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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46181/2023 del 16/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso l'ordinanza del GIP di Savona che aveva rimesso alla Corte di cassazione, ai sensi dell'art. 24‑bis c.p.p., la questione della competenza territoriale tra il Tribunale di Savona e quello di Genova. La difesa di BARBIERI aveva eccepito l'incompetenza per territorio del Tribunale di Savona sostenendo che parte delle condotte era stata posta in essere a Cogoleto (circondario di Genova) e chiedendo, in subordine, la rimessione degli atti alla Corte di cassazione. Il GIP aveva ritenuto rilevante la possibile natura di reato unitario e permanente, richiamando il criterio di cui all'art. 8, comma 3 c.p.p., ma aveva anche rilevato elementi di incertezza circa il momento di inizio delle condotte e l'eventuale locus commissi delicti, prospettando la competenza di Savona in base ai criteri suppletivi dell'art. 9 c.p.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile la rimessione pregiudiziale disposta dal GIP di Savona. Ha ritenuto che il giudice rimettente non avesse assolto all'onere motivazionale richiesto dall'art. 24‑bis c.p.p.: la rimessione non poteva essere effettuata in termini meramente esplorativi e senza un vaglio sulla "serietà" della questione, con la puntuale indicazione degli elementi concreti e della possibile ricostruzione normativa che rendessero la devoluzione a questa Corte necessaria. Per tali ragioni la rimessione è stata considerata inammissibile e gli atti sono stati trasmessi nuovamente al Tribunale di Savona per il proseguimento del giudizio.

Norme richiamate

  • art. 603‑bis c.p.

    Norma sostanziale che descrive il reato contestato (violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro). È la fattispecie oggetto del procedimento, da cui deriva la rilevanza della determinazione della competenza territoriale.

  • art. 24‑bis c.p.p.

    Introdotto dal d.lgs. n. 150/2022, disciplina la rimessione pregiudiziale alla Corte di cassazione della questione di competenza per territorio. Prevede che il giudice possa rimettere la questione ma impone un onere motivazionale rigoroso: la decisione deve essere assunta con ordinanza motivata e il giudice deve selezionare e trasmettere gli atti necessari alla risoluzione della questione.

  • art. 8, comma 3 c.p.p.

    Criterio generale di determinazione della competenza territoriale: per reati a consumazione o permanenti, la competenza si radica nel luogo in cui l'evento si è verificato o la permanenza è iniziata. Richiamato dal GIP per valutare la possibile rilevanza territoriale di Genova.

  • art. 9 c.p.p.

    Criteri suppletivi di determinazione della competenza territoriale (es. luogo in cui è stata esperita l'attività d'indagine rilevante o altri criteri residuali). Richiamato dal GIP per giustificare la possibile competenza del Tribunale di Savona in caso di incertezza sul locus commissi delicti.

  • art. 125, comma 3 c.p.p.

    Prescrive che le ordinanze del giudice siano motivate a pena di nullità; richiamato per sottolineare l'obbligo motivazionale dell'ordinanza di rimessione.

  • d.lgs. n. 150/2022, art. 4, comma 1

    Norma che ha introdotto l'art. 24‑bis c.p.p. e, quindi, l'istituto della rimessione pregiudiziale alla Corte di cassazione per le questioni di competenza per territorio.

Massime di principio

  • La rimessione pregiudiziale ex art. 24‑bis c.p.p. è una facoltà del giudice e può essere esercitata solo per questioni di "seria" incertezza giuridica o fattuale; non può essere usata come strumento esplorativo.
  • Il giudice rimettente deve motivare in modo completo e selezionare gli atti concreti ritenuti necessari alla decisione della Corte, indicando le possibili soluzioni esegetiche alternative e gli elementi di fatto rilevanti.
  • Nei reati permanenti la competenza territoriale si radica nel luogo in cui la permanenza è iniziata (art. 8, comma 3 c.p.p.); occorre cercare elementi probatori o dichiarazioni che permettano di fissare tale momento per evitare incertezze.
  • Se il locus commissi delicti è incerto (es. attività di trasporto su più territori), il giudice deve valutare i criteri suppletivi (art. 9 c.p.p.) ma deve motivare perché tali criteri ancorano la competenza a un determinato circondario.
  • La decisione di rimessione è inammissibile se il giudice non svolge un vaglio sulla fondatezza ragionevole dell'eccezione e si limita a richiedere una pronuncia della Cassazione senza fornire elementi materiali e argomentazioni sufficiente.
  • Per la difesa: per sostenere l'incompetenza territoriale è opportuno allegare o far emergere elementi temporali e territoriali precisi (assunzioni, luoghi di attività, date) che permettano di radicare la competenza nel foro richiesto.
  • Per il pubblico ministero: è utile documentare l'unitarietà dell'offesa e gli elementi che ancorano la permanenza o il luogo di commissione al proprio circondario, per contrastare eccezioni difensive volte alla rimessione.

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