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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35298/2023 del 22/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la conferma della condanna per i reati previsti dagli artt. 4, comma 4-bis e 4, comma 4-ter, della legge n. 401/1989 contestati per aver svolto attività organizzata di accettazione e raccolta di scommesse per conto dell'allibratore estero "TotoWinBet" (non autorizzato in Italia) e per aver raccolto/prenotato scommesse senza la necessaria autorizzazione del M.E.F. (A.A.M.S.). Le difese sostenevano che si trattava al più di un "punto di ricarica" (non soggetto a licenza di pubblica sicurezza), che non vi erano flussi di incassi attribuibili all'attività di scommesse, e che la società era titolare di licenza per altro concessionario (Lottomatica). Venivano inoltre eccepiti: 1) mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.), 2) eccessività della pena e mancato riconoscimento delle attenuanti generiche; Ruggeri aggiungeva successivamente censura sulla nullità del verbale di perquisizione (presenza e deleghe della sig.ra Trimigno) e richiamava profili tributari relativi ad accertamenti dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza. Ha confermato che le decisioni di merito hanno adeguatamente ricostruito i fatti: durante l'ispezione del 15/03/2016 risultavano presenza di postazione con computer collegato al sito "TotoWinBet", palinsesti e ricevute di scommessa; mancava la licenza ex art. 88 T.U.L.P.S. per l'allibratore straniero; l'attività non era mera messa a disposizione di terminali ma intermediazione attiva con personale e mezzi, dunque integrazione dei reati contestati. Quanto all'art. 131-bis c.p., i giudici rilevano che gli imputati non avevano formulato richiesta in appello e che la condotta era continuativa, non occasionale. La determinazione della pena (pena base mesi 10 aumentata di 2 mesi per continuazione, sospesa condizionalmente) è ritenuta congrua; il diniego delle attenuanti generiche non è arbitrario. Il motivo nuovo di Ruggeri sulla perquisizione è inammissibile perché proposto dopo l'inammissibilità dei motivi originari e non rientrante nei capi originariamente impugnati; analogamente il tema tributario esula dal perimetro del ricorso penale. Sono poste a carico dei ricorrenti le spese processuali e, in via equitativa, la somma di euro 3.000 ciascuno in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • legge n. 401 del 13 dicembre 1989

    art. 4, commi 4-bis e 4-ter

    la raccolta di scommesse per conto di allibratore estero privo di concessione integra il reato previsto; l'attività di intermediazione è penalmente rilevante quando vi sia effettiva partecipazione organizzativa e operativa (personale, mezzi, postazioni collegate all'operatore straniero)

  • R.D. 18 giugno 1931 n. 773 (T.U.L.P.S.)

    la mancanza della licenza prevista dall'art. 88 per l'esercizio delle scommesse è elemento centrale per l'erogazione della responsabilità penale; la licenza rilasciata per diverso concessionario non vale per attività riferibili a operatore estero non autorizzato

  • codice penale

    la causa di non punibilità per particolare tenuità deve essere espressamente richiesta e non può essere riconosciuta d'ufficio se non dedotta in sede di merito; inoltre la ratio richiede occasionalità e non attività continuativa

  • codice penale

    attenuanti generiche: la Corte ha ritenuto che non siano state indicate ragioni specifiche tali da giustificare il riconoscimento, soprattutto in presenza di condotte svolte in modo stabile e continuativo

  • codice di procedura penale

    prevede l'onere delle spese processuali a carico dei ricorrenti che vedono i loro ricorsi dichiarati inammissibili

  • giurisprudenza di legittimità citata

    Sez. 3, n. 7129 del 03/12/2020 ; Sez. 6, n. 25510 del 19/04/2017

    consolidati orientamenti secondo cui configura reato la raccolta di scommesse per conto di allibratore straniero senza licenza; queste pronunce sono richiamate per sostenere l'interpretazione applicata ai fatti

Massime di principio

  • Per distinguere un "punto di ricarica" da un'attività di raccolta/intermediazione occorre valutare elementi fattuali: presenza di personale che gestisce la procedura, postazioni collegate attivamente a bookmaker estero, ricevute di scommessa, account intestati e modalità di funzionamento che impediscono l'autonoma operazione da parte dell'utente
  • La mancanza della licenza ex art. 88 T.U.L.P.S. o l'uso di un account collegato a un allibratore straniero privo di concessione è elemento cruciale per la configurabilità del reato ex legge 401/1989
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) va proposta e motivata in sede di merito: non può essere invocata in cassazione se non è stata oggetto di richiesta nei gradi precedenti; inoltre è incompatibile con condotte continuative e organizzate
  • In cassazione i motivi nuovi sono generalmente inammissibili se i motivi originari sono irricevibili o infondati e se i nuovi non riguardano i punti originari della decisione; si evita così il surrettizio spostamento dei termini di impugnazione
  • Le censure sul vizio di perquisizione o sulla formalità delle deleghe devono essere tempestivamente dedotte nei gradi precedenti e ben documentate in modo da essere esaminate in cassazione; altrimenti rischiano di essere escluse per inammissibilità
  • Nelle valutazioni sanzionatorie il giudice di merito ha ampia discrezionalità: per contestare la determinazione della pena in cassazione è necessario mostrare illogicità o travisamento dei fatti, non semplici argomentazioni alternative

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