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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 18094/2022 del 06/06/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Principi aveva partecipato, in qualità di subentrato creditore munito di titolo esecutivo di formazione giudiziale, a un procedimento esecutivo promosso da Immobil Invest Italia S.r.l. contro la Cosmos S.r.l. Il giudice dell'esecuzione aveva assegnato a Principi le somme pignorate e il residuo alla società procedente; Immobil Invest aveva proposto opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.) avverso l'ordinanza di assegnazione. Il Giudice di Pace di Rovigo accolse l'opposizione e condannò Principi a restituire € 2.881,30 oltre interessi. Principi ha impugnato la sentenza in Cassazione con sei motivi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto del requisito della 'esposizione sommaria dei fatti' previsto dall'art. 366, comma 1, n. 3, c.p.c.: il ricorso non conteneva indicazioni essenziali quali le parti del procedimento esecutivo, l'identità del terzo pignorato, la natura e l'entità del credito fatto valere dal creditore procedente, il preciso contenuto dell'ordinanza di assegnazione impugnata né l'illustrazione adeguata delle difese e delle argomentazioni svolte. Per tale ragione il ricorso non ha garantito alla Corte la chiara e completa cognizione del fatto sostanziale e processuale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese di cassazione in favore della resistente, liquidate in € 1.800,00 più € 200,00 per esborsi; inoltre è stato rilevato l'obbligo, se dovuto, del versamento del contributo unificato aggiuntivo ai sensi dell'art. 13 D.P.R. n. 115/2002.

Norme richiamate

  • art. 511 c.p.c.

    Disciplina l'intervento in surroga nel processo esecutivo: Principi è intervenuto in surroga del creditore procedente sulla base di titolo esecutivo di formazione giudiziale

  • art. 617 c.p.c.

    Regola l'opposizione agli atti esecutivi: Immobil Invest ha proposto opposizione avverso l'ordinanza di assegnazione ai sensi di questa norma

  • art. 366, comma 1, n. 3, c.p.c.

    Impone che il ricorso per cassazione contenga un'esposizione sommaria dei fatti sufficiente a consentire alla Corte di avere chiara e completa cognizione della controversia; la sua violazione determina inammissibilità del ricorso

  • D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, art. 13, comma 1 quater e comma 1 bis

    Prevede obblighi e modalità relativi al contributo unificato e al versamento in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione; la Corte ha rilevato l'eventuale obbligo di versare un ulteriore contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso

Massime di principio

  • Un ricorso per cassazione deve contenere, anche sinteticamente, la descrizione completa degli elementi essenziali della vicenda (parti del procedimento, terzi coinvolti, natura e importo dei crediti, contenuto del provvedimento impugnato, motivi e difese): l'assenza di tali informazioni può portare all'inammissibilità per violazione dell'art. 366 c.p.c.
  • Chi interviene in un'esecuzione in surroga (art. 511 c.p.c.) e poi impugna decisioni riguardanti l'assegnazione deve documentare con chiarezza la propria posizione processuale e sostanziale, indicando il titolo, l'entità del credito e la relazione con gli altri soggetti coinvolti.
  • Nelle impugnazioni contro ordinanze di assegnazione o opposizioni agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.) è essenziale richiamare e sintetizzare il contenuto dell'ordinanza impugnata e le ragioni specifiche dell'opposizione: argomentazioni vaghe o incomplete sono insufficienti per la Cassazione.
  • La mancata osservanza dei requisiti formali e di contenuto del ricorso può comportare oltre all'inammissibilità anche la condanna alle spese e l'obbligo di ulteriori versamenti (contributo unificato), pertanto conviene sempre verificare la conformità al disposto dell'art. 366 c.p.c. prima del deposito.
  • Se nella procedura esecutiva è presente un terzo pignorato necessario, la sua identificazione nel ricorso per cassazione è fondamentale: la giurisprudenza della Corte richiede l'indicazione esplicita dei soggetti coinvolti nel procedimento esecutivo

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