Cassazione Penale, Sentenza n. 16096/2023 del 17/04/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza del Tribunale di Potenza che, nel definire il processo ai sensi degli artt. 533 e 535 c.p.p. per il reato di cui all'art. 590-bis, comma 1, c.p., ha omesso di pronunciarsi sulla sanzione amministrativa accessoria relativa alla patente di guida (revoca o sospensione). Il ricorso si fonda sulla necessità che il giudice, alla luce della pronuncia della Corte Costituzionale n. 88/2019, si esprima sull'applicazione della sanzione accessoria e valuti la possibilità, nei casi non aggravati da ubriachezza o stupefacente, di applicare la sospensione in alternativa alla revoca.
La decisione
La Corte ha annullato la sentenza impugnata limitatamente all'omessa statuizione sulla sanzione amministrativa accessoria relativa alla patente di guida e ha rinviato al Tribunale di Potenza per nuovo giudizio esclusivamente su quel punto. Rimangono valide le altre statuizioni e il patto (accordo) tra le parti convalidato dal giudice, fatta eccezione per la questione della sanzione amministrativa accessoria che il giudice di merito dovrà ora decidere.
Norme richiamate
Individua il reato di lesioni personali stradali gravi o gravissime; la pronuncia riguarda una condanna o applicazione della pena per tale fattispecie e l'irrogazione dell'accessorio relativo alla patente.
artt. 533 e 535 cod. proc. pen.
Norme procedurali che disciplinano la definizione del processo (compresa l'applicazione della pena su richiesta delle parti); anche quando il processo viene definito in questa sede, il giudice è tenuto a pronunciarsi sulle sanzioni amministrative accessorie.
art. 222, comma 2, d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della Strada)
La Corte costituzionale ha rilevato l'illegittimità nella parte in cui non consentiva al giudice, nei casi non aggravati, di applicare la sospensione invece della revoca della patente; pertanto la revoca automatica è legittima solo nelle ipotesi aggravate prevedute dalle norme penali (es. ubriachezza, stupefacenti), mentre nelle altre ipotesi il giudice valuta caso per caso.
Sentenza Corte Costituzionale n. 88/2019
Ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'automatismo della revoca della patente per reati stradali non aggravati, riconoscendo al giudice il potere di disporre, in alternativa, la sospensione quando non ricorrano le aggravanti previste dagli artt. 589-bis e 590-bis c.p.
Massime di principio
- Quando il giudice definisce il processo con applicazione della pena su richiesta (o altri riti abbreviati/definizioni), deve espressamente pronunciarsi anche sulle sanzioni amministrative accessorie (es. sospensione o revoca della patente); l'omissione è motivo di annullamento limitato.
- Dopo la sentenza n. 88/2019 della Corte costituzionale, la revoca automatica della patente è legittima solo nelle ipotesi aggravate espressamente previste (es. guida in stato di ebbrezza o sotto stupefacenti); negli altri casi il giudice può e deve valutare la proporzionalità e può sostituire la revoca con la sospensione.
- In presenza di reati stradali non aggravati, il giudice deve valutare caso per caso gli elementi di responsabilità e le circostanze per scegliere tra revoca e sospensione, motivando la scelta.
- La parte che rileva l'omissione di una statuizione obbligatoria (come l'accessorio della patente) può proporre impugnazione limitata; il giudice d'appello può annullare parzialmente la sentenza e rinviare al giudice di merito solo sul punto omesso.
- Per evitare annullamenti parziali, il giudice di merito che omologa accordi o applica pene concordate dovrebbe sempre inserire una valutazione e una pronuncia esplicita sulle sanzioni amministrative accessorie previste dalla legge.
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