Cassazione Penale, Sentenza n. 48681/2022 del 22/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza di condanna per tentato omicidio e porto di arma comune da sparo. Il ricorrente deduce: 1) insufficiente e viziata identificazione come co-autore; 2) vizio di motivazione e travisamento della prova in relazione alle verifiche balistiche e alla presunta idoneità lesiva dei colpi (art. 56 c.p. richiamato); 3) censura sulla detenzione dell'arma; 4) vizio di motivazione sul trattamento sanzionatorio e sul rigetto delle circostanze attenuanti generiche e sull'aumento per continuazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato o inammissibile nelle parti dedotte. Ha ritenuto legittima la valutazione di merito riguardo all'identificazione basata su tabulati, captazioni, filmati e riscontri materiali (bossoli, foro su saracinesca), e congrua la perizia balistica che ha indicato la concreta idoneità lesiva del terzo colpo. Ha richiamato il principio secondo cui la scarsa o inesistente lesività non esclude l'intenzione omicida. Sono state ritenute generiche e inammissibili le doglianze sul trattamento sanzionatorio e sulla detenzione dell'arma. In conseguenza il rigetto del ricorso conferma la condanna e le statuizioni di merito (pena, diminuzione per rito abbreviato, riconoscimento della continuazione) e la condanna al pagamento delle spese.
Norme richiamate
art. 173 comma 1 disposizioni attuative cod. proc. pen.
art. 173 comma 1 disp.att. cod.proc.pen.
Limita la rievocazione dei motivi in cassazione: il ricorso è richiamato nei limiti necessari per la decisione, impedendo una nuova valutazione ampia dei fatti già esaminati in sede di merito
Disciplina il tentativo (interruzione dell'esecuzione per cause indipendenti dalla volontà dell'agente). Richiamato dalla difesa per contestare la qualificazione in tentato omicidio; la Corte ha ritenuto che gli atti posti in essere erano idonei ad arrecare la morte, quindi si è configurato il tentativo
Giurisprudenza - Sez. I n. 52043 del 10.6.2014
Sez. I n. 52043 del 10.6.2014, rv 261702
Principio secondo cui la lieve entità o l'assenza di lesioni non escludono l'intenzione omicida, poiché esiti non voluti possono dipendere da fattori indipendenti dalla volontà dell'agente (movimento della vittima, mira errata, distanza)
Massime di principio
- Le valutazioni probatorie di merito fondate su elementi indiziari concreti (tabulati, captazioni, filmati, riscontri materiali come bossoli e fori) sono difficilmente sindacabili in cassazione se logicamente motivate
- La scarsa o assente lesività non esclude automaticamente il tentativo di omicidio: rileva l'idoneità dell'azione a produrre il risultato e la volontà dell'agente
- Le contestazioni generiche sul trattamento sanzionatorio o sulle attenuanti vengono spesso ritenute inammissibili; è necessario un concreto e specifico confronto con le ragioni del giudice di merito
- Per impugnare l'identificazione di un imputato è necessario proporre censure specifiche e non limitarsi a rilievi generici: prove indirette combinate possono validamente concorrere a identificare l'autore
- Le questioni tecniche (es. perizie balistiche) richiedono critiche motivate e specifiche per superare la valutazione del giudice di merito; mere affermazioni di ipoteticità sono in genere insufficienti
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