Cassazione Penale, Sentenza n. 12136/2024 del 22/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile l'istanza di sostituzione della pena detentiva (1 anno e 4 mesi) con il lavoro di pubblica utilità ai sensi degli artt. 545-bis cod. proc. pen. e 20-bis cod. pen. La Corte territoriale aveva ritenuto che la richiesta fosse inammissibile perché, a suo avviso, la sostituzione ex art. 545-bis poteva essere applicata solo d'ufficio immediatamente dopo la lettura del dispositivo e la relativa richiesta doveva essere svolta prima della lettura; inoltre il mancato avviso alle parti era considerato indice dell'assenza delle condizioni per la sostituzione. La ricorrente contestava la corretta applicazione delle norme e la carenza, contraddittorietà e illogicità della motivazione, evidenziando che la situazione concreta (revoca della sospensione condizionale in appello) aveva creato la possibilità astratta di applicare la pena sostitutiva solo a seguito della decisione di appello.
La decisione
La Corte di legittimità ha ritenuto il ricorso fondato, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando la causa alla Corte di Appello di Bologna per nuovo esame. La Corte ha chiarito che l'art. 545-bis cod. proc. pen. ha introdotto una fase successiva alla lettura del dispositivo in cui il giudice, se ricorrono le condizioni per sostituire una pena detentiva breve, deve darne avviso alle parti e acquisire il consenso espresso dell'imputato. Inoltre la Corte ha rilevato che la dichiarazione di inammissibilità per manifesta infondatezza è ammissibile de plano solo quando la richiesta è identica a una già rigettata o priva di condizioni previste direttamente dalla legge; quando la questione richiede valutazioni di merito o interpretative occorre assicurare il contraddittorio camerale. Nel caso concreto la Corte territoriale aveva invece svolto valutazioni interpretative senza garantire il contraddittorio, ragione per cui l'ordinanza è stata annullata e la materia rinviata per nuovo giudizio.
Norme richiamate
quando è stata applicata una pena detentiva non superiore a quattro anni e non è stata ordinata la sospensione condizionale, subito dopo la lettura del dispositivo, il Giudice, se ricorrono le condizioni per sostituire la pena detentiva con una delle pene sostitutive di cui all'art. 53 della legge 24 novembre 1981 n. 689, ne dà avviso alle parti, acquisendo il consenso dell'imputato
introduce una fase post-deliberazione: il giudice, subito dopo la lettura del dispositivo, deve valutare la possibilità di sostituire pene detentive brevi e avvisare le parti acquisendo il consenso espresso dell'imputato; la valutazione della sostituibilità è fondata sugli elementi definitivi della sentenza (entità della pena, sospensione condizionale, qualificazione giuridica, attenuanti)
art. 53 legge 24 novembre 1981 n. 689
dispone le tipologie di pene sostitutive delle sanzioni detentive brevi; ai sensi dell'art. 545-bis è il riferimento normativo per le possibili sanzioni sostitutive (es. lavoro di pubblica utilità)
norma penale rilevante in tema di misure alternative e sostitutive della pena, richiamata nella domanda di applicazione della pena sostitutiva (contestofattuale particolarmente collegato alle sanzioni alternative)
Legge 27 settembre 2021 n. 134, art. 1 comma 17
parte della riforma che ha ridefinito il quadro delle sanzioni sostitutive per pene detentive brevi, orientando la disciplina verso un maggior ricorso a misure alternative per favorire il reinserimento sociale
D.Lgs. 10 ottobre 2022 n. 150 (Riforma Cartabia)
provvedimento attuativo che ha recepito i principi della legge sopraindicata e riformato la procedura penale anche introducendo la disciplina dell'art. 545-bis
regola la declaratoria di inammissibilità per manifesta infondatezza; secondo la giurisprudenza di legittimità citata, tale declaratoria de plano è ammessa solo quando la richiesta sia chiaramente priva di fondamento alla semplice prospettazione o identica a altra già rigettata; se emergono questioni valutative deve essere assicurato il contraddittorio camerale
Massime di principio
- L'art. 545-bis va interpretato come l'introduzione di una fase formale dopo la lettura del dispositivo: il giudice deve dare avviso alle parti se, in base agli elementi definitivi della sentenza, la pena detentiva breve è sostituibile con una pena alternativa e acquisire il consenso esplicito dell'imputato
- La richiesta di applicazione di una pena sostitutiva può essere valutata e proposta dopo la lettura del dispositivo: non è corretta l'affermazione che l'imputato debba per forza aver richiesto la sostituzione prima della lettura
- Il consenso dell'imputato è un atto personalissimo e deve essere manifestato in modo esplicito; non è sufficiente desumere il consenso dalla mera inerzia del difensore
- La dichiarazione di inammissibilità per manifesta infondatezza deve essere usata con cautela: se la questione richiede approfondimenti o valutazioni interpretative il giudice deve assicurare il contraddittorio camerale prima di respingere l'istanza
- La revoca in sede di appello della sospensione condizionale può creare la condizione astratta per l'applicazione di pene sostitutive e quindi impone che la corte valuti la possibilità di darne avviso e acquisire il consenso dell'imputato
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