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Cassazione Penale, Ordinanza n. 06656/2026 del 18/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha quindi confermato la condanna già pronunciata nei gradi di merito e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna inflitta in primo grado per furto con strappo e porto abusivo di un coltello. Con il primo motivo ha dedotto vizio di motivazione sulla ritenuta univocità e concordanza degli indizi, sostenendo in sostanza che la prova della responsabilità non fosse adeguatamente valutata; la Corte di cassazione ha rilevato che il motivo era aspecifico perché non si confrontava con la motivazione della sentenza impugnata e con le risultanze probatorie valorizzate in appello, tra cui le dichiarazioni della persona offesa e il possesso della refurtiva da parte del ricorrente pochi minuti dopo il fatto. Con il secondo motivo ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione sul trattamento sanzionatorio e sul diniego delle attenuanti generiche ex art. 62-bis c.p.; la Corte ha ritenuto il motivo non consentito in sede di legittimità e comunque manifestamente infondato, osservando che la pena era prossima al minimo edittale e che il diniego delle attenuanti era adeguatamente motivato con riferimento alla negativa personalità desunta dai precedenti penali, alla violazione della misura cautelare e all'assenza di elementi favorevoli concreti.

Norme richiamate

  • art. 581 cod. proc. pen.

    I motivi di ricorso devono essere specifici e correlati alle ragioni della decisione impugnata; non è sufficiente un approccio critico astratto o sganciato dalla motivazione della sentenza.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Il diniego delle attenuanti generiche è legittimo se motivato con riferimento agli elementi ritenuti decisivi o comunque rilevanti, senza necessità di confutare analiticamente tutti gli elementi favorevoli dedotti dalle parti.

  • art. 133 cod. pen.

    La congruità della pena può essere motivata con un richiamo ai criteri di commisurazione della pena, specie quando la sanzione irrogata è prossima al minimo edittale.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione il motivo è inammissibile quando non si confronta specificamente con le ragioni poste a fondamento della decisione impugnata e si risolve in una critica generica o meramente assertiva.
  • La prova della responsabilità può essere ritenuta congrua quando la sentenza valorizza plurimi elementi convergenti, come le dichiarazioni della persona offesa e il rinvenimento della refurtiva in possesso dell'imputato a breve distanza temporale dal fatto.
  • La motivazione sul trattamento sanzionatorio è sufficiente quando la pena applicata è prossima al minimo edittale e il giudice richiama i criteri legali di commisurazione della pena.
  • Il diniego delle attenuanti generiche non richiede la confutazione di ogni elemento favorevole prospettato dalla difesa, essendo sufficiente il riferimento agli elementi ritenuti decisivi, quali precedenti penali, condotta processuale e mancanza di concreti elementi positivi.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento della sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieFurtoDetenzione di armiImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioArmiProcesso penale

Testo integrale

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