Corte ha osservato che, per effetto della continuazione, il limite è superato nel complesso
Regola la motivazione delle sentenze; nel ricorso si invocava vizio motivazionale, ma la Corte ha ritenuto la motivazione sufficiente o priva di interesse per il ricorrente
art. 77, comma secondo, cod. pen.
Stabilisce che, nel reato continuato, le pene accessorie vanno determinate in relazione ai singoli illeciti che compongono la continuazione; la Corte ha richiamato il principio per confermare l'applicabilità delle accessorie
Prevede le conseguenze dell'inammissibilità del ricorso e la possibile condanna del ricorrente alle spese e a una somma per la Cassa delle Ammende, come disposto dalla Corte
Massime di principio
- Il patteggiamento (applicazione della pena ex art. 444 c.p.p.) comporta l'accettazione dei fatti così come rubricati: non è il luogo per rimettere in discussione la responsabilità o la quantificazione dell'illecito
- Quando una pena concordata è posta in continuazione con una condanna precedente, ai sensi dell'art. 81 c.p., si valuta la pena complessiva: anche se la pena singola concordata è inferiore a 2 anni, la continuazione può far superare la soglia rilevante per l'applicabilità di limiti o conseguenze
- Le pene accessorie previste per reati tributari (art. 12 d.lgs. 74/2000) possono essere applicate in relazione ai singoli "satellite" di un reato continuato, ai sensi dell'art. 77 c.p.; l'applicazione nella durata minima può comunque rendere privo di interesse il vizio di motivazione
- La confisca per equivalente prevista dall'art. 12-bis d.lgs. 74/2000 è obbligatoria quando il reato e la relativa entità (imposta evasa) sono "accettati" con il rito: il giudizio sul presupposto della confisca non è rinnovabile nel ricorso contro il patteggiamento
- L'inammissibilità del ricorso può comportare l'onere delle spese e l'obbligo di versare una somma alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; chi impugna il provvedimento deve quindi valutare il rischio processuale e la correttezza formale dei motivi
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