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Cassazione Civile, Ordinanza n. 02194/2023 del 24/01/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Le parti hanno depositato rinuncia al ricorso e accettazione della rinuncia ai sensi dell'art. 390 c.p.c., con contestuale accordo per l'integrale compensazione delle spese. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio di cassazione con ordinanza e senza statuizione sulle spese.

Esito

ESTINZIONE

Favorevole al resistente (fallimento)

La controversia

La controversia nasce da un decreto ingiuntivo ottenuto da una procedura fallimentare per il pagamento di euro 54.284,00 relativo a una fornitura eseguita nell'ambito di un contratto di fornitura. La società destinataria dell'ingiunzione aveva proposto opposizione, rigettata dal tribunale; in appello la decisione è stata solo parzialmente riformata, con riconoscimento della tempestività della contestazione del vizio della merce e del fatto che il vizio fosse stato riconosciuto dalla controparte. Nel ricorso per cassazione la società fornitore ha dedotto, con il primo motivo, violazione degli artt. 1490, comma 1, 1492, comma 1, e 1493, commi 1 e 2, c.c., assumendo che la corte d'appello non avesse considerato l'assoluta inidoneità e inservibilità della merce consegnata. Con il secondo motivo ha dedotto violazione dell'art. 91, comma 1, c.p.c. per contrasto tra motivazione/dispositivo sulle spese, sostenendo che la sentenza avesse erroneamente posto le spese a suo carico nonostante la previsione di soccombenza. Il fallimento ha resistito e ha proposto ricorso incidentale, poi anch'esso oggetto di reciproca resistenza.

Norme richiamate

  • art. 360 c.p.c.

    invocato dal ricorrente principale per denunciare omesso esame/erronea valutazione in relazione ai vizi della merce; la Corte non si pronuncia nel merito per intervenuta estinzione.

  • art. 1490 c.c.

    richiamato come norma sulla garanzia per i vizi della cosa venduta applicata in via analogica/prospettata al contratto di fornitura.

  • art. 1492 c.c.

    richiamato con riferimento ai rimedi spettanti al compratore in caso di vizi della cosa.

  • art. 1493 c.c.

    richiamato quanto agli effetti economici della risoluzione/restituzione conseguenti alla garanzia per vizi.

  • art. 91 c.p.c.

    richiamato per censurare la regolazione delle spese di lite in relazione al principio di soccombenza.

  • art. 390 c.p.c.

    la rinuncia al ricorso e la sua accettazione determinano l'estinzione del giudizio di cassazione.

Massime di principio

  • La rinuncia al ricorso, se accettata dalla controparte, comporta l'estinzione del giudizio di cassazione, con definizione della causa mediante ordinanza e senza esame dei motivi di ricorso.
  • Quando interviene l'estinzione del giudizio per rinuncia accettata, la Corte non si pronuncia sul merito delle censure né sulle questioni relative alle spese se le parti hanno concordato la compensazione integrale.
  • Le doglianze in tema di vizi della merce fornita e di regolazione delle spese restano prive di decisione di legittimità se il processo si estingue per rinuncia.
  • In presenza di un contratto di fornitura, il ricorrente aveva invocato le norme sulla garanzia per vizi della vendita; tuttavia, nel caso concreto, la Corte non ha elaborato un principio sostanziale sul punto perché la causa si è chiusa per estinzione.

Come è indicizzato

MaterieCompravenditaImpugnazioniSpese di lite
RamiContrattiProcesso civile
IstitutiNullitàOnere della prova

Testo integrale

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