Cassazione Penale, Sentenza n. 41842/2024 del 13/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione con più censure: (i) contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione in relazione all'inattendibilità del teste Baltanescu e alla mancanza di prove del concorso dell'imputato nei reati contestati; (ii) vizio di procedibilità per il reato di accesso abusivo (art. 615-ter c.p.), contestando che la denuncia della persona offesa non contenga una querela e quindi renda il reato procedibile a querela di parte; (iii) errata applicazione delle fattispecie di cui agli artt. 615-ter e 615-quater c.p., sostenendo che il reato di detenzione dei codici (615-quater) debba essere assorbito nel reato di accesso abusivo (615-ter); (iv) carenza di motivazione e violazione nel bilanciamento delle circostanze aggravanti e attenuanti e nella determinazione del trattamento sanzionatorio; (v) omissione della valutazione sulla concessione della sospensione condizionale della pena; (vi) violazione del principio di motivazione distinta e specifica degli aumenti di pena per i reati satellite (giurisprudenza Sez. U.), e contestazione dell'applicazione di una pena pecuniaria in continuazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha deciso in parte con accoglimento e in parte con rigetto: - Motivo 1 (attendibilità prove e valutazione di merito): rigettato come manifestamente infondato; la Corte ha richiamato il divieto per la Cassazione di riformare il giudizio di fatto quando la motivazione non sia mancante, manifestamente illogica o contraddittoria. - Motivo 2 (procedibilità art. 615-ter): accolto; la denuncia presentata dalla persona offesa non contiene una chiara manifestazione di volontà di intentare querela, pertanto l'azione penale è improcedibile per il capo B (accesso abusivo) e la sentenza è annullata senza rinvio per quel capo. - Motivo 3 (assorbimento tra 615-ter e 615-quater): respinto sul piano generale, ma la Corte ha osservato che, poiché il reato di cui all'art. 615-ter è improcedibile, il delitto di detenzione dei codici (615-quater) non risulta assorbito e conserva autonomia nell'ambito del caso concreto. - Motivo 4 (circostanze aggravanti e bilanciamento): manifestamente infondato; parte delle doglianze non era stata proposta in appello e, in ogni caso, la motivazione di merito è stata ritenuta congrua. - Motivo 5 (sospensione condizionale della pena): accolto; la Corte territoriale non ha risposto alla specifica richiesta avanzata in appello, omissione che giustifica intervento della Cassazione. - Motivo 6 (calcolo e motivazione degli aumenti per reati satellite): accolto; la Corte ha rilevato il mancato rispetto del principio secondo cui gli aumenti devono essere calcolati e motivati distintamente per ciascun reato satellite (richiamando la giurisprudenza di legittimità). Ulteriore esito pratico: la Corte ha ritenuto che, a causa dei vizi nella determinazione della pena e nella mancata decisione sulla sospensione condizionale, non si possa dichiarare il giudicato formato sulla responsabilità penale per i capi A e C. Inoltre, calcolando i termini di prescrizione sulla base della data di consumazione corretta (16/12/2016), la Corte ha concluso che i reati relativi ai capi A e C sono estinti per prescrizione maturata il 16/6/2024 e ha quindi annullato senza rinvio la sentenza anche per detti capi. In sintesi: la Cassazione ha annullato senza rinvio il titolo di condanna relativo al capo B (improcedibile per mancanza di querela) e ha annullato senza rinvio i capi A e C per estinzione per prescrizione; le rimanenti questioni di merito sono state respinte.
Norme richiamate
comma 3 (procedibilità a querela di parte per talune ipotesi)
La Corte ha ritenuto che, quando la norma prevede procedibilità a querela di parte, la denuncia che non esprima chiaramente la volontà di perseguire non è sufficiente; nel caso di specie la denuncia della persona offesa non contiene manifestazione inequivoca di querela, quindi l'azione penale è improcedibile per il reato di accesso abusivo.
La Corte ha ricordato che il reato di detenzione dei codici non concorre con l'accesso abusivo (615-ter) quando quest'ultimo non sia procedibile e/o non risulti integrato nello stesso contesto spazio-temporale e in danno della stessa persona; pertanto 615-quater conserva autonomia se 615-ter è improcedibile.
Norma contestata nel capo C (frode informatica). La Corte non ha annullato la responsabilità per il reato in sé per ragioni di merito, ma ha poi dichiarato l'estinzione per prescrizione del capo C in ragione dei termini maturati.
Richiamato in relazione al divieto di superare i limiti nella determinazione della pena in continuazione; la Corte ha ritenuto necessario che gli aumenti per reati satellite siano calcolati e motivati distintamente per rispettare il rapporto di proporzione previsto da art. 81.
artt. 157 e 161, comma 2 cod. pen.
Applicati per il calcolo del termine di prescrizione: la Corte ha considerato la data di consumazione corretta (16/12/2016) e, in assenza di cause sospensive, ha ritenuto maturata la prescrizione il 16/6/2024.
Richiamato insieme alla distinzione tra capi e punti della sentenza (giurisprudenza 'Tuzzolino') per spiegare che per ogni capo devono essere decisi autonomamente i punti essenziali (accertamento responsabilità, pena, circostanze, sospensione condizionale) e che omissioni su tali punti impediscono la formazione del giudicato.
Sez. U, n. 47127/2021 (giurisprudenza)
Principio secondo cui, in caso di reato continuato, il giudice deve calcolare e motivare distintamente l'aumento di pena per ciascun reato satellite; la Corte ha applicato tale principio per rilevare un vizio nella motivazione della sentenza impugnata.
Massime di principio
- Per i reati procedibili a querela di parte (es. art. 615-ter, ove previsto) la mera denuncia dei fatti non è automaticamente equiparabile alla querela: serve una manifestazione chiara della volontà di perseguire penalmente gli autori del reato.
- Il delitto di detenzione dei codici di accesso (art. 615-quater) può essere assorbito nell'accesso abusivo (art. 615-ter) solo se quest'ultimo risulti procedibile e integri lo stesso contesto spazio-temporale e lo stesso danno: in assenza di procedibilità del reato più grave, il reato antecedente conserva autonomia.
- La Cassazione non è competente a riformare il giudizio di fatto salvo che la motivazione sia mancante, manifestamente illogica o contraddittoria; le doglianze che sollecitano una diversa valutazione della prova sono, di norma, inammissibili.
- In tema di reato continuato, il giudice è tenuto a calcolare e motivare separatamente l'aumento di pena per ciascun reato satellite (Sez. U.), indicando la misura e le ragioni per ciascun incremento, al fine di garantire la proporzionalità e impedire un cumulo surrettizio.
- Quando la Corte d'appello omette di decidere su richieste specifiche delle parti (ad es. sospensione condizionale della pena), tale omissione costituisce vizio che la Cassazione può rilevare e che può comportare l'annullamento.
- La formazione del giudicato sulla responsabilità per singoli capi richiede che tutti i "punti della decisione" (accertamento del fatto, colpevolezza, circostanze, determinazione della pena, sospensione condizionale) siano stati decisi; vizi o omissioni su tali punti possono impedire la irrevocabilità della condanna.
- Per valutare la prescrizione è essenziale individuare correttamente la data di consumazione del reato e applicare gli artt. 157 e 161 c.p.; errori su tale data possono determinare la estinzione del reato anche dopo pronunce di merito.
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