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Cassazione Civile, Ordinanza n. 33325/2023 del 29/11/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha preso atto dell'adesione alla definizione agevolata della controversia e, ai sensi del comma 13 dell'art. 6 del D.L. n. 119/2018, ha dichiarato estinto il processo per cessazione della materia del contendere. Ha inoltre precisato che le spese restano a carico della parte che le ha anticipate e ha dato atto della insussistenza dei presupposti per il versamento del c.d. doppio contributo unificato da parte della ricorrente.

Esito

ESTINZIONE

Favorevole al resistente (contribuente)

La controversia

La controversia riguardava un ricorso per cassazione proposto dall'Agenzia delle Entrate avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale dell'Umbria n. 446/03/16. Nel corso del giudizio l'Agenzia depositava istanza di cessazione della materia del contendere, rappresentando che la domanda di definizione agevolata della lite ai sensi dell'art. 6 del D.L. n. 119/2018 risultava regolarmente presentata. Chiedeva quindi la declaratoria di estinzione del giudizio e la compensazione delle spese. Il testo non consente di ricostruire il merito originario della pretesa tributaria, che resta non determinabile.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Quando interviene una valida definizione agevolata della lite tributaria, il giudizio di cassazione va dichiarato estinto per cessazione della materia del contendere.
  • L'estinzione del processo comporta che le spese restino a carico della parte che le ha anticipate, salvo diversa disciplina applicabile nel caso concreto.
  • In presenza di estinzione del giudizio per definizione agevolata, non si applica il raddoppio del contributo unificato previsto per il rigetto o l'inammissibilità dell'impugnazione.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
IstitutiGiudicato

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