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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16100/2023 del 17/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per due motivi: 1) violazione di norme processuali a pena di nullità, deducendo che, dopo il rinvio dell'udienza per mancato rispetto del termine a comparire, il Tribunale non aveva rinnovato la notifica del decreto di citazione a giudizio e del verbale con la nuova data all'imputato; si allegava che l'avviso orale al difensore non possa sempre sostituire la rinnovazione della notifica (richiamo ad art. 6 CEDU e art. 420‑bis c.p.p.); 2) vizio nella determinazione della pena, per il modo in cui i giudici avevano considerato più circostanze aggravanti ad effetto speciale (alcune privilegiate), deducendo che non fosse applicabile l'art. 63, comma 4, c.p., e che si sarebbe dovuta applicare solo la pena prevista dall'art. 186, comma 2‑bis C.d.S.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione (consumazione 21/05/2017; termine massimo di prescrizione decorso il 21/05/2022, in base agli artt. 157 e 161 c.p.). Per tale motivo è stata revocata la sanzione amministrativa accessoria (sospensione della patente) e disposta la trasmissione della sentenza al Prefetto di Brescia ai sensi dell'art. 224, comma 3, d.lgs. n. 285/1992. La Corte ha ritenuto inoltre che il primo motivo non fosse manifestamente infondato, il che ha reso possibile l'esame sulla prescrizione; tuttavia, essendo intervenuta la prescrizione, non è stato possibile un sindacato esteso sui vizi di merito della decisione impugnata.

Norme richiamate

  • art. 186 Codice della Strada

    Titolo di reato preso a riferimento per il calcolo della prescrizione (guida in stato di ebbrezza o fattispecie collegate).

  • art. 186‑bis Codice della Strada

    commi 1, lett. a) e 3 seconda ipotesi (come riportato nel testo)

    Fattispecie aggravate contestate all'imputato; specificazione delle ipotesi contestate.

  • art. 552 cod. proc. pen.

    comma 3 (richiamato nel testo come termine a comparire)

    Norma procedurale sul termine a comparire; rilevante nella questione della rinnovazione della notifica dopo il mancato rispetto del termine.

  • art. 420‑bis cod. proc. pen.

    Regola la rappresentanza e la necessità di notifica del decreto di citazione per la piena rappresentanza dell'imputato; evocata nella discussione sulla validità dell'avviso orale al difensore.

  • art. 63 cod. pen.

    Disciplina il trattamento delle circostanze aggravanti speciali e la loro incidenza sul calcolo della pena; oggetto del secondo motivo di ricorso.

  • art. 157 cod. pen.

    Indica i termini massimi di prescrizione a seconda del titolo di reato; utilizzato per determinare il termine prescrizionale applicabile.

  • art. 161 cod. pen.

    Stabilisce le regole di decorrenza della prescrizione e le sue cause interruttive/sospensive, rilevanti per il calcolo del termine prescrizionale.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Prevista causa di proscioglimento più favorevole; richiamata in relazione ai limiti del sindacato della Cassazione quando interviene la prescrizione.

  • art. 6 Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU)

    Principio del diritto a un processo equo; evocato in relazione all'esigenza di corretta comunicazione/ notifica e alla tutela della difesa.

  • art. 224 comma 3 d.lgs. n. 285/1992 (Codice della Strada)

    Norma che regola gli adempimenti a carico dell'autorità giudiziaria verso il Prefetto in relazione alle sanzioni amministrative accessorie; richiamata per la trasmissione della sentenza.

Massime di principio

  • Se il reato è estinto per prescrizione la Cassazione annulla la decisione senza rinvio e ciò comporta anche la revoca delle sanzioni amministrative accessorie collegate alla condanna penale.
  • La prescrizione va calcolata sul titolo di reato accertato e dalla data di consumazione; per il calcolo occorre applicare gli artt. 157 e 161 c.p. e verificare eventuali cause interruttive o sospensive.
  • Quando esiste un orientamento non univoco della giurisprudenza di legittimità su questioni processuali (es. valore dell'avviso orale al difensore in luogo della rinnovazione della notifica), la questione può non essere ritenuta manifestamente infondata e quindi può consentire l'ammissione del ricorso fino alla verifica della prescrizione.
  • La comunicazione orale al difensore della data di rinvio può in alcuni orientamenti sostituire la rinnovazione della notifica all'imputato, ma la giurisprudenza è contrastata: se il termine a comparire non è stato rispettato la rinnovazione della notifica del decreto di citazione resta una tutela prudente della garanzia difensiva ex art. 6 CEDU e art. 420‑bis c.p.p.
  • Sulle circostanze aggravanti ad "effetto speciale" occorre attenzione tecnica: se più aggravanti speciali concorrenti sono state contestate, va valutato se operi l'art. 63 c.p. (comma 4) o se debba applicarsi la pena specifica prevista dalla norma speciale; questo può incidere significativamente sul calcolo della pena.
  • In presenza di declaratoria di estinzione per prescrizione la Corte di Cassazione è limitata nel sindacare vizi motivazionali della decisione impugnata: il controllo opera nei limiti della rilevabilità del vizio nel testo del provvedimento impugnato.

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