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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18417/2022 del 10/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

L'imputata ha impugnato la decisione della Corte d'appello che non ha riconosciuto il vincolo della continuazione tra i reati per i quali era stata condannata (furti aggravati commessi tra luglio e agosto 2014 in ospedale a Vimercate) e altri reati già valutati con sentenza di applicazione della pena del Tribunale di Milano del 11/03/2015. Ha sostenuto l'identità del disegno criminoso, deducendo che i beni (documenti di identità, carte di credito, bancomat, blocchetto di assegni) contestati fossero provento dei furti in ospedale e che pertanto sussistesse un unico programma criminoso che legava i vari episodi.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato e non autosufficiente. Ha ritenuto che la difesa non abbia dimostrato la sussistenza di un "unico programma criminoso" necessario per il riconoscimento della continuazione, limitandosi a reiterare l'assunto senza elementi concreti. Ha richiamato il principio per cui la mera contiguità cronologica o l'identità/analogia dei titoli di reato non sono sufficienti. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile; la ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Codice penale

    Gli artt. richiamati (tra cui reati di ricettazione, falsificazione, truffa, ecc.) descrivono le fattispecie contestate; la sentenza utilizza tali fattispecie per valutare l'identità materiale dei fatti, ma la questione centrale non è normativa ma criterio di configurazione della continuazione.

  • D.Lgs. n. 231/2007

    La norma è richiamata tra le imputazioni contestate (responsabilità amministrativa collegata a reati), ma la Corte valuta che non sia stata dimostrata la connessione trattandosi di questioni probatorie rilevanti per la continuazione.

  • Giurisprudenza di legittimità (principi sulla continuazione)

    Sez. 5 n. 10917 del 12/01/2012 (Abbassi, Rv. 252950); Sez. 1 n. 37555 del 13/11/2015 (Bottari, Rv. 267596); Sez. 5 n. 21326 del 06/05/2010 (Faneli, Rv. 247356); Sez. 1 n. 35806 del 20/04/2016 (D'Amico, Rv. 267580); Sez. 2 n. 2224 del 05/12/2017 (Pellicoro, Rv. 271768); Sez. 6 n. 43441 del 24/11/2010 (Podda, Rv. 248962)

    Richiamati i principi consolidati secondo i quali la continuazione richiede la prova che i reati siano stati concepiti e realizzati nell'ambito di un unico programma criminoso: non è sufficiente la mera reiterazione o una condotta abituale e neppure la contiguità cronologica o l'identità/analogia dei titoli di reato; l'onere di allegazione e dimostrazione grava sul ricorrente/condannato.

  • Corte Costituzionale

    Citata in relazione alla valutazione dell'assenza di colpa nella proposizione del ricorso (criterio per l'eventuale esclusione della condanna alle spese e degli oneri pecuniari), la decisione è richiamata per giustificare la condanna della ricorrente alle somme disposte.

Massime di principio

  • Per ottenere il riconoscimento della continuazione è necessario provare che i reati siano stati concepiti e posti in esecuzione nell'ambito di un unico programma criminoso: non basta la somiglianza o la vicinanza temporale degli episodi.
  • L'onere di allegazione e di prova circa l'esistenza di un progetto unitario grava sul ricorrente/condannato che invoca la continuazione; affermazioni generiche o una mera rivisitazione dell'imputazione non sono sufficienti.
  • La presenza, in atti, di richieste di applicazione della pena per reati diversi può essere valutata come elemento ostativo al riconoscimento della continuazione, poiché indica separazione delle valutazioni e dei fatti.
  • Il giudice non può confondere un comportamento abituale o una vita dedita al crimine con l'esistenza di un programma criminoso unitario necessario per la continuazione.
  • In sede di impugnazione è fondamentale produrre elementi concreti e specifici (es. collegamenti temporali e teleologici chiari, modalità esecutive comuni, pianificazione antecedente) che dimostrino l'unità progettuale degli illeciti.

Testo integrale

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