Cassazione Penale, Sentenza n. 42344/2024 del 18/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza del 21/06/2024 con cui il G.i.p. aveva rigettato la richiesta di riconoscimento della disciplina del reato continuato per i fatti indicati nell'istanza. Contesta (1) l'apparenza della motivazione, in particolare quanto alla valutazione del lasso temporale tra i singoli episodi criminosi; (2) la mancata motivazione e l'omessa considerazione dell'onere probatorio richiesto all'istante, sostenendo che il giudice si sia limitato a affermazioni generiche e apodittiche; (3) l'erronea attribuzione all'istante dell'onere di allegare concreti e specifici elementi dimostrativi dell'unitarietà del disegno criminoso, nonostante l'istanza avesse indicato profili di segno positivo.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità. Ha richiamato il requisito di specificità dei motivi in cassazione: il ricorrente deve indicare i punti determinati della decisione e gli elementi a base delle sue censure. Nel caso concreto il ricorrente non ha precisato quali elementi contenuti nell'istanza il Tribunale non avrebbe valutato né l'incidenza logica di tali elementi sulla prova dell'ideazione unitaria dei reati. La Corte ha richiamato i criteri per individuare il disegno criminoso unitario (vicinanza cronologica, causalità, condizioni di tempo e luogo, modalità delle condotte, tipologia dei reati, bene tutelato, omogeneità delle violazioni) e ha ritenuto che la mera denunzia di vizi generici non soddisfi l'onere di specificazione. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
art. 81, secondo comma, cod. pen.
Richiamata dalla decisione impugnata in ordine alla configurabilità del reato continuato; la Corte segnala che l'articolo non fissa un limite temporale rigido tra le condotte ma la vicinanza temporale costituisce elemento probatorio positivo tra i vari indici di un disegno unitario.
art. 591, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.
Norma richiamata a fondamento dell'inammissibilità del ricorso per aspecificità: la genericità dei motivi e la mancanza di correlazione tra argomentazioni impugnate e motivazione del provvedimento censurato determinano l'inammissibilità.
Norma invocata per la condanna alle spese e per la comminazione della somma in favore della Cassa delle ammende in caso di ricorso ritenuto inammissibile senza giustificato motivo.
Massime di principio
- Per ottenere il riconoscimento del reato continuato è necessario allegare elementi concreti e specifici che dimostrino un disegno criminoso unitario; la vicinanza temporale è un indice importante ma va valutata insieme ad altri elementi (causalità, modalità, luogo, tipologia dei reati, bene tutelato, omogeneità).
- In sede di impugnazione la cassazione richiede motivi specifici: non è sufficiente denunziare vizi in termini generici; il ricorrente deve indicare i punti precisi della decisione e gli elementi fattuali o probatori che giustificano la censura.
- La mancata specificazione degli elementi posti a base del ricorso determina l'inammissibilità e può comportare condanne al pagamento delle spese e di somme a titolo di ammenda.
- L'onere di allegazione in materia di reato continuato resta a carico di chi richiede il riconoscimento: è necessario mostrare con precisione come gli indici rilevanti interagiscano per provare l'unità dell'ideazione del reato.
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