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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33539/2023 del 01/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Cestari impugna la sentenza del 04/10/2022 della Corte di Appello di Milano, confermativa della sentenza di primo grado che lo aveva condannato per il reato di malversazione (art. 316-bis c.p.). Denuncia violazione dell'art. 627, comma 3, c.p.p. e vizio di motivazione: sostiene che la Corte di cassazione, con sentenza n. 19851/06/05/2022, aveva escluso la consumazione del reato e rimesso al giudice del rinvio la verifica di una eventuale configurabilità del reato in forma tentata; nonostante ciò la Corte d'appello avrebbe confermato la condanna per malversazione consumata. Contestava inoltre la valutazione del momento consumativo del reato, la rilevanza del termine per la realizzazione del progetto e l'irrilevanza dell'assenza di un conto dedicato, deducendo che esistevano ancora margini per adempiere e che aveva manifestato volontà di restituire le somme.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato in relazione alla violazione dell'art. 627, comma 3, c.p.p.: la Corte d'appello ha oltrepassato i limiti del giudizio a lei rimesso dalla sentenza di annullamento della Corte di cassazione, confermando una condanna per reato consumato quando la Cassazione aveva escluso la consumazione e aveva lasciato aperta solo la possibile configurazione del tentativo. Perciò la sentenza impugnata è stata annullata. L'annullamento è disposto senza rinvio perché il reato è estinto per prescrizione: prendendo come termine favorevole la data del 01/01/2015 come inizio del fatto e calcolando i termini con riferimento alla pena massima e agli artt. 157 e 161 c.p., la prescrizione è maturata il 01/07/2022; pertanto la Corte ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio per estinzione del reato.

Norme richiamate

  • art. 627, comma 3, cod.proc.pen.

    La norma impone al giudice di conformarsi ai limiti fissati dalla decisione di legittimità; la Corte ha ritenuto violato questo principio perché la Corte d'appello si è pronunciata oltre l'ambito rimesso dalla Corte di cassazione.

  • art. 316-bis cod.pen. (malversazione)

    La Corte di cassazione ha osservato che "fintanto che residuino spazi per la realizzazione della finalità istituzionale del finanziamento" il delitto di malversazione non può considerarsi perfezionato

    La consumazione della malversazione va valutata in relazione all'esistenza di un termine per la realizzazione del progetto o per la restituzione; se il termine non è ancora scaduto e sussistono possibilità reali di adempiere, non si può affermare la consumazione. L'assenza di conto dedicato non determina automaticamente consumazione.

  • art. 56 cod.pen. (tentativo)

    La sentenza rescindente indicava che "non è esclusa la possibilità che nel comportamento di Cestari siano ravvisati gli estremi di un tentativo (art. 56 cod. pen.) di malversazione"

    La Cassazione ha lasciato aperta la valutazione di un tentativo, rimettendo al giudice del rinvio l'accertamento degli elementi di fatto necessari (idoneità e univocità degli atti) per configurare il tentativo.

  • artt. 157 e 161 cod.pen. (prescrizione)

    La Corte ha applicato questi articoli per il calcolo della prescrizione: prendendo la data più favorevole all'imputato come inizio del fatto e la pena edittale di riferimento, ha ritenuto che la prescrizione sia maturata il 01/07/2022, comportando l'estinzione del reato e l'annullamento della sentenza senza rinvio.

  • Sentenza della Corte di cassazione n. 19851 del 06/05/2022

    La sentenza rescindente afferma che "posto che il contratto assegnava al Cestari un termine di 24 mesi... e posto che... mancavano ancora svariati mesi alla scadenza di tale termine, il delitto di cui all'art. 316-bis cod. pen. non sarebbe potuto essere ritenuto perfezionato"

    La Corte di cassazione ha chiarito i criteri sul momento consumativo della malversazione e ha delimitato il compito del giudice del rinvio, escludendo la consumazione e ammettendo solo la verifica circa un possibile tentativo.

Massime di principio

  • Quando la Corte di cassazione annulla con rinvio e delimita espressamente l'oggetto del nuovo giudizio, il giudice di rinvio non può pronunciarsi oltre i limiti fissati dalla decisione di legittimità; il mancato rispetto di tali limiti integra motivo di cassazione.
  • Per il reato di malversazione (art. 316-bis c.p.) il momento consumativo dipende dall'esistenza di un termine per la realizzazione del progetto o per la restituzione delle somme: fintanto che il termine non è scaduto e permangono effettive possibilità di adempiere, la consumazione non è configurabile.
  • L'assenza di un conto corrente dedicato non determina automaticamente la consumazione del reato: bisogna valutare le condizioni contrattuali e la concreta impossibilità di adempiere.
  • Se la Corte di legittimità lascia aperta la possibilità del tentativo, il giudice rimesso deve valutare gli elementi di fatto (idoneità e univocità degli atti) per configurare il tentativo; si tratta di accertamenti di fatto preclusi alla Cassazione e riservati al giudice di merito.
  • In tema di prescrizione, nella determinazione del dies a quo e del termine prescrizionale si deve adottare la data più favorevole all'imputato e applicare gli artt. 157 e 161 c.p.; se il reato è estinto la sentenza di condanna va annullata e, se non sussistono altre questioni da rinviare, può essere annullata senza rinvio.

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