Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 51694/2023 del 29/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che rigettava la richiesta di riesame avverso la misura di custodia cautelare in carcere per partecipazione ad associazione mafiosa (art. 416-bis c.p.). I difensori hanno denunciato: violazione e falsa applicazione degli artt. 292 e 192 c.p.p. e dell'art. 416-bis c.p.; contraddittorietà e omissione di considerazione degli elementi favorevoli alla difesa; eccessiva valorizzazione di dichiarazioni eteroaccusatorie (collaboratori Mantella e Arena) e di sentenze non definitive (es. Rinascita-Scott) senza riscontri individualizzanti sufficienti. Si è inoltre censurata la prognosi di pericolosità e recidiva (artt. 274 e 275 c.p.p.) come fondata su elementi generici e congetturali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi manifestamente infondati e ha confermato l'ordinanza del Tribunale di Catanzaro. Ha ritenuto che il collegio cautelare abbia fornito adeguata e motivata valutazione dell'operatività della locale di S. Onofrio (cosca Bonavota), legittimamente attingendo anche a sentenze non definitive purché non recepite acriticamente e valutate sincreticamente con gli altri elementi. Ha dato rilievo all'attendibilità intrinseca dei collaboratori (precisione e specificità) e ai riscontri esterni individuati nelle operazioni Labirinto, Reale e Rinascita2-Dedalo, ritenuti idonei a costituire conferma individualizzante. Le doglianze relative al giudicato assolutorio di alcuni soggetti e alle questioni temporali/territoriali sono state ritenute generiche o infondate. È stata respinta anche la censura sul trattamento cautelare (mancanza di elementi di allontanamento dal contesto mafioso), con conferma della prognosi ex art. 275, comma 3. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro tremila alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 292 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla valutazione della gravità indiziaria e del ruolo delle fonti dichiarative; la Corte ha ritenuto che le dichiarazioni dei collaboratori possano essere valorizzate se riscontrate da elementi esterni e valutate nel complesso probatorio.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Norma sulle chiamate di correità e sui riscontri: la Corte ha ricordato che i riscontri esterni possono essere di varia natura, anche logica, purché evitino verifica circolare e contribuiscano a individualizzare l'indagato.

  • art. 416-bis cod. pen.

    Norma relativa all'associazione di tipo mafioso: la Corte ha ritenuto adeguatamente illustrata l'esistenza e l'operatività della locale imputata, in relazione agli elementi investigativi e dichiarativi acquisiti.

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Norma concernente la misura cautelare personale (custodia in carcere): invocata nella censura difensiva, la Corte ha ritenuto che il collegio cautelare abbia correttamente motivato la necessità della misura.

  • art. 275 cod. proc. pen.

    Norma sulla prognosi di pericolosità e recidiva: la Corte ha ritenuto applicabile la presunzione di attualità del pericolo (comma 3) dovuta alla vicinanza temporale delle manifestazioni delittuose e all'assenza di elementi di allontanamento dall'ambito mafioso.

  • art. 238-bis cod. proc. pen.

    Riferita nella motivazione: la Corte ha chiarito che la possibilità di acquisire sentenze irrevocabili riguarda il giudizio di colpevolezza, mentre in sede cautelare possono essere valutate anche sentenze non definitive per le condizioni di applicabilità delle misure.

  • art. 238, comma 2-bis cod. proc. pen.

    Richiamata nella motivazione: la norma riguarda l'assunzione di dichiarazioni da altri procedimenti in presenza del difensore; la Corte ha precisato che essa si riferisce al giudizio sulla responsabilità e non impedisce l'uso, in sede cautelare, di sentenze non definitive.

Massime di principio

  • In sede cautelare è ammissibile utilizzare anche sentenze non definitive come elementi valutativi, purché non venga operata una ricezione acritica e tali atti siano confrontati con il complesso degli altri elementi probatori.
  • Le dichiarazioni dei collaboratori (fonti eteroaccusatorie) possono fondare la gravità indiziaria se presentano attendibilità intrinseca (precisione, specificità) e sono corroborate da riscontri esterni non riconducibili alle stesse dichiarazioni, per evitare valutazioni circolari.
  • I riscontri esterni richiesti dall'art. 192 c.p.p. possono essere di natura anche logica o relazionale (rapporti personali e d'affari), non necessariamente fatti direttamente identificativi, se contribuiscono a individualizzare l'indagato nel contesto del fatto contestato.
  • Il proscioglimento o l'assoluzione in altri procedimenti non impedisce automaticamente la valorizzazione di quegli elementi in sede cautelare; la loro incidenza va esaminata concretamente e specificamente, distinguendo le ragioni dell'assoluzione.
  • Per contestare efficacemente la misura cautelare il difensore deve indicare elementi concreti e specifici che smentiscano sia l'attendibilità delle fonti che i riscontri esterni o che documentino un effettivo e duraturo allontanamento dell'indagato dall'ambiente criminoso.
  • La valutazione della prognosi di recidiva richiede motivazione sulle circostanze concrete che rendono attuale il rischio: la mera genericità delle censure difensive non è sufficiente a scalfire un giudizio cautelare ben motivato.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.