Cassazione Penale, Sentenza n. 25944/2025 del 15/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza che ha rigettato il riesame del decreto di perquisizione personale, locale e informatica e del contestuale sequestro disposto il 26/11/2024. Il ricorrente, indagato per presunta rivelazione di segreti d'ufficio (art. 326 c.p.), ha dedotto: carenza di motivazione del decreto e dell'ordinanza in ordine al fumus commissi delicti; inutilizzabilità di alcune intercettazioni (su utenze di non indagati o comunque non pertinenti) e mancanza della segretezza degli atti per discovery; assenza del nesso teleologico fra le condotte contestate al Crognale e le ipotesi di reato attribuite ad altri indagati beneficiari delle informazioni; violazione dell'art. 275 c.p.p. per eccessiva e non proporzionata acquisizione di dati informatici senza criteri di selezione.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso nei limiti indicati, ritenendo fondati i quattro motivi. Ha rilevato che il Tribunale del riesame ha rigettato le censure in modo apodittico senza confrontarsi analiticamente con le deduzioni difensive e senza espletare un controllo effettivo sul fumus commissi delicti. Ha inoltre constatato l'omessa valutazione sull'inutilizzabilità delle intercettazioni e l'assenza di motivazione circa il nesso teleologico e la proporzionalità del sequestro informatico (mancanza di parole-chiave, criteri di selezione, perimetrazione temporale). Per tali carenze il provvedimento impugnato e il decreto di sequestro del 26/11/2024 sono stati annullati senza rinvio; è stata disposta la restituzione dei beni sequestrati e della copia integrale dei dati estrapolati.
Norme richiamate
art. 326 c.p. (rivelazione di segreti d'ufficio)
Fattispecie contestata al ricorrente; la Corte richiede che il decreto di sequestro espliciti gli elementi probatori che fondano la configurabilità astratta del reato, tenendo conto anche delle contestazioni difensive
art. 275 c.p.p. (sequestro probatorio)
Il sequestro probatorio deve rispettare i principi di adeguatezza, proporzionalità e necessità; per i dati informatici è necessario motivare l'ampiezza del vincolo e indicare criteri di selezione e perimetrazione temporale
art. 8 Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea / art. 8 CEDU
Rilevanza della tutela della riservatezza e della protezione dei dati informatici come diritto fondamentale, da considerare nella restituzione anche dei dati estrapolati
Sez. U. n. 23 del 20/11/1996, Bassi
Principio che assegna al giudice del riesame il potere-dovere di controllo di legalità e la necessità di verificare la congruità degli elementi rappresentati a fondamento del fumus commissi delicti
Sez. U. n. 36072 del 19/04/2018, Botticelli
Il decreto di sequestro deve contenere, anche se concisamente, la specifica finalità probatoria perseguita per l'accertamento dei fatti
Sez. 6, n. 17312 del 15/02/2024, Corsico
Per il sequestro di dati informatici occorre illustrare le ragioni dell'estensione del sequestro o, in alternativa, indicare parole-chiave, criteri di selezione, perimetrazione temporale e tempi di selezione e restituzione
Sez. 6, n. 6623 del 09/12/2020 (dep. 2021), Pessotto
Il sequestro indiscriminato di dispositivi elettronici senza criteri di selezione è illegittimo per violazione del principio di proporzionalità e adeguatezza
Sez. U. n. 40963 del 20/07/2017, Andreucci
La semplice restituzione del bene materiale non elimina il pregiudizio derivante dal vincolo sul patrimonio informativo; pertanto la restituzione deve comprendere anche i dati estrapolati
Massime di principio
- Il giudice del riesame deve esercitare un controllo effettivo sul fumus commissi delicti: valutare la congruità degli elementi offerti dall'accusa e confrontarli con le censure difensive, dando risposta puntuale alle deduzioni rilevanti
- Il decreto di perquisizione/sequestro probatorio deve motivare, anche sinteticamente, la finalità probatoria e gli elementi che giustificano l'astratta configurabilità del reato rispetto all'indagato
- Le intercettazioni o acquisizioni effettuate su utenze di non indagati o in mancanza dei presupposti legali possono essere contestate come inutilizzabili e il giudice del riesame deve pronunciarsi espressamente su tali censure
- Per il sequestro di dispositivi informatici è obbligatorio indicare le ragioni dell'ampiezza del sequestro o, se si procede ad una perquisizione massiva, specificare criteri di selezione (parole-chiave, filtri, perimetrazione temporale) e tempi di selezione e restituzione
- È necessario verificare il nesso teleologico tra le informazioni ricercate e le ipotesi di reato e tra i soggetti colpiti dal provvedimento e gli indagati ai quali l'accusa è diretta; l'assenza di tale nesso può rendere illegittimo il sequestro
- La proporzionalità e l'adeguatezza del vincolo cautelare devono essere valutate già nella fase originaria e nel riesame: se il procedimento è omissivo su questi aspetti il provvedimento può essere annullato senza rinvio
- In caso di annullamento del sequestro probatorio disposto senza le necessarie cautele, la restituzione deve comprendere non solo i supporti materiali ma anche le copie e i dati estrapolati, per tutelare i diritti fondamentali del titolare
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