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Cassazione Civile, Ordinanza n. 15494/2022 del 16/05/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione finanziaria)

La controversia

La controversia nasce dall'impugnazione, da parte di una società, di una comunicazione di irregolarità relativa all'IRAP per il 2006, con cui venivano contestate omissioni o ritardi nei versamenti e conseguenti sanzioni. La contribuente sosteneva di non dover subire le sanzioni o di poter fruire del ravvedimento operoso perché, al momento del termine di pagamento, era pendente davanti alla Corte di giustizia UE una questione sulla compatibilità dell'IRAP con il diritto comunitario; richiamava inoltre posizioni dottrinali e giurisprudenziali contrastanti. Con il primo motivo denunciava la violazione dell'art. 10, comma 3, dello Statuto del contribuente, assumendo che la pendenza del giudizio europeo integrasse obiettive condizioni di incertezza normativa. Con il secondo motivo deduceva la violazione delle norme sul ravvedimento operoso e l'illegittimità costituzionale delle disposizioni che, per il periodo considerato, escludevano la riduzione delle sanzioni per i versamenti IRAP, lamentando una disparità di trattamento e irragionevolezza.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto infondato il primo motivo, affermando che la mera pendenza di un giudizio sulla legittimità costituzionale o comunitaria di una norma tributaria non basta, da sola, a integrare l'obiettiva incertezza normativa richiesta dall'art. 10, comma 3, l. n. 212/2000; occorrono ulteriori indici di incertezza, che nella specie non risultavano. Ha rigettato anche il secondo motivo, confermando che la disciplina temporanea che escludeva il ravvedimento operoso per i versamenti IRAP del periodo interessato era una scelta discrezionale e ragionevole del legislatore, finalizzata a disincentivare l'omissione dei versamenti in attesa della decisione della Corte di giustizia, e non presentava profili di incostituzionalità. Non sono state liquidate spese per mancata attività difensiva dell'Agenzia; è stato altresì dato atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

Massime di principio

  • In tema di sanzioni tributarie, l'obiettiva incertezza normativa che esonera il contribuente da responsabilità non si presume per il solo fatto che sia pendente un giudizio di legittimità costituzionale o un rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia UE; occorre un autonomo e concreto quadro di ambiguità della norma applicabile.
  • La pendenza di un giudizio comunitario sulla compatibilità di un tributo nazionale non coincide automaticamente con l'incertezza sulla portata della disciplina interna, perché il giudizio della Corte di giustizia verifica il contrasto con il diritto UE e non interpreta, di per sé, la normativa nazionale ambigua.
  • Il legislatore può introdurre, in via temporanea e per ragioni di gettito e deterrenza, limitazioni all'operatività del ravvedimento operoso per specifiche imposte o periodi d'imposta, purché la scelta sia ragionevole e proporzionata.
  • La contestazione di incostituzionalità di una disciplina sanzionatoria speciale non è fondata quando la norma persegue una finalità dissuasiva coerente con l'emersione del gettito e non introduce disparità di trattamento irragionevoli.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamento
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della provaDecadenza

Testo integrale

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