Cassazione Penale, Sentenza n. 9968/2022 del 22/03/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per cassazione della sentenza della Corte d'appello di Brescia che aveva ridotto la pena per i reati indicati. Il ricorrente deduceva l'erronea applicazione della legge penale sostenendo che non fosse valida la querela oralmente sporta dalla persona offesa il 27/8/2019, per difetto di una manifestazione esplicita della volontà punitiva (lamentando che la mera intestazione "verbale di ricezione di querela" non potesse prevalere sul contenuto effettivo e richiamando orientamenti secondo cui la querela- denunzia formata dalla p.g. richiede una volontà chiara e manifesta). In sostanza contestava la sussistenza della condizione di procedibilità per il reato di tentata truffa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto valida la querela orale presentata dalla persona offesa alla polizia giudiziaria in costanza di arresto in flagranza: la manifestazione di volontà punitiva è risultata univocamente desumibile dal contesto fattuale (la vittima aveva scoperto di essere stata pagata con una banconota falsa e aveva richiesto l'intervento dei carabinieri provocando l'arresto). La qualificazione dell'atto come "verbale di ricezione di querela orale" ha valore tecnico e attesta la volontà di procedere; l'assenza di formule formali di chiusura non è dirimente quando la querela è resa oralmente in costanza di arresto. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
Non centrale nella motivazione di legittimità; parte delle imputazioni a carico dell'imputato menzionate in capo al ricorrente
presente nel testo (riferito al tentativo)
Richiamato unitamente all'art. 640 per indicare il reato di tentata truffa: la questione della procedibilità si riferiva all'azione penale per tale reato
presente nel testo (truffa)
Reato contestato (truffa/tentata truffa); la decisione sulla procedibilità ha inciso sulla perseguibilità di questo fatto
art. 337, comma 2, cod. proc. pen.
Norma richiamata per rilevare che la querela poteva essere ricevuta oralmente dalla polizia giudiziaria e che, in costanza di arresto, la valutazione della sussistenza della condizione di procedibilità si effettua anche in base al contesto fattuale che ha determinato la ricezione della querela
art. 381, comma 3, cod. proc. pen.
Richiamato insieme all'art. 337 c.2 per affermare che la querela orale ricevuta dalla p.g. in costanza di flagranza può soddisfare la condizione di procedibilità, valutando il contenuto e il contesto dell'atto
Massime di principio
- Una querela presentata oralmente alla polizia giudiziaria in costanza di arresto in flagranza può essere valida ai fini della procedibilità se dal contesto fattuale emerge chiaramente la volontà della persona offesa di perseguire l'autore del reato.
- La semplice intestazione dell'atto come "verbale di ricezione di querela orale" ha rilevanza tecnica e può costituire prova della manifestazione di volontà punitiva quando coerente con il contesto e le dichiarazioni della parte offesa.
- L'assenza di formule formali di chiusura (es. "previa lettura e conferma") non è di per sé determinante per invalidare una querela orale ricevuta in costanza di arresto; rilevano il contenuto, le circostanze e la condotta della persona offesa che ha sollecitato l'intervento.
- La verifica della sussistenza della condizione di procedibilità, soprattutto quando dipende dall'interpretazione del contesto fattuale della querela orale, compete principalmente al giudice del merito; la Corte di legittimità non sostituisce tale valutazione se supportata da adeguata motivazione.
- Per evitare contestazioni successive, è comunque preferibile che la persona offesa esprima in modo chiaro e formale la volontà di querelare (ove possibile), specie quando la querela viene redatta dalla polizia giudiziaria, allegando istruttorie o dichiarazioni chiare che attestino la volontà punitiva.
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