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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 18035/2022 del 06/06/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione della sentenza di appello che aveva escluso il diritto della Cars al pagamento dell'indennità di custodia per un veicolo (decreto ingiuntivo n. 1286/2010, importo € 1.058,76). La Cars censurava che il Tribunale di Napoli avesse ritenuto estinto il credito in ragione di un precedente giudicato favorevole alla Cars contro il Ministero dell'Interno (risoluzione contratto e liquidazione di un importo commisurato alle indennità di custodia), nonostante: a) il giudicato non fosse intervenuto contro il Ministero della Difesa; b) le obbligazioni (credito indennitario verso il Ministero della Difesa e risarcimento riconosciuto dal giudicato) sarebbero distincte; c) la risoluzione del contratto avrebbe fatto rinascere le obbligazioni originarie. I motivi di cassazione denunciavano violazione di norme civili (art. 2909 c.c. e altri) e omesso esame di fatto decisivo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della Cars S.r.l. Confermata in via di principio la decisione del Tribunale di Napoli: pur riconoscendo l'autonoma legittimazione dei singoli Ministeri, la Corte ha ritenuto che il Ministero dell'Interno si era assunto l'obbligo di pagamento delle indennità (clausola contrattuale di espromissione) e che la somma riconosciuta a titolo risarcitorio, commisurata alle indennità di custodia, ha avuto effetto sostanzialmente estintivo rispetto alla pretesa fatta valere contro il Ministero della Difesa. Ne consegue l'impossibilità per la Cars di ottenere un'ulteriore somma senza determinare un ingiusto arricchimento. Il ricorso è stato pertanto respinto e la ricorrente condannata alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 2909 c.c.

    Invocato dalla ricorrente in relazione all'effetto del giudicato; la Corte ha ritenuto la censura infondata perché il Tribunale non aveva attribuito valore di giudicato esterno alla precedente pronuncia, ma aveva rilevato l'effetto estintivo del pagamento effettuato dall'altro Ministero.

  • art. 1272 c.c.

    Richiamato dai giudici come disciplina tipica dell'espromissione: il Ministero dell'Interno, con clausola contrattuale, si era assunto l'obbligo di pagare le indennità, configurando una situazione di obbligazione solidale o di assunzione del debito che rende efficace il pagamento fatto da un altro soggetto rispetto ai coobbligati.

  • art. 4 L. 260/1958

    Norma sulla sanatoria dell'errata evocazione in giudizio delle varie articolazioni dello Stato (Avvocatura dello Stato): la Corte precisa che l'errore di individuazione del ministero va eccepito tempestivamente e che l'art. 4 non elimina l'autonoma legittimazione passiva dei singoli Ministeri.

  • art. 11, d.P.R. n. 571/1982

    Richiamato come fonte che individua l'obbligazione dell'Amministrazione (Ministero della Difesa) a rimborsare le spese di custodia: la Corte conferma il principio che, di regola, l'indennità grava sull'amministrazione che ha eseguito il sequestro, ma ricorda che la clausola contrattuale può far sorgere obblighi tra altre Amministrazioni.

  • artt. 1321, 1322, 1965, 1453 c.c.

    Citati nella terza censura riguardante natura e sorgere del credito contrattuale e della transazione; la Corte ha ritenuto la censura generica e infondata, confermando che il risarcimento ha surrogato e assorbito la pretesa indennitaria.

  • art. 360 c.p.c.

    Norme utilizzate per inquadrare i motivi di cassazione (violazione di norme di diritto e omesso esame di fatto decisivo); la Corte ha esaminato i motivi e li ha dichiarati infondati.

  • art. 13, d.P.R. n. 115/2002

    Norma sul contributo unificato: la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per un ulteriore versamento da parte della ricorrente.

Massime di principio

  • La personalità unitaria dello Stato non annulla l'autonoma legittimazione processuale dei singoli Ministeri: un giudicato pronunciato nei confronti di un Ministero non è automaticamente efficace contro un diverso Ministero, salvo che non ricorrano specifiche condizioni di assunzione dell'obbligazione da parte dell'altro Ministero.
  • Se un'altra amministrazione dello Stato (diversa dal debitore originario) si assume contrattualmente l'obbligo di pagare o effettua un pagamento commisurato all'entità del credito, tale pagamento può avere effetto estintivo sostanziale del credito anche rispetto agli altri coobbligati, evitando un duplicato soddisfacimento e un ingiusto arricchimento del creditore.
  • L'errata evocazione in giudizio del ministero competente è un'irregolarità sanabile ai sensi dell'art. 4 L. 260/1958: l'Avvocatura dello Stato deve eccepire tempestivamente la carenza di legittimazione e indicare l'amministrazione effettivamente competente, ma l'assenza di tale eccezione preclude la successiva sollevazione dell'irregolarità.
  • In casi di pluralità di prestazioni autonome (es. custodia di più veicoli) è ammissibile il frazionamento dei crediti in giudizi separati, salvo che non sussista una compensazione o un pagamento che abbia già integralmente soddisfatto la complessiva pretesa.
  • Prima di chiedere nuovamente somme già riconosciute a titolo risarcitorio da altra amministrazione, verificare se l'importo liquidato sia effettivamente commisurato alla stessa prestazione e se il pagamento abbia già avuto effetto estintivo; in caso di dubbio, sollevare tempestivamente questioni di legittimazione e di natura della prestazione ricevuta.

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